domenica 30 marzo 2008

Learnin' the Way


Sono tornato da qualche ora dalla prima gara dell'anno, un duathlon supersprint a squadre... o meglio, è la prima gara dopo l'incidente. Sono tornato. O meglio... sto tornando! Non sono arrivato ultimo, e sono stato il più veloce della mia squadra. Non male, sono contento, ancora un po' e ingrano per bene. Settimana scorsa un po' di novità, un po' di risposte e di dubbi risolti. Ne sarebbe bastata solo una, ma qualcuno deve essere molto generoso, risultato? Lo stomaco bloccato per una settimana. Non che fossi pronto, non che ora il mio stomaco sia completamente sistemato. Ma per ora va bene così.

Preso la prima stecca dell'anno nella notte fra la Festa delle Uova e la Festa degli Ovetti: tre quarti di bottiglia di whisky, per conto mio. Fumato anche il primo sigaro per conto mio... ho anche spatassato per la prima volta... e come al solito ho fatto tutto da solo e mi sono arrangiato, sono arrivato alla tazza con le mie forze e ho fatto tutto. E' seguita la seconda ondata, che non ricordo, perchè qualcuno ha messo il naso in uno dei miei momenti. Ma se quando mi ubriaco mi lasciassero nel mio non sognare e con il mio ipod sparato a balla, non sarebbe meglio?. Certo è che non mi risveglierei con la paura di aver detto cose che non volevo e che non avrei voluto dire.

Ho provato la cassa da 28" e mi dà soddisfazione... ho provato con un gruppo, schiettamente e sinceramente ho saputo dir loro che non mi piacevano. Sono esigente e voglio quello che voglio. Domani prove con un ragazzo che ha del materiale suo... dalle telefonate intercorse ho un po' di perplessità... sono stanco della gente da seghe sul mi cantino, senza cazzi e botta.

Settimana prox Aosta, nuova Tattoo da Sty e concerto dei Francesco-C!!!

Vado a vedere i KISS!!! Che l'uomo del Rock'n'Roll venga una buona volta anche da me e mi dica: è il tuo momento!!!

Pensierini.
Il sigaro. Una volta era un'occasione per festeggiare qualcosa. O anche niente, bastava essere quel ristretto numero che ti mette il sorriso. Fumato da solo il sigaro mi ricorda solo una cosa: non posso farmi piacere le cose che non mi piacciono. Certo ci posso provare. Certo, qualcosa me lo son dovuto far piacere per forza, ma di certo non lo volevo. E qualcosa me lo dovrò far piacere ancora. Qualcuno che si faccia andar bene me... no, vero?

Ringrazio di star ritrovando la mia droga, la corsa. Che non è come le persone, ma almeno è un momento per me. Stranamente mi torna a piacere anche il nuoto... Forse torna a piacermi la solitudine, o la compagnia di me stesso, che dir si voglia. La musica nelle orecchie aumenta di volume, la voglio sempre più alta, perchè nella mia testa sono i pensieri ad avere sempre più volume. Non è stata l'occasionalità questa volta a far male, ma la solita routine.
Fondamentalmente preferisco pensare (il preferisco pensare... che bella frase ricolma di merda) che doveva finire così, un'altro pugno sullo stomaco, forte, ma non abbastanza, non come lo volevo. Ancora, non come voglio io le cose. Vorrei forse l'abbastanza forte. O forse solo che per me ci sia il "ne ho avuto abbastanza" e finisca tutto.
Un'altra volta la storia che si ripete, un'altra volta la stessa risposta, un'altra volta il cadere giù. Le ginocchia fanno male ma devo ritornare in piedi. Lo schiaffo. Niente è mai quello che vorresti. Il non dico sempre ma l'ogni tanto. Sempre e solo la storia che si ripete. Non che non fossi pronto, non che non avessi speranze. Ma a volte vorrei potermi sbagliare. Alle volte... ma non mi sbaglio mai. Purtroppo? Devo rigirare la cosa al positivo, giusto? Non mi sbaglio mai.
E anche questa volta si aggiunge a tutte le volte che mi sono dovuto alzare da solo. O quasi. Forse una persona mi è stata vicina, non posso ovviamente fare nomi, le Nuove Regole. Ma quella persona sa il bene che le voglio. Per le altre persone, per chi mi ha detto che mi sono arreso, per chi mi ha detto che l'ho fatto per me, per chi mi ha detto bravo, per chi è rimasto basito e per chi alla fine come al solito non si è espresso... beh, il vaffanculo è servito. Senza rancore, mi dite voi che se mi arrabbio ogni tanto non succede nulla e non cambia la vostra visione su di me. Mah.
Grazie a chi non c'è stato, a chi non c'è mai e a chi non ci sarà più.

