lunedì 27 ottobre 2008

With The Foot In Two Boots



Ancora poco ed è novembre. Cos'è cambiato dalla scorsa volta che ho scritto un paio di righe? Nulla. Almeno, nel mio scorrere imperturbabile delle cose nulla, se non aver preso qualche chilo. Nervoso, stress, ansia, arrabbiature, non più sproni, solo gente nelle orecchie.
Ecco, a dir la verità una cosa c'è: ho voglia di andare sullo snowboard. La tavola è quella di 2 anni fa. Di 10gg prima dello schianto. Ancora incelofanata, ancora senza strisci, ancora lucida. I guanti son quelli dell'anno scorso, comprati e mai usati... o meglio non da me, perchè li ho prestati ad altre persone. Di nuovo, ma non troppo, ci sono le protezioni per il culo e la schiena. Una mascherina nuova, un paio di pantaloni nuovi, la giacca dell'anno scorso, un caschetto nuovo. E di nuovo, qui un'altra attesa, ancora. E forse sono le attese che mi snervano, perchè poi aspetti per nulla, tanto poi nn succede mai nulla. E perdo il mio tempo. Come le 2 ore per il disperato tentativo di andare a vedere gli AC/DC. Una presa per il culo, una rottura di coglioni, un paio di bestemmie, tanto perchè in questo periodo ne dico poche.

Sembra che in questo periodo il tempo scorra troppo velocemente. Mi metto delle postille, programmo delle cose, che poi puntualmente o non realizzo, o non riesco ad organizzare. Vuoi che devi correre da una parte all'altra, vuoi che le giornate corte mi mettono voglia di fare pari a zero, vuoi che mi sembra certe volte che l'unico a sbattersi sia io. Non lo so, ma così è palloso. Alquanto.
Hai presente quando per troppo tempo non stai passando un bel periodo, quando per troppo tempo a chi ti chiede: "come stai?", continui a rispondere che va tutto alla grande, perchè te la devi fare andare bene lo stesso? Ecco, più o meno siamo lì.
Aggiungiamo che troppo spesso la sensazione dentro di me è quella di un rumore tordo, accompagnato da un'immagine che è sempre la stessa: quando giochi a biliardo, colpisci la palla bianca, centralmente, senza incertezze, corre velocemente e urta la palla da buttare in buca. Ecco che c'è quel rumore secco, la palla bianca rimane immobile nel punto d'impatto, mentre la magia avvolge l'altra palla, che corre inesorabile dentro la buca, senza nessun inghippo, nessuna carambola, tutto perfetto, come vorresti che fosse non solo per le brutte cose o le cattive situazioni. Ma di quella esperienza, purtroppo, ti rimane solo quel rumore.

Ieri sera una cena, con una persona che non vedevo da un po', e con altre persone che invece vedo relativamente spesso. Una faccia nuova che frequenta una faccia vecchia. Strano. A me sembra che attorno a me girino sempre le stesse facce. Facce abbastanza tristi e scazzate per giunta. Devo essere io a far sorridere gli altri, a inventarmi cazzate, a farmi vedere che tutto sommato le cose mi passano di striscio. Gente che continua a vedere la stessa faccia. Fino a quanto e per quanto vorrai continuare a farti del male? Non è un problema mio, hai ragione. D'altra parte i miei problemi devono rimanere i miei problemi, i tuoi devono diventare i miei, e non solo quelli che mi metti in mano perchè me lo chiedi.

domenica 21 settembre 2008

Lies, Patience & Dirty Water


Tornato a casa dal contest "Birra & Salsiccia", vincitore assieme a -V- dell'evento, ingurgitando 8 salsicce e mezza, e birra per quasi 3 litri... minchia, mi faccio paura da solo!!!
Abbiamo anche lanciato una nuova trasmissione: "Com'è fatto? Extreme Edition". In pratica io presentavo e cannibalizzavo una latta da 5 litri di Heineken per capire come fosse fatta... con un'accetta! Morale mi son tagliato una nocca, ma nulla di grave! Scoprire come son fatte le cose non ha prezzo!

Il 15 del mese invece ho chiuso anche con *****, d'altra parte era ora che i giochi finissero, anzi, sarebbero dovuti finire già prima, ma... cmq sia, anche lei ha il moroso, sebbene lo sapessi già benissimo, le mie vibrazioni non sbagliano mai. Ci sono rimasto lo stesso, perchè perlomeno me lo avrebbe potuto dire la prima volta che le avevo chiesto di uscire, ma poco male, l'importante è che sia felice e la vita le sorrida. Tanto io sorrido di più! =)
E così posso innamorarmi della prox!!! Poi arriva l'inverno e io vado in tega...
Alla fine della gara, una volta proclamato vincitore, ho fatto pure una dichiarazione video, di quel che pensavo di *****, pieno di alcool nelle vene. Di solito sono sempre molto sincero, e infatti riascoltandola, visto che è stata ripresa, devo dire che corrisponde a quanto avevo detto da sobrio... nulla di male, alla fine meglio che abbia il sorriso sempre stampato. E se qualcuno mi dice che sono cinico, apatico... misogeno... beh, fanculo al re! Vaffanculo al re! Nulla di ciò, come dico sempre, a me non cambia nulla, perchè è sempre lo stesso finale, come in tutti i miei film. Banale, di poco conto. Cambierebbe se succedesse l'inaspettato, ma qui bisogna aspettare che si mettano d'accordo Tim Burton, Spielberg, James Cameroon, George Lucas e Quentin Tarantino... bisogna chiamare Liv Tyler, Alicia Silverstone, Mena Suvari, Megan Fox, Nicholas Cage, Brad Pitt, Johnny Depp e Bruce Willis e far fare la colonna sonora ad Aerosmith, AC/DC, e mi fermo qui! =)

Qui invece sul mio piccolo satellite si aspetta, si attende che arrivi qualche novità, qualche notizia, si apra qualche porta, un canale di comunicazione... speriamo che finalmente arrivi una botta di vita, dei cambiamenti radicali, che oramai non mi accontento più e non ho più pazienza. Ho ripreso ad andare a lezione di inglese, aspettando la convocazione per la seconda parte della selezione... Nuovo insegnante, americano, staremo a vedere...

Musicalmente fermo, ho trovato il timpano per la Love's Drum. Adesso devo cercare la Avril Lavigne italiana, per fare un po' di soldi e non chiederne più! Nel frattempo compratevi il cd dei miei amici Dari!!!
Sono andato a vedere gli Extreme e i Twisted Sister (assieme al gruppo di Duff, i Quireboys e quel deficiente di pino scotto)... che figata, mi sono innamorato di Gary Cherone!!! Chebbotta!!!

Per quest'anno poi finita anche la stagione agonistica, finito anche l'olimpico di sarnico, che sembrava essere un qualcosa di devastante, e invece sono arrivato alla fine quasi fresco! Posso dire di aver recuperato quest'anno quello che il 2006 mi aveva portato via in questo frangente, ho recuperato alla grande e non pensavo nemmeno con tanti bei risultati, per essermi allenato poi solamente da marzo.

Pensierini.
Le bugie. Son veramente poche le cose che non sopporto. Una di queste sono le bugie, non quelle a fin di bene, non quelle con le quali giochi, ma quelle con le quali ferisci. Sono quelle direttamente legate alla fiducia, che poi inizi gradatamente a perdere. Forse è per questo che tendo a non fidarmi di nessuno, ad essere scettico, sospettoso. Poi credi che fuori ci sia qualche bella persona, la cerchi, ma nn la trovi. Non biasimo ***** per il suo comportamento, non posso mica darle colpa se tutto sommato credo le facesse piacere ricevere dei pensierini, dei complimenti, qualche stronzata carina. Farebbe piacere anche a me, figuriamoci. Un gioco, qualcuno dice che nn bisogna giocare, ma d'altra parte è l'unica difesa reale agli altri. Non stò male, non sono dispiaciuto come le altre volte, oramai forse le cose mi sfiorano e basta. O forse ho la convinzione che alla fine non esiste quel qualcuno di diverso, solo un'illusione che ci si crea per andare avanti. Sono solo stanco degli ammiccamenti, delle persone contente che ti danno consigli solo perchè felici, grazie a una qualche serie di coincidenze e casi che glielo hanno permesso. Io la chiamo fortuna. Sono anche stanco della persone sempre tristi, sempre lamentose, che sembra capitino tutte a loro. E' troppo facile essere tristi, il difficile è sorridere e trovare il bello anche nelle cose brutte. Sono stanco anche di me, perchè tendo ancora a lamentarmi con me stesso.
La pazienza. Ecco, tutto sommato è una cosa che stò iniziando a perdere. Non ho pazienza con le persone arroganti, con i marroni, a lavoro, con chi non mi paga, con chi mi dice aspetta, con chi mi fa venire dopo, con chi promette e non mantiene, con chi crede che io sia sempre lo stesso.
Acqua sporca. Ci sono vari modi di vedere le cose. Te lo dicono da quando sei piccolo, di non fermarti all'apparenza, che forse non è oro quello che luccica, che forse dietro a qualche comportamento, azione, risposta e quant'altro, ci sia in realtà ben altro. Questo l'ho imparato, e me lo sono anche tatuato. Il problema che rimane è che il punto di vista sarà sempre diverso, e non sempre troverai il posto da dove guardare le cose. L'acqua sporca rende bene l'idea. Obiettivamente è solo acqua sporca, ma è sempre stata sporca? A volte chiami il caffè acqua sporca, eppure è sempre caffè. Se prima fosse stata acqua pulita? E se qualcuno si fosse lavato di dosso quello che di sporco c'era in lui e questo caffè se lo fosse accollato senza dire nulla?
Qualcuno beve l'acqua sporca che noi non avremmo il coraggio di bere, prova a chiedere a qualche bambino dei paesi del terzo mondo se la sua acqua di color marrone la considera acqua sporca o pulita. Cerchi la trasparenza, ma in realtà alla fine sai che vuoi che le cose siano piene di sporco affinchè ti piacciano. Alla fine siamo attratti da quello che non possiamo vedere bene com'è fatto, si tratti di scienza o amore. Sappiamo in entrambi i casi cosa vogliamo, ma ignoramo come volerlo. Perchè la verità è che se tutto andasse come nelle favole ci annoieremmo e ci stancheremmo subito, e saremmo di nuovo alla ricerca del nuovo, come quelli che vanno a puttane, cosa che mi pare peraltro di aver già detto in passato. Giusto ieri facevo due chiacchiere con un'amica, mi è stata detta una cosa, che alla fine abbiamo verificato assieme non essere poi quella che effettivamente si voleva. Spendiamo i soldi per comprare roba filtrata, ma alla fine il succo di frutta è sempre più buono fresco, con la polpa e le impurità. Adesso va di moda il latte al distributore, che non viene lavorato... o prova a dirlo a quelli che mangiano il formaggio con i vermi sardo se stanno mangiando qualcosa di effettivamente pulito. Mah, discorso senza capo ne coda, alla fine preferisco anch'io l'acqua sporca, c'è poco da fare. Nonostante chiedo sempre e solo che le persone siano sincere con me.
Forse il fatto è che adesso come adesso forse mi accontento anche di niente e non pretendo di cambiare le cose, perchè tanto certe cose non le puoi cambiare. Forse alla fine "vivo" molto meno di chi reputo non stia vivendo. O forse semplicemente ho solo perso la pazienza e non mi accontento più, talmente tanto che forse non mi interessa nemmeno più niente, se non solo compensare materialmente certe mancanze nella mia vita.



