lunedì 27 ottobre 2008

With The Foot In Two Boots



Ancora poco ed è novembre. Cos'è cambiato dalla scorsa volta che ho scritto un paio di righe? Nulla. Almeno, nel mio scorrere imperturbabile delle cose nulla, se non aver preso qualche chilo. Nervoso, stress, ansia, arrabbiature, non più sproni, solo gente nelle orecchie.
Ecco, a dir la verità una cosa c'è: ho voglia di andare sullo snowboard. La tavola è quella di 2 anni fa. Di 10gg prima dello schianto. Ancora incelofanata, ancora senza strisci, ancora lucida. I guanti son quelli dell'anno scorso, comprati e mai usati... o meglio non da me, perchè li ho prestati ad altre persone. Di nuovo, ma non troppo, ci sono le protezioni per il culo e la schiena. Una mascherina nuova, un paio di pantaloni nuovi, la giacca dell'anno scorso, un caschetto nuovo. E di nuovo, qui un'altra attesa, ancora. E forse sono le attese che mi snervano, perchè poi aspetti per nulla, tanto poi nn succede mai nulla. E perdo il mio tempo. Come le 2 ore per il disperato tentativo di andare a vedere gli AC/DC. Una presa per il culo, una rottura di coglioni, un paio di bestemmie, tanto perchè in questo periodo ne dico poche.

Sembra che in questo periodo il tempo scorra troppo velocemente. Mi metto delle postille, programmo delle cose, che poi puntualmente o non realizzo, o non riesco ad organizzare. Vuoi che devi correre da una parte all'altra, vuoi che le giornate corte mi mettono voglia di fare pari a zero, vuoi che mi sembra certe volte che l'unico a sbattersi sia io. Non lo so, ma così è palloso. Alquanto.
Hai presente quando per troppo tempo non stai passando un bel periodo, quando per troppo tempo a chi ti chiede: "come stai?", continui a rispondere che va tutto alla grande, perchè te la devi fare andare bene lo stesso? Ecco, più o meno siamo lì.
Aggiungiamo che troppo spesso la sensazione dentro di me è quella di un rumore tordo, accompagnato da un'immagine che è sempre la stessa: quando giochi a biliardo, colpisci la palla bianca, centralmente, senza incertezze, corre velocemente e urta la palla da buttare in buca. Ecco che c'è quel rumore secco, la palla bianca rimane immobile nel punto d'impatto, mentre la magia avvolge l'altra palla, che corre inesorabile dentro la buca, senza nessun inghippo, nessuna carambola, tutto perfetto, come vorresti che fosse non solo per le brutte cose o le cattive situazioni. Ma di quella esperienza, purtroppo, ti rimane solo quel rumore.

Ieri sera una cena, con una persona che non vedevo da un po', e con altre persone che invece vedo relativamente spesso. Una faccia nuova che frequenta una faccia vecchia. Strano. A me sembra che attorno a me girino sempre le stesse facce. Facce abbastanza tristi e scazzate per giunta. Devo essere io a far sorridere gli altri, a inventarmi cazzate, a farmi vedere che tutto sommato le cose mi passano di striscio. Gente che continua a vedere la stessa faccia. Fino a quanto e per quanto vorrai continuare a farti del male? Non è un problema mio, hai ragione. D'altra parte i miei problemi devono rimanere i miei problemi, i tuoi devono diventare i miei, e non solo quelli che mi metti in mano perchè me lo chiedi.

3 commenti:

Anonimo ha detto...
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