Tornato da Aosta ieri, a dir la verità il weekend è stato molto più lungo. Si comincia dal giovedì, accompagno una di quelle poche persone che ancora considero Amica a farsi un tatuaggio. Forse alcuni dei suoi motivi li conosco, altri sono sicuro di ignorarli, com'è giusto che sia. Un disegno in un posto nascosto, la discrezione. Parto poi per milano, serata con SuorHella e altra gente di milano al Rock'n'Roll. Si parla, si ride, si scherza. Una bella serata, parlando anche della situazione musicale a Padova, dove oramai la considerazione è giunta a livello zero. Strano, è proprio come la penso io!!!
L'indomani mi aspetta il test della selezione Enav. Tosto, d'altra parte non avendo studiato gli alphatest non mi aspettavo risultati eclatanti, considerati anche i 20 minuti per 40 domande in ogni test. Mi è piaciuto quello dei dadi da ricostruire, sono arrivato a chiamare le facce dei dadi con dei nomi come: culo, merda, cazzone, tega, ecc. ecc. ai quali veniva aggiunto anche spesso un aggettivo.
Finito il test via col Doblò alla volta di Aosta. Scampato l'allarme per il maltempo arrivo senza problemi, c'è il sole che mi accoglie. Cena con i miei amici, poi a letto, non prima di aver tentato di guardare Wrong Turn... l'indomani si va a prendere un altro amico, al primo tattoo. Andiamo, dopo una persona è il suo turno. Più il tempo per vincere la paura degli aghi che non quello per farlo, e alla fine eccolo, il suo primo tataggio.
Poi è il mio turno. Tranquillo mi sdraio, non è una sensazione che non mi aspetto, ma ha sempre il suo fascino la prima volta che l'ago buca di nuovo la tua pelle. Interrotti da un paio di piercing, finalmente eccolo completamente colorato, con il rosso acceso nuovo di convention e la firma sotto il mantello rosa glam, che sotto gli uv diventa arancione fluo. Sarà superchimico il pigmento ma quello è il suo polpaccio. E già medita di fare tutto lo sfondo.
Ora la mia gamba è particolarmente gonfia, anche la caviglia, ma conto che si sgonfi a breve, anche se non mi fa male. Però lui è bellissimo, e mi piace da matti. Ed è pronto a prendere tutto il resto dei significati, pronto a prendere la polvere quando corro, pronto a nascondere le altre cicatrici sottopelle. Temporeggia per la vertebra, e per Babbo Natale.
Musica.
Continuo a scrivere alcune cosette interessanti, il mio progetto prende forma. A dir la verità ho una spinta in più perchè ho trovato la volontà di portarlo avanti e la disponibilità di un altro Amico, che non se la passa troppo bene, alla fine è sempre la solita questione, un problema di affetto. Ma poco conta, l'importante è che la reazione provochi rabbia e stimoli la creatività. 13 Tales Before Goin' To Sleep. Gli ho spiegato il concetto dell'album e delle canzoni che voglio fare, gli ho dato alcuni spunti di riflessione, forti, come i proiettili che voglio sparare, come le paure che un giorno spero di sconfiggere, andando anche incontro forse alla definitiva considerazione meccanica di emozioni e sentimenti.
Pensierini idioti.
Ad un compleanno ho ricevuto una strana avance, o meglio, una strana frecciatina da parte di una di quelle persone che non sono in grado di decifrare, una vecchia fiamma. O per meglio dire, una di quelle tante persone che mi ha fatto capire alcune cose (minchia non volevo finire nella rubrica pensierini però...), come ad esempio il fatto che il voler bene a qualcuno "a modo mio" non porta i risultati che vorrei, e quindi dovrei smetterla e imparare a voler bene "a modo loro". Cmq sia che l'abbia fraintesa o no, che l'abbia lasciata poi basita o meno, che l'abbia qualchecosa fatto, il momento di "convivenza pacifica" è durato poco. Non che ci tenessi particolarmente, quando me le metto via le parcheggio e butto la chiave (parole del cazzo lo so, tanto alla fine sono come Babbo Natale), non che fosse la prima volta che ci si trovi in determinati allineamenti planetari (sebbene poi il tempo a disposizione sia poi molto evanescente), non che io alla fine ci creda molto in un futuro nel quale le frequenze si allineeranno e si viaggerà sullo stesso canale. Stà di fatto che però almeno penso, e penso che effettivamente non mi son mai venduto alla versione globalizzata dei sentimenti. Magra consolazione, grassa soddisfazione.
Pensierini.
A dir la verità lo sapevo che la malattia non poteva essere una sola, troppi sintomi e troppe sensazioni diverse, anche se riconducibili sempre allo stesso e unico male. La nuova patologia si chiama "bisogno di qualcosa da poter perdere".
Siamo animaletti sociali, abbiamo perso con l'evoluzione l'istinto di seguire i nostri istinti primordiali, cioè fame e riproduzione. Ora abbiamo bisogno di sesso, droga e rock'n'roll. Droga non necessariamente sintetica o esterna al nostro corpo, e nemmeno riconducibile ad endorfine. Parlo delle emozioni, dei sentimenti, degli affetti.