Sono tornato ad ascoltare, a sentire quello che hanno da dirmi gli altri. A dirgli anch'io qualcosa, nei limiti del possibile. Soliti problemi che hanno tutti. Con la differenza che certe cose non me le prendo più a cuore, entrano ed escono mentre ci rido su. Forse stò diventando egoista? Mmm, no. Semplicemente allora forse sono solo stufo di ascoltare. O forse boh, il vero problema è che vorrei qualcuno stesse ad ascoltare quello che ho da dire. Anche se spesso tendo ad essere schivo, a cambiare discorso quando si parla di me. A dire che va sempre bene, che va tutto r'n'r, perchè alla fine poi sennò torno a pensare, tornano i cattivi pensieri. E io devo diventare più buono di Babbo Natale, devo sorridere più degli altri, devo respirare più degli altri. Per me. E un po' anche per gli altri. O forse solo perchè non mi va di essere come gli altri. E anche se in realtà, come qualcun'altro, lo vorrei essere.

Ho di nuovo solo bisogno di volume, per non darmi retta. La musica a palla, cantare, battere, non pensare a cosa mi circonda. Correre, senza una meta, senza guardare il cronometro, senza rincorrere qualcuno, senza essere rincorso e dover usare la supervelocità.

mercoledì 13 agosto 2008

As I've Said


E' passato un po' di tempo dall'ultimo aggiornamento, un po' per mancanza di tempo, un po' per pigrizia un po' per un po' di pensieri da riordinare.
Cominciamo dalle cose recenti: il mio capoufficio ha ben pensato di ciularmi le ferie, ho mezzo spaccato le chiavi del doblò, ho comprato 3 paia di peppe nuove, stò preparando Sarnico (penso morirò), l'11 il mio primo tatuaggio ha compiuto un anno, i miei hanno scoperto il nuovo dandomi l'ultimatum di uscire di casa, ho passato la prima selezione del concorso, il 13 si vanno a vedere Twisted Sister ed Extreme, ho conosciuto una tipa americana che mi leva l'anima ma tutto sommato le voglio bene, un'altra ragazza invece mi racconta le sue paranoie...
Con ***** si continua a giocare, continuo a farle piccoli regalini, che han sempre una morale secondo lei, mah.
Scrivo sul post successivo, che oramai questo ha già la sua ruggine...

27-06-2008
Questa settimana un'altra piccola x. Non più grande ne' più piccola, solamente della stessa dimensione delle altre, con la differenza che nonostante sia sul cuore, questa volta non fa male. Avrebbe potuto, o meglio, avrebbe dovuto, ma a quanto pare finalmente quella cosa che non volevo ora la ho, e volente o nolente rimarrà con me.
Non sono solito a dire cattiverie, ma mi auguro solamente che tutta la merda che ha sparato sulle persone che hanno provato sentimenti positivi per questa persona le torni indietro. D'accordo essere trattati male, va bene essere tratta di dimmerda, ma come uno smerdaro no. Mi spiace solo per una persona, ma mi auguro che lo capisca. Io rimango con solo quel sorriso da culo, un bel ricordo da sostituire con una x.

Con quell'altra persona procede, ci faremo scappare un gelato... gioco strano, ma d'altra parte almeno mi diverto pure io. Altre cose da segnalare sono che devo iniziare a mandare via i curriculum, perchè del posto di lavoro non ne posso più.

Il post Bardolino si è fatto un po' sentire, ma sono contento di come è andata, mentre ieri sera son salito sulla bilancia di casa per le prima volta dopo la visita per il certificato... siamo a meno 12 kg, ne mancano 10 che vedremo di regalarmi questa estate... in programma abbiamo messo Lecco, Revine Lago, e Sottomarina, probabilmente poi mi riservo di scegliere un altro olimpico.

Pensierini.
Se penso alle mie spalle son sempre più convinto che quello che c'ho fatto disegnare sia stata la cosa più azzeccata che abbia mai fatto. Voglia di abbellirle, voglia di renderle più evidenti. E caspita se mi piacciono, ogni giorno di più, non c'è storia.

mercoledì 18 giugno 2008

Too Cool 4 U


E' successo che alla fine la mia nuova ossessione ha un nome. Un nome che ho cercato ed ho voluto io, utilizzando uno di quei sistemi che ogni tanto infilo ne "Pensierini idioti".
Due giorni fa solita pizza con due miei amici, sempre il solito posto, sempre dove ho visto lei, il mio nuovo dispenser di sorrisi. Questa volta però è pieno di gente, ci mettono al piano superiore, vicino ad una tavolata con clero e sudditi, in un tavolo un po' imbucato, e dove credevo nn l'avrei vista per tutta la sera.
Passa a servire una comanda, il mio amico che era lì per vederla "finalmente" la ferma per ordinare, ed ecco che bisogna attuare il piano. Sebbene un po' in "confidenza" lo eravamo già, visti i sorrisi scambiaticisi (minchia le particelle pronominali) e un breve dialogo da 2 birre da litro, un po' di timidezza c'è sempre e infatti...
Tocca a me ordinare. Ti chiedo un'insalata mista, un litro d'acqua e ti chiedo anche una coca media. Segna il mio ordine, nel frattempo continuo a guardare il listino, mentre sento il silenzio attorno a me. Deduco sia per il fatto della non birra, spiego che mi stò disintossicando per Bardolino, provo a vedere se la testa del pancreas smette di farmi male, visto che il fegato quest'anno e nonostante i grandi quantitativi di birra settimanali non mi fa male. Finiscono di ordinare, io continuo a guardare il listino, in realtà non troppo convinto di chiederle il nome.
Lei mi fa: hai forse un ripensamento sul litro d'acqua? Io: no no! Sono appena stato a correre, ho super sete e poi l'acqua con le bolle è troppo buona! Piuttosto invece, io ti chiedo anche qual'è il tuo nome! E la fisso negli occhi col sorriso. Lei rimane un attimo spiazzata, credo che nn se lo aspettasse.
Lei: Come mi chiamo io... Io mi chiamo XXXXX. E tu?
Io: (Sottovoce) Eh adesso, troppo facile così... (Tono normale) Dai scherzo, Francesco.
E lei si rivolge poi agli altri 2 chiedendo i loro nomi e si congeda con un sorriso.
Io compiacente guardo gli altri, e mi faccio il mio piccolo autocompiacimento. L'amico de "la prima volta" mi dice: ma è bassa! Io: checcazzo vuoi che ti dica, ti ho detto che manco lo so checcazzo mi piglia di lei, boh, sai che io ogni tanto ho le vibrazioni.

Poco dopo la beffa, perchè lei era su e un cameriere la chiama per nome... tanta fatica per poi... ma va bene così, ogni tanto dimostriamoci di avere le palle. Lei passa ogni tanto, io son sempre lì che la osservo, cercando di capire il vero motivo del perchè mi piace. Occhi? Boh. Penso sia il sorriso e il modo di fare, anche se qualche vibrazione me la fa apparire troppo contenta e sorridente, e qualche altra vibrazione mi dice che avrà già il moroso. La mia vibrazione principale è che però mi mette in uno stato d'animo positivo, come quando vedo Max.
Sono le 23, è ora di andare. La salutiamo, mentre spreparava e finiva di sistemare il tavolo del clero. L'altro amico a metà della scala si gira e mi chiede il numero del tavolo. Io non lo ricordo, e torno su, un altra occasione per vedere il suo visino sorridente. Guardo il segnaposto, 47 esclamo. Lei mi guarda e mi dice: bravissimo! Io la guardo, la saluto con un ciao e ci aggiungo un doppio pugno sul cuore e le due dita verso di lei, che mi regala un ultimo sorriso. La notte ho dormito con quel viso stampato come un poster davanti ai miei occhi. Fino a mattina, un sogno composto da un'immagine statica del suo volto ritagliato.

22-06-2008
Ieri mi sono ripreso l'alluce a Bardolino, 2h 40m 35s. 13o (non è ricorrente poi, vero?) su 35 iscritti della squadra, assoluto 530o o giù di lì, su più di 1200 iscritti. Non male, sono proprio contento.
Il giorno prima eravamo sempre lì, nel posto che ultimamente frequento un po' troppo spesso. Diviso fra l'aspettare e la fretta, lei rimane lì, arriva e mi chiede se avevamo già ordinato... purtroppo si... lei continua a passare, su e giù, io lì a perdermi nella sua figura. Ormai è ora di andare, paghiamo, scendo le ultime scale, lei passa, mi sorride e saluta. Io le dico di tifare per me il giorno dopo, lei mi guarda e mi dice che non ha sentito. Glielo ripeto, mi chiede scusa dicendomi che è sorda... le dico la stessa cosa senza far uscire aria dalla bocca... se ne rende conto e si mette a ridere, dicendomi di non prenderla in giro. Le dico che ho la gara di triathlon, mi guarda con l'aria "nonsocheccazzosia", le spiego cos'è, mi fa gli auguri... che non portan molta fortuna dicono, ma... ma in realtà il fatto è che io cerco di scoprire i dettagli, la R moscia, gli occhi di quel colore quasi finto. Viene fuori che ci faranno vedere in tv, mi chiede quando, io le rispondo probabilmente lunedì sera su rai sat sport... lei sembra intristirsi, mi dice che lei è lì a lavorare anche lunedì sera... io la guardo e le dico che paserò a trovarla... ci salutiamo, io sono ancora lì a pensare al suo viso tutto sorridente.
Ieri sera ancora lì, mi saluta e la prima cosa che mi chiede è com'è andata... io da fesso l'ho lasciata andare, le ho detto "benissimo" e che le avrei raccontato dopo... un dopo che non c'è stato... poi è venuta a farci il conto al tavolo... e io in tega a guardare come muoveva la penna che le ho prestato per correggerlo. Malato. Di dettagli.

Pensierini.
Un paio di settimane fa ho sentito due persone. Per un compleanno e per un "così". I soliti discorsi che ci facciamo sempre. Le proposte dall'altra parte: pensavo che magari potremmo anche vederci... dopo tal data sono più libero e...
Rimani d'accordo, e sottolinei che si facciano sentire, quando possono, dopo quel momento. Finisce che poi alla fine lo schermo del cellulare rimarrà sempre spento, o si accenderà per altre persone. Forse me la sarei presa un po' di tempo fa. Forse. Ora zero sbatti, non ho la passione di correre dietro alle persone, non più. Persone messe nello scaffale delle persone inutili, persone che oramai non tengo più in considerazione. Spiace, ma non più di tanto, alla fine sono cambiato, anche per colpa loro. Positivo sarebbe "per merito", ma non meritano queste parole, se alla fine il mio nuovo me stesso non mi piace.

Lo stream prevede che esso venga interrotto varie volte. Torni indietro, affronti situazioni, cose persone. Ti imbatti sulla messa in scena, simulazioni di uno stato emotivo non corrispondente alla realtà. Stanco di persone che credono che io ci caschi ancora, stanco di quelle persone che non sanno simulare,
di quelle persone che oggi sono così perchè gli fai comodo, domani invece non sei più parte di loro. Va bene così, perchè anche per me sarete così in futuro.