Qualcuno definisce qualcun'altro "speciale". In questi giorni, visto che tanto non ho mai nulla a cui pensare, ho sviluppato la mia spiegazione anche per questo. Nella realtà nessuno di noi è poi tanto speciale, salvo rare eccezioni. Siamo tutti uguali e nessuno fa nulla per nulla, nessuno è speciale. Capita che siamo noi a decidere di diventare speciali (quantomeno, provarci ad esserlo) per un'altra persona, decidendo come e per quanto. A quella persona poi spetta decidere se accettare o meno la cosa, per come e per quanto.
In genere, guardandomi indietro (purtroppo davanti non ci riesco), la cosa che mi ha fregato è il volere essere speciale per tutti, almeno in piccola parte. E la gente ha sempre deciso se, come, e per quanto tempo. Mi frega sempre il quanto tempo, le cose sfuggono, e io non so afferrarle.
Non so gestire il momento, non so cogliere l'attimo Non ne conosco la maniera, non conosco il trucco. L'unica cosa che vorrei sapere è quando finisce la routine, e finiscono le cose che mi aspetto. E quando queste cose una buona volta si faranno acchiappare.
Uno dei tanti errori... o difetti. Continuo a desiderare il sorriso nel volto degli altri, che non compare. Ci metto il mio di sorriso, con tutta la voglia che c'ho dentro. Per ricevere cosa? Il muso. O la gente che sorride per altro.
Forse avrei dovuto aspettare, non espormi, non dire le cose che provavo. Forse dovrei starmene zitto, e aspettare qualcuno che faccia il primo passo. Si, me l'ero promesso. Ma mi ero promesso di non tornare indietro, non di non andare avanti. Smettetela di dirmi che ci sarà qualcosa di nuovo e bello per me in avanti. Non ci credo più.
Cosa mi piacere? Un anch'io ogni tanto, sebbene degli "anch'io" non me ne faccia nulla.

Avrei dovuto far pace con quello che stà in alto e i santi tutti, ma credo che aspetteranno ancora un bel po'.
Ho rispetto dei morti, non sono abbastanza Babbo Natale per poter far pace con chi stà in alto. L'altra risposta si chiama tumore, il secondo sulla stessa persona. Giustizia? Bontà divina? Scherzo del destino? Semplicemente qualcuno secondo me dorme. E ne' con le preghiere e ne' con i porchi si sveglia.

Forse mi ci voleva un'altra botta emotiva. Il mio ego creativo era in una fase di stasi. O forse no. Forse anche lui non correva ancora abbastanza quanto me. Perchè continuo a correre, sempre forte, so che se mi fermo, non riparto.
Scriverò canzoni per quella persona? No. Scriverò nuove bugie per quella persona? No. Scriverò solo una nuova ninnananna per me, che mi coccoli un po' quando mi sento solo. Ultimamente spesso.

Nuovo Tattoo. Nulla di che, il polpaccio sinistro. Nessun motivo, solo perchè il prossimo lo stò finendo di concepire, quello sulla vertebra. E si dice che i tatuaggi vadano dispari, quindi ha solo il compito di riempire temporaneamente un vuoto. Quello sulla vertebra credo avrà invece lo stesso valore che ho dato e mi hanno dato le picche sulle spalle, ogni mattina allo specchio me le guardo e mi fanno sorridere e mi danno il buonumore. Mi piace toccarmele, accarezzarmele, ci sono legato. Sono mie e non se ne andranno, almeno loro so che non finiranno di esserci prima o poi.

