
Sono tornato da qualche ora dalla prima gara dell'anno, un duathlon supersprint a squadre... o meglio, è la prima gara dopo l'incidente. Sono tornato. O meglio... sto tornando! Non sono arrivato ultimo, e sono stato il più veloce della mia squadra. Non male, sono contento, ancora un po' e ingrano per bene. Settimana scorsa un po' di novità, un po' di risposte e di dubbi risolti. Ne sarebbe bastata solo una, ma qualcuno deve essere molto generoso, risultato? Lo stomaco bloccato per una settimana. Non che fossi pronto, non che ora il mio stomaco sia completamente sistemato. Ma per ora va bene così.
Preso la prima stecca dell'anno nella notte fra la Festa delle Uova e la Festa degli Ovetti: tre quarti di bottiglia di whisky, per conto mio. Fumato anche il primo sigaro per conto mio... ho anche spatassato per la prima volta... e come al solito ho fatto tutto da solo e mi sono arrangiato, sono arrivato alla tazza con le mie forze e ho fatto tutto. E' seguita la seconda ondata, che non ricordo, perchè qualcuno ha messo il naso in uno dei miei momenti. Ma se quando mi ubriaco mi lasciassero nel mio non sognare e con il mio ipod sparato a balla, non sarebbe meglio?. Certo è che non mi risveglierei con la paura di aver detto cose che non volevo e che non avrei voluto dire.
Ho provato la cassa da 28" e mi dà soddisfazione... ho provato con un gruppo, schiettamente e sinceramente ho saputo dir loro che non mi piacevano. Sono esigente e voglio quello che voglio. Domani prove con un ragazzo che ha del materiale suo... dalle telefonate intercorse ho un po' di perplessità... sono stanco della gente da seghe sul mi cantino, senza cazzi e botta.
Settimana prox Aosta, nuova Tattoo da Sty e concerto dei Francesco-C!!!
Vado a vedere i KISS!!! Che l'uomo del Rock'n'Roll venga una buona volta anche da me e mi dica: è il tuo momento!!!
Pensierini.
Il sigaro. Una volta era un'occasione per festeggiare qualcosa. O anche niente, bastava essere quel ristretto numero che ti mette il sorriso. Fumato da solo il sigaro mi ricorda solo una cosa: non posso farmi piacere le cose che non mi piacciono. Certo ci posso provare. Certo, qualcosa me lo son dovuto far piacere per forza, ma di certo non lo volevo. E qualcosa me lo dovrò far piacere ancora. Qualcuno che si faccia andar bene me... no, vero?
Ringrazio di star ritrovando la mia droga, la corsa. Che non è come le persone, ma almeno è un momento per me. Stranamente mi torna a piacere anche il nuoto... Forse torna a piacermi la solitudine, o la compagnia di me stesso, che dir si voglia. La musica nelle orecchie aumenta di volume, la voglio sempre più alta, perchè nella mia testa sono i pensieri ad avere sempre più volume. Non è stata l'occasionalità questa volta a far male, ma la solita routine.
Fondamentalmente preferisco pensare (il preferisco pensare... che bella frase ricolma di merda) che doveva finire così, un'altro pugno sullo stomaco, forte, ma non abbastanza, non come lo volevo. Ancora, non come voglio io le cose. Vorrei forse l'abbastanza forte. O forse solo che per me ci sia il "ne ho avuto abbastanza" e finisca tutto.
Un'altra volta la storia che si ripete, un'altra volta la stessa risposta, un'altra volta il cadere giù. Le ginocchia fanno male ma devo ritornare in piedi. Lo schiaffo. Niente è mai quello che vorresti. Il non dico sempre ma l'ogni tanto. Sempre e solo la storia che si ripete. Non che non fossi pronto, non che non avessi speranze. Ma a volte vorrei potermi sbagliare. Alle volte... ma non mi sbaglio mai. Purtroppo? Devo rigirare la cosa al positivo, giusto? Non mi sbaglio mai.
E anche questa volta si aggiunge a tutte le volte che mi sono dovuto alzare da solo. O quasi. Forse una persona mi è stata vicina, non posso ovviamente fare nomi, le Nuove Regole. Ma quella persona sa il bene che le voglio. Per le altre persone, per chi mi ha detto che mi sono arreso, per chi mi ha detto che l'ho fatto per me, per chi mi ha detto bravo, per chi è rimasto basito e per chi alla fine come al solito non si è espresso... beh, il vaffanculo è servito. Senza rancore, mi dite voi che se mi arrabbio ogni tanto non succede nulla e non cambia la vostra visione su di me. Mah.
Grazie a chi non c'è stato, a chi non c'è mai e a chi non ci sarà più.