La mia nuova vibrazione. A dir la verità ero ben partito, poi lo so come sono fatto, mi sale e mi scende. Sebbene parto con la testa in posizione neutrale, poi lo so che non ci posso far nulla e mi ci sono già affezionato, pur manco conoscendola. Mi piace il modo che ha di fare, mi piace il suo sorriso, la sua serenità, il fatto che mi dedichi del tempo, o meglio dei piccoli ritagli durante il lavoro. Vorrei avere un po' più di un ritaglio, ma forse ho paura di correre troppo, forse ho paura della reazione, ho paura di un ennesimo "no", o cmq di un qualcosa che già so come andrà. Aspetto di rimanere stupito, aspetto forse... anzi, forse non aspetto, in realtà visto che nn mi aspetto più nulla, la cosa più corretta è che vorrei qualcosa che mi spiazzi, non un qualcosa a cui sono abituato, diciamo pure che vorrei che fosse lei a prendere le redini e mi dicesse che vuole un ritaglio del mio tempo, un ritaglio che assieme al suo faccia poi un foglio, anche bianco e senza scritte, un foglio bianco da riempire in qualche maniera con qualcosa.
A dir la verità l'altra paura è che poi quando sei felice diventi più stupido e ragioni di meno, e di conseguenza ti escono fuori meno bei pensieri, forse ho la paura di assestarmi, un po' di ritrovare quell'altra calma che avevo due anni fa.

Ripensavo a delle parole che mi sono state dette. Che il mio problema è che non mi accetto. Non acceto in me stesso di poter sbagliare, di essere come gli altri, forse addirittura di essere umano, di innamorarmi senza accorgermene. Tendo a cercare di razionalizzare tutto, sebbene poi alla fine sia una persona che ragiona in tutt'altro senso e segue spesso il contrario di quello che dice. Una persona che cerca di essere qualcosa che non sarà mai, che a volte simula un qualcosa che era. Sono legato al passato, penso che vorrei essere come ero ieri, con quell'ingenuità e quella bontà gratuita della quale disponeva. Ora, qual'è quindi il mio non accettarsi?
Non mi accetto per il motivo che sono cambiato da com'ero prima, non mi accetto per come sono adesso? O non mi accetto perchè forse non mi sono mai accettato?
Forse non mi accetto per entrambi i motivi, così come non accetto certi comportamenti o mi indispongono i modi di fare. Non accetto i soprusi, non accetto quello che mi è stato destinato, non accetto il passato che mi è stato dato. Non accetto che ad essere stato buono ed ad aver seminato bene debba raccogliere gramigna, non accetto i pesci in faccia. Se mi chiedono perchè sono arrabbiato con Dio ci sarebbero troppi motivi, per cui andiamo sul personale, ma non necessariamete questa cosa ha l'esclusiva ed è al primo posto, perchè ho sempre pensato prima agli altri e poi a me. Non accetto il fatto di cercare compagnia e trovare solitudine, non accetto di fare del mio meglio e beccarmi poi le critiche che si doveva fare in altra maniera. Non accetto chi vuole tenermi buono e limitarmi, non accetto certi giudizi, moralismi e consigli da persone che non accetto. Potrei andare avanti, ma quindi il problema è: non accetto o non mi accetto? O forse in generale non vi accetto? Il fatto è che come nella democrazia è la maggioranza a definire le cose. L'esempio eclatante è quando si parla di cos'è la normalità e cosa no. La verità è che le persone come me sono la minoranza, e di conseguenza non rappresentano l'essere statico e amorfo del resto della popolazione media.

Forse sono troppo stanco di questo mondo piatto. Di questa città troppo piatta, delle false promesse, dei sorrisi estorti e mai spontanei, delle poche vibrazioni attorno a me. Domani è una nuova settimana, torna anche una persona lontana. Il problema è che non so più cosa provo ora, il problema è che stò rifacendo il mio orto.

martedì 3 giugno 2008

Need Of Something To Lose


Tornato da Aosta ieri, a dir la verità il weekend è stato molto più lungo. Si comincia dal giovedì, accompagno una di quelle poche persone che ancora considero Amica a farsi un tatuaggio. Forse alcuni dei suoi motivi li conosco, altri sono sicuro di ignorarli, com'è giusto che sia. Un disegno in un posto nascosto, la discrezione. Parto poi per milano, serata con SuorHella e altra gente di milano al Rock'n'Roll. Si parla, si ride, si scherza. Una bella serata, parlando anche della situazione musicale a Padova, dove oramai la considerazione è giunta a livello zero. Strano, è proprio come la penso io!!!
L'indomani mi aspetta il test della selezione Enav. Tosto, d'altra parte non avendo studiato gli alphatest non mi aspettavo risultati eclatanti, considerati anche i 20 minuti per 40 domande in ogni test. Mi è piaciuto quello dei dadi da ricostruire, sono arrivato a chiamare le facce dei dadi con dei nomi come: culo, merda, cazzone, tega, ecc. ecc. ai quali veniva aggiunto anche spesso un aggettivo.
Finito il test via col Doblò alla volta di Aosta. Scampato l'allarme per il maltempo arrivo senza problemi, c'è il sole che mi accoglie. Cena con i miei amici, poi a letto, non prima di aver tentato di guardare Wrong Turn... l'indomani si va a prendere un altro amico, al primo tattoo. Andiamo, dopo una persona è il suo turno. Più il tempo per vincere la paura degli aghi che non quello per farlo, e alla fine eccolo, il suo primo tataggio.
Poi è il mio turno. Tranquillo mi sdraio, non è una sensazione che non mi aspetto, ma ha sempre il suo fascino la prima volta che l'ago buca di nuovo la tua pelle. Interrotti da un paio di piercing, finalmente eccolo completamente colorato, con il rosso acceso nuovo di convention e la firma sotto il mantello rosa glam, che sotto gli uv diventa arancione fluo. Sarà superchimico il pigmento ma quello è il suo polpaccio. E già medita di fare tutto lo sfondo.
Ora la mia gamba è particolarmente gonfia, anche la caviglia, ma conto che si sgonfi a breve, anche se non mi fa male. Però lui è bellissimo, e mi piace da matti. Ed è pronto a prendere tutto il resto dei significati, pronto a prendere la polvere quando corro, pronto a nascondere le altre cicatrici sottopelle. Temporeggia per la vertebra, e per Babbo Natale.

Musica.
Continuo a scrivere alcune cosette interessanti, il mio progetto prende forma. A dir la verità ho una spinta in più perchè ho trovato la volontà di portarlo avanti e la disponibilità di un altro Amico, che non se la passa troppo bene, alla fine è sempre la solita questione, un problema di affetto. Ma poco conta, l'importante è che la reazione provochi rabbia e stimoli la creatività. 13 Tales Before Goin' To Sleep. Gli ho spiegato il concetto dell'album e delle canzoni che voglio fare, gli ho dato alcuni spunti di riflessione, forti, come i proiettili che voglio sparare, come le paure che un giorno spero di sconfiggere, andando anche incontro forse alla definitiva considerazione meccanica di emozioni e sentimenti.

Pensierini idioti.
Ad un compleanno ho ricevuto una strana avance, o meglio, una strana frecciatina da parte di una di quelle persone che non sono in grado di decifrare, una vecchia fiamma. O per meglio dire, una di quelle tante persone che mi ha fatto capire alcune cose (minchia non volevo finire nella rubrica pensierini però...), come ad esempio il fatto che il voler bene a qualcuno "a modo mio" non porta i risultati che vorrei, e quindi dovrei smetterla e imparare a voler bene "a modo loro". Cmq sia che l'abbia fraintesa o no, che l'abbia lasciata poi basita o meno, che l'abbia qualchecosa fatto, il momento di "convivenza pacifica" è durato poco. Non che ci tenessi particolarmente, quando me le metto via le parcheggio e butto la chiave (parole del cazzo lo so, tanto alla fine sono come Babbo Natale), non che fosse la prima volta che ci si trovi in determinati allineamenti planetari (sebbene poi il tempo a disposizione sia poi molto evanescente), non che io alla fine ci creda molto in un futuro nel quale le frequenze si allineeranno e si viaggerà sullo stesso canale. Stà di fatto che però almeno penso, e penso che effettivamente non mi son mai venduto alla versione globalizzata dei sentimenti. Magra consolazione, grassa soddisfazione.

Pensierini.
A dir la verità lo sapevo che la malattia non poteva essere una sola, troppi sintomi e troppe sensazioni diverse, anche se riconducibili sempre allo stesso e unico male. La nuova patologia si chiama "bisogno di qualcosa da poter perdere".
Siamo animaletti sociali, abbiamo perso con l'evoluzione l'istinto di seguire i nostri istinti primordiali, cioè fame e riproduzione. Ora abbiamo bisogno di sesso, droga e rock'n'roll. Droga non necessariamente sintetica o esterna al nostro corpo, e nemmeno riconducibile ad endorfine. Parlo delle emozioni, dei sentimenti, degli affetti.
Ora il nuovo punto di riflessione è questo. Siamo arrivati alla frutta come qualcuno direbbe. Dopo aver raggiunto lo scalino "non ho mai dato a nessuno la possibilità di potermi perdere", aver attraversato i diversi stadi della solitudine, aver perso il contatto emozionale con diverse persone, si arriva al capolinea. Il non aver paura di prendere mollare tutto e tutti, e scappare via lontano. Avevi bisogno di qualcuno che non ti facesse andar via, qualcuno che ti dicesse di rimanere, anzichè andartene. Ci sei arrivato e non hai più paura di andar via e lasciarti la cenere alle spalle. Ora la tua nuova necessità che ti fa vivere (si perchè per quanto non sia ben chiaro, per quanto sia nascosto o indecifrabile, un qualcosa che ti tiene in vita c'è) è il bisogno di tornare ad aver qualcosa da poter perdere, perchè ora non hai nulla da perdere. Si, perchè pensavi di aver raggiunto la vetta, ed ecco che invece te ne appare una nuova di cima, che prima le nuvole nascondevano. Sottile. Tagliente. Come voglio io.

Che cos'è l'amore? In realtà è sempre e solo ad una montagna di domande che mi faccio da solo che devo rispondere... se me lo chiedo son sempre più convinto che non lo so, e forse non ho nemmeno la più pallida idea di cosa sia. Forse in tutti questi anni ho solo fatto finta di innamorarmi, assuefatto dall'essermi innamorato solo del concetto che c'è attorno. Forse è anche solo provare una forte gelosia (intesa come un senso esclusivo di possesso) per un'altra persona.
A dir la verità c'è stato un periodo in cui credevo nell'amore. O meglio andiamo con ordine. Prima credevo in Dio, nel suo amore. Poi ho parzialmente smesso di credere in lui, preferisco pensarla che ha decisamente altre cose più importanti da fare che darmi retta... o almeno spero per lui che sia così. Anche se molte volte lo chiamo per dar retta a qualcun'altro, ma nemmeno così dà cenni della sua presenza. Ho deciso quindi di credere solo nell'amore, che tutto sommato non era tanto diverso dal credere in lui, tutto sommato era cmq qualcosa di buono e che faceva parte di lui. Ora però non credo nemmeno più nell'amore, è questo inizia ad essere forse un piccolo problema. A dir la verità ci credo, ma solamente inteso come una transizione, qualcosa di cmq destinato a finire nel breve periodo. Oggi amo te, domani amo qualcun'altro, il tutto sempre contornato da quel bisogno di novità che abbiamo. O forse abbiamo tutti talmente tanto amore da dare che lo vogliamo dare a tante persone, senza saperlo. O forse semplicemente siamo solamente delle puttane alla ricerca di emozioni ogni volta nuove, nuove prestazioni da offrire, nuove strade da battere, nuovi clienti da accontentare.