Pensierini idioti.
Questa volta ne ho una di bella. Almeno, me la son detta e mi son cappottato dal ridere.
Tempo fa ero a spritz con un mio caro amico. Si avvicina uno dei soliti indiani muniti di rose colorate, mi mette davanti uno di quei fiori, lo guardo, e gli dico: mi spiace, ma non so a chi regalarla! Il mio amico scoppia a ridere, mi dice "Grande Frà! Bellissima la frase da Loser!". Forse sono più depressivopensante di te! ;-)
Cmq sia ripensandoci, potrebbe essere un buon sistema per rimorchiare. Compri una rosa, ti guardi in giro, punti la tipa che ti piace, le batti il dito sulla spalla, le dici: scusami, me la puoi tenere per un po' per favore?
Gliela dai, poi te ne vai o continui a parlare con qualcuno. Se poi la volta dopo la reincontri e ti sorride, le vai vicino e le chiedi se ti può ridare la rosa che le avevi dato... e attacchi bottone. Devo dire che, o sono completamente andato, o tutto sommato come idea non è poi male.
Se poi è scorbutica o ti risponde male... beh, l'antipatia non paga.

Conclusioni.
1- Voglio solo stare bene. Ora.
2- Sono come quelli che vanno a puttane: ho bisogno sempre del nuovo.
3- Ho deciso di essere comunque contento e sorridere, perchè mi va. Perchè fondamentalmente mi sembra di non avere niente di quello che voglio, e voglio intanto le piccole cose.
4- La prossima volta ho deciso che mi fido. Di me.

domenica 9 marzo 2008

Times&Sides of Love (Vantage Point)

Tornato da qualche ora da Dublino, viaggio in famiglia per andare a trovare mio fratello (le Nuove Regole permettono di citare persone che non contribuiscono a darmi gli spunti per la rubrica "Pensierini").
Non lo so, ma non mi sono granchè divertito... e l'Irlanda me l'aspettavo con un qualcosa in più. Vuoi la compagnia, vuoi che io oramai devo vivere di corsa e non sopporto le lunghe soste. Vuoi che forse il mio "andare a vedere le cose" ha un significato decisamente molto diverso dalle persone che frequento, in tutti i sensi.
Forse abbiamo sbagliato stagione... ma a parte il vento e i continui cambi da sole a pioggia, questi hanno sempre l'arcobaleno nel cielo... e bevono litri di guinness!!! Arcobaleno che peraltro è larghissimo e si vedono distintamente tutti e 7 i colori, quasi come avere la barra del Photoshop davanti a te!
Tutte hanno un bello sguardo... ma fisicamente hanno il sedere da sposa, hanno una postura decisamente brutta a vedersi e generalmente tendono a lievitare in maniera considerevole.

Abbiamo beccato la partita del sei nazioni Irlanda VS Walles... Minchia... fosse tutto così lo sport sarei sempre allo stadio. Flotte di gallesi riversate in dublino, che si mescolavano agli irlandesi, senza offendersi e senza darsele... anzi, bevevano e tifavano assieme allo stesso tavolo, si scambiavano le sciarpe e si abbracciavano... Alla vittoria del galles tutti a festeggiare, e gli irlandesi a fare i complimenti... rendiamoci conto.
Ci hanno perso la valigia in compenso, ora sembra stia vagando per l'aeroporto di Londra, Stansted... dentro ci sono le mie richieste, le mie cose importanti... che per qualcun'altro non hanno significato come al solito, se non per limitarsi ad essere le catenelle del cesso. Mentre per me sono ancora quel poco che mi lega alla speranza che un giorno, un pezzettino di arcobaleno rimarrà con me il tempo di qualcosa di più di scattare una fotografia.

La settimana scorsa nuovo dentista, meno soldi, più prestazioni... Probabilmente il sorriso nuovo me lo farà lui.

Pensierini.
In questo periodo sono abbastanza (abbastanza?) volubile. Cambio idea e umore nel giro di 5 minuti, un po' come l'irlanda... solo che l'arcobaleno io non lo vedo mai.