Ora il nuovo punto di riflessione è questo. Siamo arrivati alla frutta come qualcuno direbbe. Dopo aver raggiunto lo scalino "non ho mai dato a nessuno la possibilità di potermi perdere", aver attraversato i diversi stadi della solitudine, aver perso il contatto emozionale con diverse persone, si arriva al capolinea. Il non aver paura di prendere mollare tutto e tutti, e scappare via lontano. Avevi bisogno di qualcuno che non ti facesse andar via, qualcuno che ti dicesse di rimanere, anzichè andartene. Ci sei arrivato e non hai più paura di andar via e lasciarti la cenere alle spalle. Ora la tua nuova necessità che ti fa vivere (si perchè per quanto non sia ben chiaro, per quanto sia nascosto o indecifrabile, un qualcosa che ti tiene in vita c'è) è il bisogno di tornare ad aver qualcosa da poter perdere, perchè ora non hai nulla da perdere. Si, perchè pensavi di aver raggiunto la vetta, ed ecco che invece te ne appare una nuova di cima, che prima le nuvole nascondevano. Sottile. Tagliente. Come voglio io.
Che cos'è l'amore? In realtà è sempre e solo ad una montagna di domande che mi faccio da solo che devo rispondere... se me lo chiedo son sempre più convinto che non lo so, e forse non ho nemmeno la più pallida idea di cosa sia. Forse in tutti questi anni ho solo fatto finta di innamorarmi, assuefatto dall'essermi innamorato solo del concetto che c'è attorno. Forse è anche solo provare una forte gelosia (intesa come un senso esclusivo di possesso) per un'altra persona.
A dir la verità c'è stato un periodo in cui credevo nell'amore. O meglio andiamo con ordine. Prima credevo in Dio, nel suo amore. Poi ho parzialmente smesso di credere in lui, preferisco pensarla che ha decisamente altre cose più importanti da fare che darmi retta... o almeno spero per lui che sia così. Anche se molte volte lo chiamo per dar retta a qualcun'altro, ma nemmeno così dà cenni della sua presenza. Ho deciso quindi di credere solo nell'amore, che tutto sommato non era tanto diverso dal credere in lui, tutto sommato era cmq qualcosa di buono e che faceva parte di lui. Ora però non credo nemmeno più nell'amore, è questo inizia ad essere forse un piccolo problema. A dir la verità ci credo, ma solamente inteso come una transizione, qualcosa di cmq destinato a finire nel breve periodo. Oggi amo te, domani amo qualcun'altro, il tutto sempre contornato da quel bisogno di novità che abbiamo. O forse abbiamo tutti talmente tanto amore da dare che lo vogliamo dare a tante persone, senza saperlo. O forse semplicemente siamo solamente delle puttane alla ricerca di emozioni ogni volta nuove, nuove prestazioni da offrire, nuove strade da battere, nuovi clienti da accontentare.
L'altro giorno mi guardavo le dita delle mani. Si, perchè ogni tanto mi piace vedere anche le mie mani. Soffermavo la mia attenzione sulle ultime falangi, sulle unghie, quella sottile striscia fra la fine dell'unghia e la giuntura con la seconda falange. Sul dito medio della mano sx noto una cicatrice. Una cicatrice che non ricordavo di avere. O meglio, che sapevo di avere, ma non era abbastanza importante da considerare rispetto alle altre cose che penso. L'importanza delle cose. Ma non è questo sul quale voglio soffermarmi. Guardo il mio corpo e ne vedo molte altre di cicatrici, tatuaggi esclusi ne ho diverse. La cosa che mi lascia un po' così è che ce ne sono alcune che ricordo molto bene come me le sono procurate, altre me le hanno raccontate, altre ancora non riesco a ricordare dove e come me le sono procurate. Un po' come certi ricordi che sono spariti chissà dove. Ma tutto sommato la cosa non mi dispiace più di tanto, anche se alcune vorrei tanto trattarle come quelle per le quali non ricordo nulla. Forse perchè la cosa che desiderò di più è un viaggio nel passato, e tornare come ero ieri.
Nell'ultimo post ho dimenticato un'altra cosa che mi hanno insegnato. Che non è importante correre dietro alle persone per fargli capire che ci tieni. E' meglio pensare che le persone che perdi si lasciano in realtà perdere, che le persone che conosci sono a volte quelle che non vorresti conoscere, e le persone che non conosci sono quelle che vorresti conoscere.
Note a piè di pagina.
Che mi innamorassi dalle 3 alle 22 volte al giorno lo sapevo e ne ero cosciente. Che mi innamorassi e ci volessero ben 3 volte per capire che ero innamorato duro non me lo aspettavo. Eh si, sono di nuovo innamorato, della cameriera. Minchia se mi prende, e minchia se mi butta via! L'ossessione morbosa di ricevere uno dei suoi sorrisi, gratuiti, e senza pretendere nient'altro. Se non una birra media, a quattro euro e mezzo.
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