L'altro giorno mi guardavo le dita delle mani. Si, perchè ogni tanto mi piace vedere anche le mie mani. Soffermavo la mia attenzione sulle ultime falangi, sulle unghie, quella sottile striscia fra la fine dell'unghia e la giuntura con la seconda falange. Sul dito medio della mano sx noto una cicatrice. Una cicatrice che non ricordavo di avere. O meglio, che sapevo di avere, ma non era abbastanza importante da considerare rispetto alle altre cose che penso. L'importanza delle cose. Ma non è questo sul quale voglio soffermarmi. Guardo il mio corpo e ne vedo molte altre di cicatrici, tatuaggi esclusi ne ho diverse. La cosa che mi lascia un po' così è che ce ne sono alcune che ricordo molto bene come me le sono procurate, altre me le hanno raccontate, altre ancora non riesco a ricordare dove e come me le sono procurate. Un po' come certi ricordi che sono spariti chissà dove. Ma tutto sommato la cosa non mi dispiace più di tanto, anche se alcune vorrei tanto trattarle come quelle per le quali non ricordo nulla. Forse perchè la cosa che desiderò di più è un viaggio nel passato, e tornare come ero ieri.

Nell'ultimo post ho dimenticato un'altra cosa che mi hanno insegnato. Che non è importante correre dietro alle persone per fargli capire che ci tieni. E' meglio pensare che le persone che perdi si lasciano in realtà perdere, che le persone che conosci sono a volte quelle che non vorresti conoscere, e le persone che non conosci sono quelle che vorresti conoscere.

Note a piè di pagina.
Che mi innamorassi dalle 3 alle 22 volte al giorno lo sapevo e ne ero cosciente. Che mi innamorassi e ci volessero ben 3 volte per capire che ero innamorato duro non me lo aspettavo. Eh si, sono di nuovo innamorato, della cameriera. Minchia se mi prende, e minchia se mi butta via! L'ossessione morbosa di ricevere uno dei suoi sorrisi, gratuiti, e senza pretendere nient'altro. Se non una birra media, a quattro euro e mezzo.

venerdì 16 maggio 2008

Play... And Be Aware


Settimana un po' intensa, facciamo che inizi da 2 martedì fa. Si mangia la pizza dopo allenamento, cosa non di routine, in genere si va il giovedì... nuovo posto, nuovo sia perchè è la prima volta che ci mettiamo i piedi, sia perchè ha effettivamente aperto da poco. Un bel locale, un'altro surrogato delle catene della birra, stessi listini, stessa birra, stesse cose da mangiare. Poca gente, ormai è anche tardi, chissà se ci faran mangiare. Ci porta i listini una ragazza sorridente, un sorriso di quelli che non ti aspetti. Sfogliamo il listino, ma io so già cosa prendere e devo rivedere quel sorriso. Ci prende le ordinazioni un'altra cameriera, nel frattempo lei si stà levando la traversa che la distingue dalla gente che passa in piedi per la sala, io come catalizzato la seguo, ci fissiamo negli occhi, mi sorride e mi dice "ciao". La mia reazione è un "ciao". Con la differenza del mio io sconvolto.

Weekend di delirio, non ho fatto una cippa lippa, se non nuotare, correre e andare via in bici come un deficiente. Mi ci sarebbe voluta una botta di vita, ma... a quanto pare più le cerchi e più si allontanano. Domenica pomeriggio 2 ore di matrimonio, un mio caro amico si è sposato. Cosa un po' strana, ma vabbè, siccome io vivo delle piccole cose e di gesti che ogni tanto mi spiazzano, durante il segno della pace, quella che io definirei "una perfetta sconosciuta", se non averci scambiato due chiacchiere e due sorrisi, mi dà due baci sulle guance. Ora, non so se perchè me li sia cercati io, o perchè abbia frainteso un suo cenno, però mi sembravano intenzionali. A quanto pare, per qualcuno che nemmeno conosco, devo aver dato qualcosa di positivo, visto che la cosa non si è ripetuta con un'altra persona. Cose che ti fanno pensare.

Lunedì solita uscita di routine con una di quelle poche persone per le quali sono ancora disposto a metterci il mio cuore nelle loro mani, torniamo nel famigerato "posto nuovo". Di nuovo lei, evitando di soffermarmi sul sorriso, sono nella fase di "facciamoci l'idea del complesso". Minuta, due occhi di un colore surreale, fra il marrone e l'azzurro, anche se in realtà un qualcosa di non ben determinabile... lenti a contatto colorate? Mah. Un sedere non ben definito, ma il pantalone nn sembra troppo largo, forse è un pelo in carne, due spalle abbastanza larghe, di profilo boh, nn ha l'effetto che ha di fronte. E' uno dei rari casi nei quali non riesco a capire se sia ben fatta o meno, anzi, son pure convinto che sia fatta pure non tanto bene, per non dire male. Infine, è spuntato un tatuaggio, sopra il sedere. Strano. Ma che testa che ho...

Il martedì c'era quella cosa che aspettavo da tempo... il concerto dei KISS... spettacolo. Son passato su Rai 3, ma mi han tagliato tutta l'intervista. In compenso c'erano i miei amici di aosta e milano. Show fantastico, loro pieni di grinta e scatenati come non mai, palco e spettacoli pirotecnici da paura, peccato solo di essere veramente troppo distanti... A fine concerto ero asciutto, fresco e senza la sensazione di compressione ai polmoni... manco mi sembrava di essere stato ad un concerto. Però... chebbotta della madonna! Prossimamente whitesnake, poi qualcun'altro lo troveremo da andare a vedere!

Pensierini.
E' strano dover pensare alle cose che ancora mi toccano. Continuo a cercare i sorrisi dagli sconosciuti, certi sorrisi invece han perso per me di significato e mai lo avrei pensato. Ma d'altra parte tutto cambia e in genere sempre e solo come prevedo. Il futuro e la conclusione di certe situazioni la so già in partenza. Per me i lieti fine sono solo nelle favole degli altri. Ten tales before goin' to sleep. E' un bel titolo tutto sommato. Ma forse spero di arrivare alle thirteen. Belle idee per la testa, un nuovo personaggio per una canzone, dopo Jack Murder, ecco arrivare Patty Ences. E' da tanto che qualcuno non mi racconta una favola. E' da tanto, forse da mai, che non stò vivendo una favola, ma forse non mi è dato... è qualcosa per gli altri.
Non voglio fermarmi, non voglio camminare. Devo correre, sennò anche l'ultimo baluardo che mi lega ancora a qualcosa qui e nella vita verrà a cadere.

Continuo a notare che mi spiazzano le cose semplici che non ho. I sorrisi gratuiti, i gesti d'affetto dal nulla. Gli abbracci sinceri, non quelle cose che servono a reggere una situazione di comodo. L'improvviso cambio degli eventi, l'uso che se ne fa delle persone mi spiazza. Fino a qualche tempo fa eri una persona di compagnia, perchè facevi le stesse cose. Poi per la tua sincerità, improvvisamente cadi nel dimenticatoio e servi solamente. Notevole. Riempitevi la bocca. Io non credo più alle vostre parole, ai vostri gesti. Amo le persone sincere, amo le persone che ti apprezzano perchè non ti prendi un impegno se non puoi farlo al 100%. Non mi interessa più, non mi interessate più. Io per voi sono una pedina, voi per me siete semplicemente nulla. Giochiamo. Io gioco con le regole, mi diverto, e mi faccio male. Voi vi fate solo del male, fate finta di divertirvi e il gioco prima o poi smetterà di piacervi. La differenza è che io ho fatto il gioco. E so benissimo quando giocate. Voi invece non sapete quando gioco io. E a dir la verità, alle volte gioco talmente bene che prendo per il culo pure me stesso, e divento il gioco.
Perchè il problema di giocare è che prima o poi corri il rischio che se non conosci le regole scambi il gioco per la realtà. Ci sono già caduto, ma ho la carta imprevisti, e ne sono già uscito. Gioco. E gioco perchè so giocare, senza improvvisare, o con la pretesa di giocarmi più soldi di quanti non ne abbia. Il bluff è nel poker. Qui giochi con qualcos'altro. Te stesso. E gli altri. Cuore, testa, sentimento. Devi metterli in gioco, le cicatrici finiscono sotto la pelle, ma la posta in palio non può essere materiale in questo gioco. Deve far male. O bene. Fino in fondo.

Alle volte penso alle cose che mi sono perso fino ad adesso. Alle volte preferisco pensarle però come le cose che qualcuno non mi ha voluto dare. E' difficile da dire, ma forse qualcuno per me non ha avuto le palle. Persone sbagliate, errori di valutazione, colpi di mona. Chiamiamoli pure come preferiamo, il fatto è che il sacrificio e il rischio di gioire anche a proprio discapito non lo avete mai voluto rischiare. Ho vissuto di felicità riflessa fino ad adesso, mi bastava vedervi sorridere. Ma al mio sorriso non avete mai voluto pensare, nascondendovi dietro alla vostra incapacità (tradotta più semplicemente la maggior parte delle volte in "non ho lo sbattimento per") di fare qualcosa, o nella maniera più semplice, nascondendovi dietro al "vogliamo solo vederti felice". Ma è facile dirlo, io la chiamo "la maniera gentile di lavarsene le mani". Ti dicono "scappa", ma vorresti sentirti dire "rimani". E cosa rimane? Il te stesso per qualcuno che se lo merita? Nemmeno. Non sono nemmeno più convinto di poter essere ancora qualcosa per qualcuno. Mi ci vorrebbe solo qualcuno che si impegnasse e avesse la volontà di essere qualcuno per me. Utopia. Un sogno. Semplicemente un'altra favola negata. Vivere un sogno, ogni tanto e per un po' più di un solo attimo (forza ingegneri sbizzarritevi a definire il limite di un attimo). Troppo poco tempo per avere un bel ricordo. E troppo tempo perso a stare male per una persona che non se lo meritava. Provi ad essere il migliore. Sei sicuro di farlo per te? Sei sicuro di non farlo solo per compiacere ad un'altra persona? O forse non sei nemmeno sicuro di te stesso e non ti vuoi domandare, se anche fosse, del perchè e del per chi lo fai. Forse come me stai passando un periodo un po' strano.
Troppo R'n'R nelle vene per darmi retta. E talmente poche vibrazioni da voler iniziare a fare sul serio con me stesso e dar retta, una per una, a tutte le cose che ho in testa. Perchè per la maggior parte sarebbero i cattivi pensieri. E io con le cose negative ho deciso di smettere.

Forse arriverà il momento nel quale la smetterò di analizzare meccanicamente i sentimenti, i modi di essere e i comportamenti. Non ho mai sopportato di non trovare una logica alle cose. Non mi sono mai voluto fermare all'apparenza. Troppo poco sbattimento per me. Francesco, prendi le cose così, come vengono! A voi forse basta, ma io non voglio vivere al 100%. Non mi basta. Ne voglio di più. Ne voglio talmente tanta che voglio star male, voglio fare indigestione, voglio vomitare vita, fino ad averne la nausea. Voglio essere superiore alle cose, anche al costo di starci male ed esserne deluso. Ma non va bene, l'importante è dimostrare che non te ne frega un cazzo, che le cose importanti sono altre, le persone vengono dopo. Per chiudere un'esistenza da solo? Mi spiace, ma io non voglio annegare nella solitudine di poche persone, e nemmeno nella solitudine di pochi affetti o nella solitudine di tante persone inutili. Pochi ma buoni? Tanti ma cattivi? No, o tutto o niente. Tanti e buoni, non mi accontento, come voi non vi accontentate. Mi drogo di due sole cose. L'alcool, ma molto raramente, delle persone invece tutti i santi giorni, e non ne riesco a fare a meno. Passerei le ore a fissarle, semplicemente a notare tutti i piccoli mutamenti nei gesti, nella voce, nel volto. Così come mi perdo, nel semplice osservare ad esempio come impugnano gli oggetti, come si muovono. Il vero problema? Cambiare lo spacciatore, definitivamente.