A volte sono contento e mi basta poco. A volte sono triste e non mi basta mai un cazzo.
Inizio a odiare le persone che mi fanno mille domande. Le persone che hanno sempre qualcosa da ridire o che non fanno altro che lamentarsi. Le persone che sono solo capaci di chiedere come stai, come se poi la cosa a loro toccasse. Le persone che vorrebbero aiutarti, che vorrebbero seguissi i loro consigli. Ma i consigli ve l'ho già detto, ci piace solamente darli, per sentirci poi pieni dentro... e io francamente nn mi sento più nemmeno pieno a darli... anzi... la gente dovrebbe imparare a sbagliare da sola oramai. E provare a mettersi anche nei miei panni prima di aprire la bocca.
Questa settimana qualcuno mi ha detto che dovrei prendere il lato
positivo delle mie esperienze e non lasciare che la parte brutta prevalga. Cosa devo ricordare di bello? Qualcosa che non ho nemmeno avuto il tempo di assaggiare? Qualcosa che nemmeno era sincero? A me balza il cuore in gola ogni volta che ci penso. Non è certo di gioia, e nemmeno di qualcosa di bello. Certo, ho tutte le più belle qualità del mondo e anche quelle che mi date voi e che non credo però di avere. Il problema è che l'unica cosa che vorrei e che non ho sarebbe che ogni tanto qualcuno tornasse indietro, e mi dicesse: "Scusami Tato. Sono una merda". Invece a tornare indietro son sempre stato io. E ho deciso di finirla con questa cosa, già da un pezzo.
E ora preferisco anche non fidarmi più di nessuno, e solo di me stesso. Mal che vada avrò sempre la gioia di potermi ricredere, di potermi dire: "mi sono sbagliato, scusami".
Ogni storia è diversa dalle altre, e partire con i freni tirati e le paure del passato è sbagliato. Per voi, io alle mie fotocopie dico volentieri di no. Mettemi in mano un libro fresco di stampa e potrò finalmente cambiare idea.

Ho deciso di chiudere un altro ciclo, sapevo già che si sarebbe concluso in una certa maniera. Non era il momento, ma per me non è mai il momento, quindi cerco il momento prima che sia troppo tardi, anche se tardi ci sono già arrivato e ho trovato di un lungo che mi era già capitato di trovare. E sei poi dico che tutto qui mi sembra un loop e un ripetersi di situazioni ed eventi, beh... ci sono preparato. E come per quasi tutte le mie cose, si conclude con un gesto, un mio paletto. Ci vorrà ancora un po' per finire di mettere la terra attorno al plinto di cemento che sostiene il paletto, ma lo colmerò come ho sempre fatto. E nessuna macchina ci è mai sbattuta addosso a storgerlo o a sradicarlo. Faccio i lavori troppo bene? No, semplicemente scelgo posti troppo sicuri e poco trafficati dove posarli. O forse la sfortuna è solo quella di abitare in un piccolo paese di periferia. E chi ha orecchie per intendere, intenda... gli altri opteranno per il comodo bungalow, il camper o la roulotte.

Non sempre ti trovi allineato. Con certe persone entri in fase subito ti capisci al volo. Con qualcuno più di una volta hanno creduto che andassimo tanto d'accordo e ci fosse talmente intesa da essere una coppia.
Il fatto strano è che riesco a sincronizzarmi con tanta gente. Con altra invece non riesco proprio. E il problema è che per un certo quantitativo di gente nemmeno mi ci sbatto più. Me lo sento, probabilmente lo trasmetto, ma non mi interessa nemmeno provare a ridurre il gap.
Tempi e lati dell'amore (Prospettiva). O punto di osservazione. Aspetto la persona, o le persone che mi facciano cambiare il lato con cui vedo alle cose. Il problema è che devono prima avere lo sbattimento di fermarmi, cambiare il binario sul quale sono, al rischio di far fuori la loro motrice. Sono assestato e devo solo finire di trovare l'equilibrio fra la spinta e la mia coppia motrice, per smettere di far slittare le ruote. O trovare la maniera di deragliare, visto che ostacoli lungo il percorso non me ne mettono, o almeno, non abbastanza imponenti da costringermi a frenare e non travolgerli.
Oggi compie gli anni una persona molto importante per me. Non posso fare nomi (le Nuove Regole... che bravo che sono), ma è quella persona, l'unica per ora, che riesce sempre a farmi vedere il bello delle cose, senza dovermi fare discorsi, senza dovermi far cambiare prospettiva, senza dovermi dire "sbagli". Riesce sempre a prendermi, riesce sempre a trovarmi la buona parola anche quando di buone parole non dovrebbero esserci. Mi trasmette le vibrazioni, anche per telefono, a distanza. Mi chiede sempre scusa per le stronzate, non importa cosa esse siano. E non importa nemmeno dove siano. E' una delle poche persone alla quale riesco ancora a dire GRAZIE. E non per cortesia. Ma per qualsiasi cosa, anche la più banale, dove comunque metterei il mio cuore nelle sue mani. Non con la paura (o il brivido direbbe qualcuno) di rischiare e azzardare. Ma con la sicurezza che qualsiasi fosse la fine del mio cuore ne sarei felice. Grazie. Ci sei tu che metti ancora benzina nel mio motore.

Continuo ad incantarmi, a dirigere il mio pensiero su qualcosa e a staccarmi dalla realtà. Il problema è che questa cosa stà iniziando a preoccuparmi, perchè mi capita un po' troppo spesso, senza che me ne renda conto e senza che la gente non se ne accorga. Certi giorni ho troppi pensieri contemporaneamente in testa. Fortunatamente stò ricominciando a correre, è dura, ma ce la devo fare. Devo riprendermi almeno questo, il mio modo di staccare totalmete dalle cose e liberare la testa dai brutti pensieri e dalle cose che non vanno e non mi piacciono. Almeno per un po' riesco a sorridere dentro, e francamente non mi importa che qualcuno possa vedermi in questo stato durante questo mio spazio, anzi. Se sorrido lo faccio per me, perchè me lo merito. E deciderò io chi rendere partecipe del mio sorriso. Solo io.

Pensierini idioti.

Se devo essere sincero, non mi levo ancora dalla testa il sogno di poter dire la mia. Continuo ad avere nuove idee per i testi delle canzoni, saprei anche come dovrebbero suonare... ho già deciso il nome del progetto, quello del cd (certo, il vinile sarebbe più bello a vedersi... come qualcuno forse aveva letto sempre qui, per me il vinile ha un fascino particolare), manca la lista delle canzoni, l'artwork nn saprei da dove cominciare... ma siamo a buon punto.
Non dico il nome, ma il titolo che ho pensato sarà sicuramente: "Tales of Goodnight", oppure "Tales before gonna sleepin'"...

domenica 2 marzo 2008

Noised&Confused

Come stai Frà? Mah, fra il confuso e il disturbato...
[Risata] Che sarebbe? Hai presente quella sensazione che hai quando non riesci a concentrarti sulle cose perchè ne hai un'altra che ti rimbalza nella testa e che salta fuori in continuazione? Ecco.
Dai che passa! Sarà. Ma io è da troppo che sono confuso e disturbato...

Corpo del messaggio.
Sono tornato da 70km di bici, seguiti da 4km di corsa. Non ci siamo, ma bisogna pur cominciare. Al momento siamo a meno 3kg e mezzo, si può fare meglio, ora ho la testa abbastanza convinta, basterebbe solo non avere i continui disguidi.
Questa settimana ho avuto un giorno in cui son stato particolarmente bene. Giovedì. Ho rivisto la metallomobile, viva, circolante, ad uno stop. Guidata da una donna sulla 50ina, un po' impacciata, ma l'importante è che la signora di tante avventure stia ancora bene.
Ieri sera non è andata molto bene, e stanotte non ho dormito un cazzo, di nuovo lo stomaco bloccato, di nuovo uno svarione e una fitta costante al petto. Come il weekend scorso. Nella situazione del weekend scorso.
Domani ho il dentista, martedì andiamo a parlare per il corso di inglese, venerdì parto per andare a trovare mio fratello. Un'altro stop... ma almeno forse non avrò lo stomaco bloccato e le fitte al petto. Forse.