Non posso nemmeno pretendere di far andar bene le mie cose agli altri se poi a me non vanno bene tante cose, sebbene me ne faccia andar bene veramente tante. Al contempo vincono le persone che si dimostrano stronze ed egoiste. Ci sono persone che ti puoi mostrare stronzo. Altre che non possono permettersi il lusso di essere stronze, perchè come nel mio caso non gli è concesso. Essere il migliore fra i perdenti. Ecco cosa conta per me. Non mi piegate e non mi spezzate. E' da un po' che non ho più paura. La paura è per chi ha paura di voler essere il migliore, mascherata dall'ambizione. La paura è per chi non vuole tentare, è per chi non ha le palle di rischiare. La paura l'avevo, me l'avete fatta passare. Grazie. No, non grazie a voi, grazie a me.
Ci tengo a te in maniera diversa. Mi ci avete fatto pensare. Mi ci avete fatto soffrire. Mi ci avete fatto illudere. Per voi quindi solo quello che vi meritate: un me stesso, ma maniera diversa. Se sbagliate voi avete ragione, se sbaglio io avete comunque ragione. Avrete quello per il quale pagate, uno spettacolo, talmente vero da sembrare fasullo. O talmente finto da sembrare vero.

17-05-2008
Dopo essermi perso per massanzago, finalmente arrivo a borgoricco, dalla parrucchiera della scorsa volta. Qualcuno avrà da ridire che allora me le cerco... questa volta mi sono presentato con le foto di Nikki Sixx e del vecchio bassista dei Towers of London... sicchè, dopo aver storto il naso, abbiamo trovato la maniera di far pace, e tornare ad andare d'accordo... lei nel profondo un po' mortificata credo, io di mio che la rassicuravo e le dicevo che la cosa era avvenuta 6 mesi fa, e che poteva cmq fare quello che voleva a patto di lasciarmi la frangia lunga, per mettermeli dietro le orecchie... Non sembra sia stato dalla parrucchiera, ma ad ogni modo io mi sono innamorato ancora dell'assistente bionda... non ci posso far nulla, son fermo ai miei canoni...

Pensierini.
La cosa che mi dà alle volte da pensare è sempre la solita, al come vediamo le cose. O perlomeno, come le percepiamo. Io sono convinto di vedere le cose nella maniera obiettiva, per come sono, nulla di più, nulla di meno. La stessa cosa vale anche per te che leggi, sei convinto di vedere le cose con obiettività. Il fatto è che abbiamo una oggettività soggettiva, e nella maggior parte dei casi la mia non coincide con la tua. A dire il vero, per essere precisi precisi, la mia a me pare molto più obiettiva della tua, molto più reale e meno sentimentale, un'analisi anche qui meccanica. Fra l'esserne convinti di essere una cosa ed esserlo davvero c'è un bel po' di differenza. La convinzione fa di se stessi l'immagine riportata dei propri sogni, che siano mentre si dorme o che siano, cosa ben più comune, ad occhi aperti.
Non sogno spesso, forse il mio cervello è troppo preso dal riordinare quello al quale io non voglio dar retta. In compenso sono due giorni che mi sogno la stessa persona, con un comportamento che avrei voluto, che ora non sono sicuro di volere ancora, e che comunque mi fa svegliare e pensare che era solo un sogno, anche se nel sogno è tutto dannatamente vero, ma talmente distante dalla realtà delle cose. La verità del subconscio. La verità della coscienza desta è che ho altre cose a cui pensare, e che francamente so i miei limiti e dove posso arrivare. La persona che mi sogno esiste davvero? E' così davvero? O è solo la trasposizione di un'entità reale che non voglio conoscere? O che forse non ho ancora conosciuto. Forse è solo che stò reagendo e stò cambiando ancora, la pelle è la stessa, i segni rimangono, sottopelle, ma cambia il cuore. Ho promesso a me stesso che non mi snaturerò mai più, ho promesso a me stesso che sarò superiore alle cose, ho promesso a me stesso che tornerò come una volta, ho promesso a me stesso che darò retta solo a chi ha la pazienza di darmi retta. Nel frattempo io non mi dò retta, e non dò retta a chi da retta solo a se stesso. Sarete felici anche senza di me, come mi avete dimostrato fino ad adesso.

Qualcuno mi ha insegnato cosa non è importante.
L'orario non è importante, non importa la puntualità.
Il quando non è importante, per voi ci sarà sempre tempo per recuperare (o ne avete la convinzione).
Il con chi non è importante.
Dire la verità non è importante, perchè la bugia è più affascinante.
Essere gentili non è importante, perchè l'imporsi è il vostro obiettivo.
Sbattersi gratuitamente non è importante, perchè il denaro non si compra.
I sentimenti non sono importanti, quando abbiamo oramai imparato il concetto usa&getta.
Non è nemmeno importante interessarci di metterci al posto degli altri, se poi c'è il minimo rischio di poterci rimanere male un centesimo.
Non è importante trovare un accordo, o la maniera di andare d'accordo. Perderci un po' entrambi, per guadagnare un pochino tutti e due.
Ho deciso che per me non è importante quello che è importante per te, ho deciso che la tua importanza ti verrà assegnata giorno per giorno, e che la tua persona dovrà essere usata per portare piacere a me, come, dove, quando, per quanto, con o meno sentimento, con più o meno sincerità e gentilezza, ma con zero sbatti. L'importante è che vada bene a me, solo a me. Questo per te. Per qualcun'altro la cosa potrà variare, in percentuale più o meno maggiore dell'essenzialità, o del massimale concessogli, ovviamente per le Nuove Regole non gli sarà dato il lusso e la concessione di saperlo. Almenochè non lo voglia io... comando io, giusto?


Statemi bene a sentire. Potete decidere se essere pedine o giocare con me. Ma non lo saprete mai. Me lo avete insegnato voi, Get What You Pay For. Gioca e stai attento, la mia Nuova Regola.
La voglio alta e nelle orecchie, non ho tempo di darmi retta!

domenica 27 aprile 2008

The Meanin' of Fast


Questa settimana il mio oroscopo diceva: "Da oggi i pianeti vi aiuteranno nella conoscenza di nuovi personaggi che vi piaceranno moltissimo. Soprattutto avrete a che fare con gente giovane, dinamica, simpatica e veloce. in amore lasciatevi trasportare dalle emozioni."

Ora, se ben capisco il significato dei primi 3 aggettivi riferiti alla gente e che del finale dell'oroscopo francamente non me ne freghi un cazzo, visto che diciamo manca la materia prima, mi piacerebbe invece capire il significato della parola "veloce".
Ora sarebbero passati 6 giorni, ma di gente nuova manco l'ombra, per cui a me 'sti orosocopi fan proprio ridere... cioè, ammesso e non concesso che ci creda, dovrei avere innanzitutto una relazione sentimentale al giorno, cosa un pelo improbabile, seconda cosa dovrei fare un lavoro della madonna, avere soldi che mi escono da ogni dove, ma vabbè, ci discostiamo da quello sul quale volevo riflettere... il significato di "veloce".
Ammetto che questo weekend ho sofferto di noia, e che un po' la gente che mi circonda mi annoia in questo periodo. Sempre mille problemi, sempre zero voglia di fare anche le cose che io sarei il primo a non voler fare, zero idee, zero proposte... checcazzo vivete? O gente che poi tira pacco, ma vabbè.

Se per "veloce" intendono gente che prendono decisioni in fretta, mi va bene.
Se per "veloce" intendono gente che conosci e poi dimentichi, mi va bene per metà.
Se per "veloce" intendono gente che si fa meno paranoie e diventa amica subito, mi va bene.
Se per "veloce" intendono gente che oggi c'è e domani già sparisce, non mi va bene.
Se per "veloce" intendono gente che corre veloce, non me ne frega nulla.
Se per "veloce" intendono gente che da una serata e via, dipende.
Se per "veloce" intendono gente che mi stà al passo, va bene.
Se per "veloce" intendono gente che devo rincorrere, non mi va bene.
Se per "veloce" intendono gente che come me ha i pensieri veloci che nn ci stai nelle parole... ok.
Se per "veloce" intendono gente che ha i pensieri più veloci dei miei e pretende che stia al loro passo, dipende.
Se per "veloce" intendono gente che forse per "veloce" intende un significato che vuole lei, datemi prima il suo vocabolario...

Considerazioni. Veloci!
Ci si innamora di un'altra persona per un qualcosa che sa fare meglio di te, o che tu non sai fare e speri un giorno di imparare... con la possibilità che tu sia pienamente cosciente del fatto che magari non imparerai mai a farla, o almeno, non sarai mai bravo quanto l'altra persona. Nel momento in cui succedesse la cosa, si ritratta il rapporto. Bisogna stare solo attenti, perchè poi ci si accontenta, e non va più bene. Meglio sarebbe cercare di non arrivare mai alla pari? Per se stessi va bene, è che i conti si fanno con 4 mani. E due non le comandi tu.

Mi innamoro dei dettagli. Forse le cose importanti manco le guardo. Forse non le guardano nemmeno gli altri alla fine, perchè dovrei guardarle io? Classico ragionamento che oramai mi viene spontaneo fare.
Oggi mi sarò innamorato 2 o 3 volte. Di culi e facce. Il mio dettagli prevalenti? Occhi, portamento e chiappe... è che poi non mi accontento, e almeno il viso deve essere un viso al quale pensare di potercisi svegliare e dire: cazzo, ma stasera ho dormito con un angelo!
Ok Frà, basta con i romanticismi e le frasi da film. Ti svegli nel letto sempre da solo, e la prima faccia che vedi è la tua davanti allo specchio. Meno male che ci sono le picche e ti fai paura un pelo di meno!



29-04-2008
Ieri meno un'altro dente. Se prima per masticare avevo già i miei problemi, ora siamo nella fase di delirio di massa, devo aspettare oltre un mese, e chissà quanto per avere almeno i due impianti provvisori, penso un 5 mesi? E manca il ponte a 6 elementi davanti. La situazione attuale è che ho 2 coppie di molari che masticano e basta... aggiungi che ho le due gengive aperte e appena ci finisce sopra qualcosa son dolori. Almeno passa l'appetito e la voglia di infilarci qualcosa dentro... peggio di quando mancavano gli incisivi completamente...
Ho bookato altre 6 lezioni di inglese... ora, va bene che io e l'inglese non andiamo troppo d'accordo ma era proprio necessario mettersi a fare l'analisi logica e grammaticale delle frasi in inglese? Già non ero una cima in italiano, figuriamoci in inglese... Y E A H !
Harlock guarisce, c'è una crosticina malefica che nn vien via, ma è proprio bello. E non vedo l'ora del contributo speciale della Sty e del colore... In compenso stò guardando su i millemila canali di Sky il 426, dove fanno Miami Ink, un reality su un negozio di tatuatori... troppo figo! Oggi addirittura lo guardavo con mia mamma, che ancora nn sa del mio nuovo amico sul polpaccio... e mentre lei commentava i tipi che si facevano i tattoo per gli svariati motivi, io me la ridevo... e mi guardava, non trovandoci nulla da ridere... auguri! Si sentenziava poi ancora sulle picche, del significato che hanno... così gliel'ho detto la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: le picche nelle carte non valgono nulla, per cui devi cercare di essere il migliore dei peggiori... poco conta se è realtà o una cosa che mi sono inventato. Sono troppo mie.



Pensierini.
Non so quandò finirà la mia analisi introspettiva. E nemmeno lo voglio sapere, perchè potrei essere vecchio.

Forse a distanza posso dire che forse il mio non si trattava di amore, se non forse in un caso. Si trattava più del desiderio di avere un rapporto speciale con qualcuno, averne quantomeno l'idea di averlo, illudersi anche, perchè forse ci innamoriamo più dei presupposti che di come le cose andranno. O devono andare nel breve periodo. La verità è che devo ancora assestarmi e dar retta alle mie voci dentro la testa.
Qualcuno lo chiama equilibrio. Il saper trovare la giusta via di mezzo nelle cose. Io questa via di mezzo temo di non riuscirla a trovare, o forse non la voglio accettare. Devi dare e non dare, dire e non dire, fare e non fare, tirare la pietra e tirare indietro il braccio. Nel momento in cui ti esponi troppo hai già perso, perchè ti mostri per debole, e non per chi ha le redini in mano. Anche se non le hai in mano, devi far finta di avercele. Ho provato con le buone. Le cattive non fanno per me. Per cui ora provo con il gioco. Ecco, ci sono arrivato finalmente. Almeno, ci sono arrivato per ora, quando e se fallirà ci sarà un'altra soluzione. Non saprai mai se dico la verità o la menzogna, almenochè non lo decida io. E' il mio gioco, le mie regole. Mi sono sempre adattato io agli altri. Ora che siano gli altri ad adattarsi a me.



Vi lascio con un video poco r'n'r, ma secondo me troppo figo.


giovedì 24 aprile 2008

Everyone Wants Something


Sempre contento e sorridente, come una mosca bianca nello stormo di quelle ammucchiate, sopra la merda. Lo ammetto nn è una di quelle immagini da farci una cartolina, ma diciamo che rende bene l'idea. E' possibile che di tutte queste mosche nn ce ne sia nessuna che si sia rotta il cazzo della merda e di essere una mosca? A parte me? Preferisci starci sopra con gli altri, piuttosto di prendere e cercarti una cacca fresca tutta per te... o per te e poche altre persone, perchè anche la merda a dividerla con qualcuno col quale stai bene sembra meno merda.
Ieri tirata nn stop, vediamo che si riesce a combinare... lunedì mi hanno levato uno dei denti da latte che devono sostituirmi... alla fine dopo 2 ore di dolore a casa, è passato tutto, senza uso di antidolorifici o quant'altro... al momento fastidio, speriamo che si sistemi e che il prox si levi più facilmente, così almeno riesco a fare la gara del primo maggio.
Avrei solo voglia di respirare qualcosa di veramente nuovo, bello.

Pensierini.
Concentriamoci sul vero problema. Confondo troppo facilmente l'essere convinto di qualcosa con l'esserlo per davvero. Non sono nemmeno troppo sicuro di essermi innamorato, alla fine forse è veramente altro quello che si dovrebbe provare. O forse non c'è altro da provare. Affezione, certo, quella sempre. Ma nel resto delle cose secondo me ognuno si innamora a modo suo, metri e scale diverse, nn puoi paragonarle. Forse invece semplicemente continuo a sbagliare e risolvere i miei dolori defilandomi e riducendoli ad un'analisi meccanica dei sentimenti. Forse per me i sentimenti sono diventati (anche se per come la vedo mi hanno costretto ad interpretarlì così) semplici cose passeggere,tutti con lo stesso peso, tutti con lo stesso valore. Cose che ti lasciano indifferente. Potrebbe andare meglio, come anche peggio. Voler bene ad una persona? Non vale la pena, come volerle male. Tanto al tuo posto ci sarà sempre qualcun'altro a volergliene. O a prendersi il suo bene. E' da troppo tempo che invece la gente ritenga il mio scontato, in maniera reciproca.

Vorrei farmi una fotografia. Ma non una semplice foto, di come appaio. Una foto di tutto quello che penso e sono ora, conservare il cosa penso di, il cosa provo (anche se in questo periodo nn so che cosa provo per tutto), il cosa vorrei. Far passare il tempo, e rivedermi, durante una nuova situazione di equilibrio, dopo un nuovo botto, dopo una nuova esperienza. E' un po' che le cose sono cambiate. Si cambia, si cresce, si diventa meno ingenui, perchè la gente dell'ingenuità e della spontaneità non se ne vuole più far nulla. Devi apparire, e di nascosto concentrarti sull'essere convinto di essere una persona alla mano. Non va bene essere persone semplici, devi complicarti la vita per sembrare interessante, avere le paranoie, le manie, gli sbattimenti di una persona interessante.
Ma l'altra verità è che le cose cambiano, ma una sola volta, e non si torna indietro. E forse siamo affezionati al ricordo della persona che eravamo, una persona forse migliore. Io oggi sono una persona peggiore, ti nascondi dietro alla parola "migliore", "sono cresciuto", "ho imparato", perchè è un boccone meno amaro da mandar giù.

C'è un'altra cosa che devo imparare. Mi sono sempre limitato a valutare le persone individualmente. E' arrivato per me ad essere un limite. E' una cosa non più sufficiente, inizio a discostarmi troppo dall'inquadrare qualcuno.
Il passo successivo deve essere quello di imparare ad esprimere il mio giudizio anche in base a chi gli gira attorno. Che siano amici, nemici, sconosciuti. Non mi accontento più. Non mi basta più. Voglio sapere e conoscere. Veramente.
Penso che questa cosa sia direttamente collegata alla mia analisi riguardo le persone che definiamo "speciali". Le mie al momento sono distanti, qui a volte ho paura che mi devo accontentare. E io stesso ho deciso che non mi voglio accontentare. Solo io devo essere capace di capire, leggere fra le righe, prevenire, trovare da solo la cura al mio veleno. La domanda è: sono ancora disposto veramente a trovare la cura per il veleno che è nelle vene di chi mi stà attorno? E il brutto è che a volte non so più neppure a chi tengo.

Mi fermo qui, perchè oggi ho troppo Rock'n'Roll nelle vene per darmi retta. E troppo poco per dar retta a te.

lunedì 7 aprile 2008

Song for the Unexpected


Un altro ritorno da Aosta, nuovamente felice. A dire la verità il sorriso l'ho riacquistato da più di una settimana, non lo so perchè e forse non lo voglio nemmeno sapere. Semplicemente credo di non voler più star male per quello che non vale. O più in generale, non mi merito di stare male.

16-04-2008
Continuo ad esser preso bene. Non trovo ancora il motivo, ma mi va bene. La serie di notizie non positive non si è fermata, certo è che l'unica cosa che mi viene da pensare è che fondamentalmente i "no" non mi cambiano nulla, sarebbero i "si" a cambiare qualcosa nella mia testa.
Forse per nulla, forse solo perchè alla fine posso deciderlo di essere contento. Ho ripreso a fare le cose con ordinarietà (attenzione, non con ordine!), farmi scivolare le cose via, un po' di apatia e insensibilità, ma d'altra parte quello che voglio è pensare in questo momento a me e a pochi altri.

La novità corre, anzi, ora corre con me. C'è un nuovo tattoo, sul polpaccio. E' Capitan Harlock, da ragazzino me lo sarei voluto fare sulla schiena, poi si cresce e gli eventi hanno deciso che ci voleva qualcosa per la vertebra. Qualcosa al quale devo ancora pensare, per cui diciamo che harlock ha dei motivi un pelo più "futili", ma non per questo meno importanti. Non mi ricorda stati d'animo o quant'altro, semplicemente era qualcosa che volevo, mi ricorda un'amicizia e lo spirito del pirata, quello buono, la solitudine, delle mie idee.
Ancora non è finito, ma comunque mi piace troppo. Come le picche nn è come me lo immaginavo, ed è quindi per me più bello. Ha il viso coperto dai capelli, l'avrei voluto sorridente, ma meglio così, d'altra parte anch'io certe volte non voglio che si sappia come stia. Semplicemente ancora una volta grazie.

Ho comprato il cellulare nuovo su ebay... un nokia e70... la comodità di potersi controllare la casella di posta piena di spam comodamente seduto sulla tavoletta del wc, collegato via wi-fi al router di casa non ha prezzo!

Pensierini.
Tattoo. Di nuovo di fronte a persone che ti chiedono il perchè, di nuovo a gente che pensa a qualcosa che non corrisponde al vero. Le persone che mi domandano se me ne pentirò. Non lo so, ma di sicuro ora mi piace e vivo ora. Mal che vada, se proprio dobbiamo mettercelo il negativo, rimpiangerò una volta tanto un qualcosa che ho voluto io e non qualcun'altro. Mi manca il poter scegliere in maniera assoluta le cose per me. E ci stò lavorando, come qualcuno voleva.

Musica. La voglio sempre più alta nelle orecchie, canto sempre più forte, non voglio pensare a niente quando c'è ancora una delle mie poche droghe. Ho troppo rock'n'roll nelle vene per darmi e darti retta. Continuo a cercare qualcuno con cui suonare, ma non che la scena patavina riesca a farmi pensare il contrario di quel che penso e alla fine riscontro: morta.
Ti trovi a suonare gente che ha suoni orribili, si fa seghe mentali e sul mi cantino alla prima nota, aspiranti steve vai, aspiranti merde, aspiranti che suonano coi tappi con le orecchie e io che chiedo loro di alzare ancora il volume perchè non sento. La musica voglio sentirla, non voglio semplicemente ascoltarla. Chiaro?

Lo spirito del pirata. Ho vagato di porto in porto, alla ricerca di affetti, amicizie, stabilità, qualcosa di sicuro. Ma forse la verità è che io senza le tempeste non riesco a vivere. Già che odio stare fermo. E così la mia nave si è arenata, ha sbattuto contro gli scogli, la poppa e la prua hanno seguito c'ho che dettava il vento in tempesta. Ma gli alberi ancora non si sono rotti, quelli ancora no.
Si diventa pirati per colmare i propri vuoti, li si cerca in ogni porto in cui si soggiorna per poco tempo, li si cerca nella solitudine del mare, ma preferisco pensare allo spazio di Harlock. Alla fine non c'è nulla di più bello nel pensare all'immagine di cercare di riempire il vuoto nel vuoto. Un piccolo frammento diventa già un qualcosa, una bottiglia con un messaggio dentro un tesoro, la polvere di stelle ti entra nei polmoni e non ti lascia più. Un sogno meraviglioso.
La mia stiva è di nuovo vuota, tutto quello che raccolgo la riempie, per cui non posso stare peggio. Posso solo stare meglio.

Nella mia testa si fa invece spazio la voglia di fermarmi, di prendere una pausa da tutto e da tutti. Sia ben chiaro, che non significa rimanere fermo, ma semplicemente fare qualcosa di diverso e respirare tutt'altra cosa. Ben sapendo che al mio ritorno ci saranno tante porte chiuse. Fermarmi giusto il tempo per capire chi salvare e chi no. Per capire chi effettivamente mi ha dato qualcosa, chi ha ancora da darmi, chi conta per me.
Non sono nemmeno troppo sicuro di quello che dico alle persone. Forse a volte parlo solo perchè non voglio sentirle.