Pensierini.
E' una vita che sono confuso e disturbato. Non che prima andasse meglio, ma la ricordo come un periodo in cui avessi meno panico. Si, il panico. E' cominciato tutto a 18 anni, non riuscirsi a concentrare su quello che facevo, la distrazione perenne, se non in rari casi, poca concentrazione. E incapacità di studiare.
Tutto mi sembra ad oggi inutile, insoddisfacente. Mi sento fuoriluogo e inadeguato, non so mai come comportarmi, non so più se voglio comportarmi. Non ho cura per le mie cose, la mantengo solo per le cose degli altri. Perchè tanto ho la convinzione che oramai tutto finisca, ma non col tempo, subito. Oggi ce l'ho, domani, anzi, fra 5 minuti non c'è già più, nemmeno il tempo di assaggiarlo quel qualcosa. Prende e sfugge. Via.

Non ho ancora fatto pace col Signore e i Santi tutti. Non so quando la farò e nemmeno cosa potrebbe portarmi a farla. Mi sembra di essere sempre stato misericordioso, aperto dialogo, aver preferito mettere e mantenere la pace, avere sempre una buona parola per tutti, perdonare a breve termine, porgere l'altra guancia. Se il premio per tutto questo è poi alla fine rotrovarsi sempre con nuove prove da superare, nuove situazione che mi mettano alla prova, senza mai avere poi nulla in cambio... beh, mi sembra che si stia un po' esagerando.
Ieri notte ho provato a chiedere un'intercessione, non ci sono riuscito. Troppo arrabbiato con me stesso e troppo male dentro. E non che le altre che riesco a chiedere poi vadano a buon fine. Non ero io quello delle richieste? Alcune vorrei venissero accolte, giusto per permettermi di andare avanti.
Il 29 mi aspetta una nuova prova, forse anche delle altre fitte, o forse il disgusto o forse non lo so. Sta di fatto che quando cerco di scacciarle ed evitarle, prima o poi le cose mi ritornano indietro o sono loro che mi vengono incontro, anche avendole appoggiate con cura ben distante da me ed essermi nascosto per bene.
Non ho nemmeno mai scelto la via più facile e migliore per me. I muri non li ho mai lavati con la candeggina, li ho sempre ridipinti a nuovo. E spesso del colore che volevano gli altri. Qualcuno ha continuato e continua a usare la candeggina. Nella mia casa ora le pareti di camera sua sono ingiallite. Tutto ingiallisce sempre a casa mia. Perchè? Perchè non posso avere le pareti rosa glam, verde poison, blu hotwheels, nere coi brillantini, rosso ferrari? Perchè? E perchè prima o poi finiscono tutte in nero muffa e non torna nessuno a ridipingerle?
Cosa vorrei? Qualcuno che me le dipingesse. O mi desse una mano con il pennello.

Prenditi le cose che vuoi.
Se una cosa la voglio me la prendo. Così mi ha detto qualcuno. Io ho imparato a guardare senza toccare, forse ho il desiderio più forte di tutte le altre persone nel volere le cose. Dall'altro non mi sento in grado di prenderle, forse perchè la paura di perderle è più forte della paura di riuscire a prenderle.
Mi sento la persona sbagliata, con la persona sbagliata, nel momento sbagliato. Almeno ho chiaro, anzi, molto chiaro il secondo punto. Dovrebbe aiutarmi, invece... invece credevo di essere diverso, e di riuscirci, alla fine sono caduto anch'io: mi sono innamorato del contrario di quello che vorrei.
Il dolore fisico mi distrae, ho male alle spalle e ne vorrei di più. Avevo le gambe a pezzi e avrei voluto e avrei potuto correre di più. Forse ho fatto il piercing per sapere se trovavo un dolore più forte. Ma il più forte rimane ancora quello dentro.

Qualcuno dice che dovrei fermarmi, prendere una pausa, riflettere. Ma se mi fermo non riparto più. Corro perchè così almeno mi sembra di tenermi ancora vivo. E perchè so che se mi fermassi nessuno mi terrebbe la mano, come voglio io, e mi dicesse: aggrappati ti tiro io. Ognuno corre per sè. Io corro per gli altri.
Sono stanco di star male. Sono stanco di non trovare la cura. Sono stanco di essere convinto che la cura per me non esista.
Sono stanco di vedere la gente egoista, che pensa solo al suo bene e tratta male gli altri. Sono stanco di vedere contenta questa gente, sempre, gente che non se lo merita. Gente che si meriterebbe ben altro. Ma forse è il destino di noi buoni, meritarci il male altrui.