Considerazioni.
Non che abbia esaurito le cose alle quali pensare, non che non ne continuino a succedere (tornando da aosta due sassi han ben pensato di creparmi il parabrezza), ma non ho intenzione di levarmelo il sorriso. Ho pensato molto al fatto che stò invocando con forme colorite la persona che stà in alto: a quanto pare ancora non sento, o fa finta di non sentire. Ad ogni modo, se non risponde, vuol dire che andrà bene così e non me ne faccio troppo una colpa. Certo, preferirei non tirarlo in ballo, ma magari... Immaginando una conversazione con lui gli darei del lei, e gli chiederei per prima cosa se preferisce, visto che si è degnato di avermi ricevuto, la versione lunga o quella sintetica. Nel mentre che pensa, o meglio, se ha tutti 'sti superpoteri dovrebbe già saper tutto, lo interromperei e gli direi: "guardi, siccome so che ha da fare anche con altra gente (fra me e me ci aggiungo anche spero), vorrei sapere solamente cosa vuole da me di preciso... o meglio... cosa vuoi per me?".

Ogni tanto mi nascondo dietro al mio "non sono fatto per", al mio "ho qualcosa che non va", al mio "mi manca quel qualcosa in più". Mi concedo ogni tanto il lusso di potermela mettere via così. Qualcuno mi dice che dovrei cambiare, qualcun'altro mi dice che non devo cambiare, perchè vado bene così. La verità stà nel mezzo. O forse semplicemente la verità è solo nascosta. Continuate a cambiarmi, una limatina di qui, una di là, una scalfitura quando vi scivola via lo scalpello. Ma non usate lo stucco per metterla a posto, vi è più facile stondare e livellare. Mi state cambiando come volete voi, è questo il problema. Sarei il primo a darmi la colpa, a puntarmi il dito se sbaglio. Ma la colpa viene dall'altra parte, non da me. Oppure, accettate di dirmi che allora "ho qualcosa che non va".
Non pensavo di reagire in questa maniera, almeno non in breve tempo. Invece sono tornato a come stavo durante un'altra transizione. Ora voglio, esigo e pretendo, non c'è spazio per la bontà e l'accondiscendenza. Ci sono io e basta. Non c'è spazio per far venire bene anche le cose degli altri, proprio non c'è la voglia. Devono venire bene prima le mie, poi quelle di pochi altri. Non so quanto durerà, ma so di essere pericoloso, so che ancora qualcuno sarà messo alla prova. Dovete starmi dietro, se volete. Non so in questo momento cosa potrebbe far deragliare il mio treno. E non lo voglio sapere. Perchè non mi interessa. L'unica cosa che vorrei sapere, ma che a questo punto non è nemmeno fondamentale, è sapere cos'è la cosa che mi manca, al pari forse di ricevere qualche "si". Ma non sono fatto per queste cose e il mio passato me lo dimostra. Le cose cambiano, ma una sola volta: e una volta cambiate non si torna indietro, si guarda avanti, ma non cambieranno cmq.
Noto che non ho la pazienza di aspettare, o forse non l'ho mai voluta avere. Non ho voglia di ricominciare, voglio buttarmi in mezzo a qualcosa che stà già correndo, come tanta gente ha potuto fare. Ogni tanto vorrei qualcosa anche per me, di facile e senza fatica.


Corro, e corro tanto, quest'anno voglio riprendermi le cose che il 2006 mi ha portato via.
Non importa se ho male alla gamba, l'importante è riprendermi anche quel momento per me. Qualcosa me lo son già ripreso, qualcosa me lo riprenderò. Intanto a giugno vado a bardolino a riprendermi l'alluce.

Sto ascoltando i "The Birthday Massacre", mi rilassano. E sono troppo felice per guardarmi indietro e piangere!
Grazie a chi c'è stato e grazie a chi mi ha ascoltato. E grazie a chi non l'ha voluto fare. Ora io sono contento, tu continua a rimanere nella tua piscina. Piena di merda.

La mia nuova missione è regalare sorrisi. Nient'altro. Per ora per gli altri c'è solo questo.

domenica 30 marzo 2008

Learnin' the Way


Sono tornato da qualche ora dalla prima gara dell'anno, un duathlon supersprint a squadre... o meglio, è la prima gara dopo l'incidente. Sono tornato. O meglio... sto tornando! Non sono arrivato ultimo, e sono stato il più veloce della mia squadra. Non male, sono contento, ancora un po' e ingrano per bene. Settimana scorsa un po' di novità, un po' di risposte e di dubbi risolti. Ne sarebbe bastata solo una, ma qualcuno deve essere molto generoso, risultato? Lo stomaco bloccato per una settimana. Non che fossi pronto, non che ora il mio stomaco sia completamente sistemato. Ma per ora va bene così.

Preso la prima stecca dell'anno nella notte fra la Festa delle Uova e la Festa degli Ovetti: tre quarti di bottiglia di whisky, per conto mio. Fumato anche il primo sigaro per conto mio... ho anche spatassato per la prima volta... e come al solito ho fatto tutto da solo e mi sono arrangiato, sono arrivato alla tazza con le mie forze e ho fatto tutto. E' seguita la seconda ondata, che non ricordo, perchè qualcuno ha messo il naso in uno dei miei momenti. Ma se quando mi ubriaco mi lasciassero nel mio non sognare e con il mio ipod sparato a balla, non sarebbe meglio?. Certo è che non mi risveglierei con la paura di aver detto cose che non volevo e che non avrei voluto dire.

Ho provato la cassa da 28" e mi dà soddisfazione... ho provato con un gruppo, schiettamente e sinceramente ho saputo dir loro che non mi piacevano. Sono esigente e voglio quello che voglio. Domani prove con un ragazzo che ha del materiale suo... dalle telefonate intercorse ho un po' di perplessità... sono stanco della gente da seghe sul mi cantino, senza cazzi e botta.

Settimana prox Aosta, nuova Tattoo da Sty e concerto dei Francesco-C!!!

Vado a vedere i KISS!!! Che l'uomo del Rock'n'Roll venga una buona volta anche da me e mi dica: è il tuo momento!!!

Pensierini.
Il sigaro. Una volta era un'occasione per festeggiare qualcosa. O anche niente, bastava essere quel ristretto numero che ti mette il sorriso. Fumato da solo il sigaro mi ricorda solo una cosa: non posso farmi piacere le cose che non mi piacciono. Certo ci posso provare. Certo, qualcosa me lo son dovuto far piacere per forza, ma di certo non lo volevo. E qualcosa me lo dovrò far piacere ancora. Qualcuno che si faccia andar bene me... no, vero?

Ringrazio di star ritrovando la mia droga, la corsa. Che non è come le persone, ma almeno è un momento per me. Stranamente mi torna a piacere anche il nuoto... Forse torna a piacermi la solitudine, o la compagnia di me stesso, che dir si voglia. La musica nelle orecchie aumenta di volume, la voglio sempre più alta, perchè nella mia testa sono i pensieri ad avere sempre più volume. Non è stata l'occasionalità questa volta a far male, ma la solita routine.
Fondamentalmente preferisco pensare (il preferisco pensare... che bella frase ricolma di merda) che doveva finire così, un'altro pugno sullo stomaco, forte, ma non abbastanza, non come lo volevo. Ancora, non come voglio io le cose. Vorrei forse l'abbastanza forte. O forse solo che per me ci sia il "ne ho avuto abbastanza" e finisca tutto.
Un'altra volta la storia che si ripete, un'altra volta la stessa risposta, un'altra volta il cadere giù. Le ginocchia fanno male ma devo ritornare in piedi. Lo schiaffo. Niente è mai quello che vorresti. Il non dico sempre ma l'ogni tanto. Sempre e solo la storia che si ripete. Non che non fossi pronto, non che non avessi speranze. Ma a volte vorrei potermi sbagliare. Alle volte... ma non mi sbaglio mai. Purtroppo? Devo rigirare la cosa al positivo, giusto? Non mi sbaglio mai.
E anche questa volta si aggiunge a tutte le volte che mi sono dovuto alzare da solo. O quasi. Forse una persona mi è stata vicina, non posso ovviamente fare nomi, le Nuove Regole. Ma quella persona sa il bene che le voglio. Per le altre persone, per chi mi ha detto che mi sono arreso, per chi mi ha detto che l'ho fatto per me, per chi mi ha detto bravo, per chi è rimasto basito e per chi alla fine come al solito non si è espresso... beh, il vaffanculo è servito. Senza rancore, mi dite voi che se mi arrabbio ogni tanto non succede nulla e non cambia la vostra visione su di me. Mah.
Grazie a chi non c'è stato, a chi non c'è mai e a chi non ci sarà più.

Qualcuno definisce qualcun'altro "speciale". In questi giorni, visto che tanto non ho mai nulla a cui pensare, ho sviluppato la mia spiegazione anche per questo. Nella realtà nessuno di noi è poi tanto speciale, salvo rare eccezioni. Siamo tutti uguali e nessuno fa nulla per nulla, nessuno è speciale. Capita che siamo noi a decidere di diventare speciali (quantomeno, provarci ad esserlo) per un'altra persona, decidendo come e per quanto. A quella persona poi spetta decidere se accettare o meno la cosa, per come e per quanto.
In genere, guardandomi indietro (purtroppo davanti non ci riesco), la cosa che mi ha fregato è il volere essere speciale per tutti, almeno in piccola parte. E la gente ha sempre deciso se, come, e per quanto tempo. Mi frega sempre il quanto tempo, le cose sfuggono, e io non so afferrarle.
Non so gestire il momento, non so cogliere l'attimo Non ne conosco la maniera, non conosco il trucco. L'unica cosa che vorrei sapere è quando finisce la routine, e finiscono le cose che mi aspetto. E quando queste cose una buona volta si faranno acchiappare.
Uno dei tanti errori... o difetti. Continuo a desiderare il sorriso nel volto degli altri, che non compare. Ci metto il mio di sorriso, con tutta la voglia che c'ho dentro. Per ricevere cosa? Il muso. O la gente che sorride per altro.
Forse avrei dovuto aspettare, non espormi, non dire le cose che provavo. Forse dovrei starmene zitto, e aspettare qualcuno che faccia il primo passo. Si, me l'ero promesso. Ma mi ero promesso di non tornare indietro, non di non andare avanti. Smettetela di dirmi che ci sarà qualcosa di nuovo e bello per me in avanti. Non ci credo più.
Cosa mi piacere? Un anch'io ogni tanto, sebbene degli "anch'io" non me ne faccia nulla.

Avrei dovuto far pace con quello che stà in alto e i santi tutti, ma credo che aspetteranno ancora un bel po'.
Ho rispetto dei morti, non sono abbastanza Babbo Natale per poter far pace con chi stà in alto. L'altra risposta si chiama tumore, il secondo sulla stessa persona. Giustizia? Bontà divina? Scherzo del destino? Semplicemente qualcuno secondo me dorme. E ne' con le preghiere e ne' con i porchi si sveglia.

Forse mi ci voleva un'altra botta emotiva. Il mio ego creativo era in una fase di stasi. O forse no. Forse anche lui non correva ancora abbastanza quanto me. Perchè continuo a correre, sempre forte, so che se mi fermo, non riparto.
Scriverò canzoni per quella persona? No. Scriverò nuove bugie per quella persona? No. Scriverò solo una nuova ninnananna per me, che mi coccoli un po' quando mi sento solo. Ultimamente spesso.

Nuovo Tattoo. Nulla di che, il polpaccio sinistro. Nessun motivo, solo perchè il prossimo lo stò finendo di concepire, quello sulla vertebra. E si dice che i tatuaggi vadano dispari, quindi ha solo il compito di riempire temporaneamente un vuoto. Quello sulla vertebra credo avrà invece lo stesso valore che ho dato e mi hanno dato le picche sulle spalle, ogni mattina allo specchio me le guardo e mi fanno sorridere e mi danno il buonumore. Mi piace toccarmele, accarezzarmele, ci sono legato. Sono mie e non se ne andranno, almeno loro so che non finiranno di esserci prima o poi.

Pensierini idioti.
Questa volta ne ho una di bella. Almeno, me la son detta e mi son cappottato dal ridere.
Tempo fa ero a spritz con un mio caro amico. Si avvicina uno dei soliti indiani muniti di rose colorate, mi mette davanti uno di quei fiori, lo guardo, e gli dico: mi spiace, ma non so a chi regalarla! Il mio amico scoppia a ridere, mi dice "Grande Frà! Bellissima la frase da Loser!". Forse sono più depressivopensante di te! ;-)
Cmq sia ripensandoci, potrebbe essere un buon sistema per rimorchiare. Compri una rosa, ti guardi in giro, punti la tipa che ti piace, le batti il dito sulla spalla, le dici: scusami, me la puoi tenere per un po' per favore?
Gliela dai, poi te ne vai o continui a parlare con qualcuno. Se poi la volta dopo la reincontri e ti sorride, le vai vicino e le chiedi se ti può ridare la rosa che le avevi dato... e attacchi bottone. Devo dire che, o sono completamente andato, o tutto sommato come idea non è poi male.
Se poi è scorbutica o ti risponde male... beh, l'antipatia non paga.

Conclusioni.
1- Voglio solo stare bene. Ora.
2- Sono come quelli che vanno a puttane: ho bisogno sempre del nuovo.
3- Ho deciso di essere comunque contento e sorridere, perchè mi va. Perchè fondamentalmente mi sembra di non avere niente di quello che voglio, e voglio intanto le piccole cose.
4- La prossima volta ho deciso che mi fido. Di me.

domenica 9 marzo 2008

Times&Sides of Love (Vantage Point)

Tornato da qualche ora da Dublino, viaggio in famiglia per andare a trovare mio fratello (le Nuove Regole permettono di citare persone che non contribuiscono a darmi gli spunti per la rubrica "Pensierini").
Non lo so, ma non mi sono granchè divertito... e l'Irlanda me l'aspettavo con un qualcosa in più. Vuoi la compagnia, vuoi che io oramai devo vivere di corsa e non sopporto le lunghe soste. Vuoi che forse il mio "andare a vedere le cose" ha un significato decisamente molto diverso dalle persone che frequento, in tutti i sensi.
Forse abbiamo sbagliato stagione... ma a parte il vento e i continui cambi da sole a pioggia, questi hanno sempre l'arcobaleno nel cielo... e bevono litri di guinness!!! Arcobaleno che peraltro è larghissimo e si vedono distintamente tutti e 7 i colori, quasi come avere la barra del Photoshop davanti a te!
Tutte hanno un bello sguardo... ma fisicamente hanno il sedere da sposa, hanno una postura decisamente brutta a vedersi e generalmente tendono a lievitare in maniera considerevole.

Abbiamo beccato la partita del sei nazioni Irlanda VS Walles... Minchia... fosse tutto così lo sport sarei sempre allo stadio. Flotte di gallesi riversate in dublino, che si mescolavano agli irlandesi, senza offendersi e senza darsele... anzi, bevevano e tifavano assieme allo stesso tavolo, si scambiavano le sciarpe e si abbracciavano... Alla vittoria del galles tutti a festeggiare, e gli irlandesi a fare i complimenti... rendiamoci conto.
Ci hanno perso la valigia in compenso, ora sembra stia vagando per l'aeroporto di Londra, Stansted... dentro ci sono le mie richieste, le mie cose importanti... che per qualcun'altro non hanno significato come al solito, se non per limitarsi ad essere le catenelle del cesso. Mentre per me sono ancora quel poco che mi lega alla speranza che un giorno, un pezzettino di arcobaleno rimarrà con me il tempo di qualcosa di più di scattare una fotografia.

La settimana scorsa nuovo dentista, meno soldi, più prestazioni... Probabilmente il sorriso nuovo me lo farà lui.

Pensierini.
In questo periodo sono abbastanza (abbastanza?) volubile. Cambio idea e umore nel giro di 5 minuti, un po' come l'irlanda... solo che l'arcobaleno io non lo vedo mai.

A volte sono contento e mi basta poco. A volte sono triste e non mi basta mai un cazzo.
Inizio a odiare le persone che mi fanno mille domande. Le persone che hanno sempre qualcosa da ridire o che non fanno altro che lamentarsi. Le persone che sono solo capaci di chiedere come stai, come se poi la cosa a loro toccasse. Le persone che vorrebbero aiutarti, che vorrebbero seguissi i loro consigli. Ma i consigli ve l'ho già detto, ci piace solamente darli, per sentirci poi pieni dentro... e io francamente nn mi sento più nemmeno pieno a darli... anzi... la gente dovrebbe imparare a sbagliare da sola oramai. E provare a mettersi anche nei miei panni prima di aprire la bocca.
Questa settimana qualcuno mi ha detto che dovrei prendere il lato
positivo delle mie esperienze e non lasciare che la parte brutta prevalga. Cosa devo ricordare di bello? Qualcosa che non ho nemmeno avuto il tempo di assaggiare? Qualcosa che nemmeno era sincero? A me balza il cuore in gola ogni volta che ci penso. Non è certo di gioia, e nemmeno di qualcosa di bello. Certo, ho tutte le più belle qualità del mondo e anche quelle che mi date voi e che non credo però di avere. Il problema è che l'unica cosa che vorrei e che non ho sarebbe che ogni tanto qualcuno tornasse indietro, e mi dicesse: "Scusami Tato. Sono una merda". Invece a tornare indietro son sempre stato io. E ho deciso di finirla con questa cosa, già da un pezzo.
E ora preferisco anche non fidarmi più di nessuno, e solo di me stesso. Mal che vada avrò sempre la gioia di potermi ricredere, di potermi dire: "mi sono sbagliato, scusami".
Ogni storia è diversa dalle altre, e partire con i freni tirati e le paure del passato è sbagliato. Per voi, io alle mie fotocopie dico volentieri di no. Mettemi in mano un libro fresco di stampa e potrò finalmente cambiare idea.

Ho deciso di chiudere un altro ciclo, sapevo già che si sarebbe concluso in una certa maniera. Non era il momento, ma per me non è mai il momento, quindi cerco il momento prima che sia troppo tardi, anche se tardi ci sono già arrivato e ho trovato di un lungo che mi era già capitato di trovare. E sei poi dico che tutto qui mi sembra un loop e un ripetersi di situazioni ed eventi, beh... ci sono preparato. E come per quasi tutte le mie cose, si conclude con un gesto, un mio paletto. Ci vorrà ancora un po' per finire di mettere la terra attorno al plinto di cemento che sostiene il paletto, ma lo colmerò come ho sempre fatto. E nessuna macchina ci è mai sbattuta addosso a storgerlo o a sradicarlo. Faccio i lavori troppo bene? No, semplicemente scelgo posti troppo sicuri e poco trafficati dove posarli. O forse la sfortuna è solo quella di abitare in un piccolo paese di periferia. E chi ha orecchie per intendere, intenda... gli altri opteranno per il comodo bungalow, il camper o la roulotte.

Non sempre ti trovi allineato. Con certe persone entri in fase subito ti capisci al volo. Con qualcuno più di una volta hanno creduto che andassimo tanto d'accordo e ci fosse talmente intesa da essere una coppia.
Il fatto strano è che riesco a sincronizzarmi con tanta gente. Con altra invece non riesco proprio. E il problema è che per un certo quantitativo di gente nemmeno mi ci sbatto più. Me lo sento, probabilmente lo trasmetto, ma non mi interessa nemmeno provare a ridurre il gap.
Tempi e lati dell'amore (Prospettiva). O punto di osservazione. Aspetto la persona, o le persone che mi facciano cambiare il lato con cui vedo alle cose. Il problema è che devono prima avere lo sbattimento di fermarmi, cambiare il binario sul quale sono, al rischio di far fuori la loro motrice. Sono assestato e devo solo finire di trovare l'equilibrio fra la spinta e la mia coppia motrice, per smettere di far slittare le ruote. O trovare la maniera di deragliare, visto che ostacoli lungo il percorso non me ne mettono, o almeno, non abbastanza imponenti da costringermi a frenare e non travolgerli.
Oggi compie gli anni una persona molto importante per me. Non posso fare nomi (le Nuove Regole... che bravo che sono), ma è quella persona, l'unica per ora, che riesce sempre a farmi vedere il bello delle cose, senza dovermi fare discorsi, senza dovermi far cambiare prospettiva, senza dovermi dire "sbagli". Riesce sempre a prendermi, riesce sempre a trovarmi la buona parola anche quando di buone parole non dovrebbero esserci. Mi trasmette le vibrazioni, anche per telefono, a distanza. Mi chiede sempre scusa per le stronzate, non importa cosa esse siano. E non importa nemmeno dove siano. E' una delle poche persone alla quale riesco ancora a dire GRAZIE. E non per cortesia. Ma per qualsiasi cosa, anche la più banale, dove comunque metterei il mio cuore nelle sue mani. Non con la paura (o il brivido direbbe qualcuno) di rischiare e azzardare. Ma con la sicurezza che qualsiasi fosse la fine del mio cuore ne sarei felice. Grazie. Ci sei tu che metti ancora benzina nel mio motore.

Continuo ad incantarmi, a dirigere il mio pensiero su qualcosa e a staccarmi dalla realtà. Il problema è che questa cosa stà iniziando a preoccuparmi, perchè mi capita un po' troppo spesso, senza che me ne renda conto e senza che la gente non se ne accorga. Certi giorni ho troppi pensieri contemporaneamente in testa. Fortunatamente stò ricominciando a correre, è dura, ma ce la devo fare. Devo riprendermi almeno questo, il mio modo di staccare totalmete dalle cose e liberare la testa dai brutti pensieri e dalle cose che non vanno e non mi piacciono. Almeno per un po' riesco a sorridere dentro, e francamente non mi importa che qualcuno possa vedermi in questo stato durante questo mio spazio, anzi. Se sorrido lo faccio per me, perchè me lo merito. E deciderò io chi rendere partecipe del mio sorriso. Solo io.

Pensierini idioti.

Se devo essere sincero, non mi levo ancora dalla testa il sogno di poter dire la mia. Continuo ad avere nuove idee per i testi delle canzoni, saprei anche come dovrebbero suonare... ho già deciso il nome del progetto, quello del cd (certo, il vinile sarebbe più bello a vedersi... come qualcuno forse aveva letto sempre qui, per me il vinile ha un fascino particolare), manca la lista delle canzoni, l'artwork nn saprei da dove cominciare... ma siamo a buon punto.
Non dico il nome, ma il titolo che ho pensato sarà sicuramente: "Tales of Goodnight", oppure "Tales before gonna sleepin'"...