Qualcuno definisce qualcun'altro "speciale". In questi giorni, visto che tanto non ho mai nulla a cui pensare, ho sviluppato la mia spiegazione anche per questo. Nella realtà nessuno di noi è poi tanto speciale, salvo rare eccezioni. Siamo tutti uguali e nessuno fa nulla per nulla, nessuno è speciale. Capita che siamo noi a decidere di diventare speciali (quantomeno, provarci ad esserlo) per un'altra persona, decidendo come e per quanto. A quella persona poi spetta decidere se accettare o meno la cosa, per come e per quanto.
In genere, guardandomi indietro (purtroppo davanti non ci riesco), la cosa che mi ha fregato è il volere essere speciale per tutti, almeno in piccola parte. E la gente ha sempre deciso se, come, e per quanto tempo. Mi frega sempre il quanto tempo, le cose sfuggono, e io non so afferrarle.
Non so gestire il momento, non so cogliere l'attimo Non ne conosco la maniera, non conosco il trucco. L'unica cosa che vorrei sapere è quando finisce la routine, e finiscono le cose che mi aspetto. E quando queste cose una buona volta si faranno acchiappare.
Uno dei tanti errori... o difetti. Continuo a desiderare il sorriso nel volto degli altri, che non compare. Ci metto il mio di sorriso, con tutta la voglia che c'ho dentro. Per ricevere cosa? Il muso. O la gente che sorride per altro.
Forse avrei dovuto aspettare, non espormi, non dire le cose che provavo. Forse dovrei starmene zitto, e aspettare qualcuno che faccia il primo passo. Si, me l'ero promesso. Ma mi ero promesso di non tornare indietro, non di non andare avanti. Smettetela di dirmi che ci sarà qualcosa di nuovo e bello per me in avanti. Non ci credo più.
Cosa mi piacere? Un anch'io ogni tanto, sebbene degli "anch'io" non me ne faccia nulla.
Avrei dovuto far pace con quello che stà in alto e i santi tutti, ma credo che aspetteranno ancora un bel po'.
Ho rispetto dei morti, non sono abbastanza Babbo Natale per poter far pace con chi stà in alto. L'altra risposta si chiama tumore, il secondo sulla stessa persona. Giustizia? Bontà divina? Scherzo del destino? Semplicemente qualcuno secondo me dorme. E ne' con le preghiere e ne' con i porchi si sveglia.
Forse mi ci voleva un'altra botta emotiva. Il mio ego creativo era in una fase di stasi. O forse no. Forse anche lui non correva ancora abbastanza quanto me. Perchè continuo a correre, sempre forte, so che se mi fermo, non riparto.
Scriverò canzoni per quella persona? No. Scriverò nuove bugie per quella persona? No. Scriverò solo una nuova ninnananna per me, che mi coccoli un po' quando mi sento solo. Ultimamente spesso.
Nuovo Tattoo. Nulla di che, il polpaccio sinistro. Nessun motivo, solo perchè il prossimo lo stò finendo di concepire, quello sulla vertebra. E si dice che i tatuaggi vadano dispari, quindi ha solo il compito di riempire temporaneamente un vuoto. Quello sulla vertebra credo avrà invece lo stesso valore che ho dato e mi hanno dato le picche sulle spalle, ogni mattina allo specchio me le guardo e mi fanno sorridere e mi danno il buonumore. Mi piace toccarmele, accarezzarmele, ci sono legato. Sono mie e non se ne andranno, almeno loro so che non finiranno di esserci prima o poi.
Pensierini idioti.
Questa volta ne ho una di bella. Almeno, me la son detta e mi son cappottato dal ridere.
Tempo fa ero a spritz con un mio caro amico. Si avvicina uno dei soliti indiani muniti di rose colorate, mi mette davanti uno di quei fiori, lo guardo, e gli dico: mi spiace, ma non so a chi regalarla! Il mio amico scoppia a ridere, mi dice "Grande Frà! Bellissima la frase da Loser!". Forse sono più depressivopensante di te! ;-)
Cmq sia ripensandoci, potrebbe essere un buon sistema per rimorchiare. Compri una rosa, ti guardi in giro, punti la tipa che ti piace, le batti il dito sulla spalla, le dici: scusami, me la puoi tenere per un po' per favore?
Gliela dai, poi te ne vai o continui a parlare con qualcuno. Se poi la volta dopo la reincontri e ti sorride, le vai vicino e le chiedi se ti può ridare la rosa che le avevi dato... e attacchi bottone. Devo dire che, o sono completamente andato, o tutto sommato come idea non è poi male.
Se poi è scorbutica o ti risponde male... beh, l'antipatia non paga.
Conclusioni.
1- Voglio solo stare bene. Ora.
2- Sono come quelli che vanno a puttane: ho bisogno sempre del nuovo.
3- Ho deciso di essere comunque contento e sorridere, perchè mi va. Perchè fondamentalmente mi sembra di non avere niente di quello che voglio, e voglio intanto le piccole cose.
4- La prossima volta ho deciso che mi fido. Di me.
Preso la prima stecca dell'anno nella notte fra la Festa delle Uova e la Festa degli Ovetti: tre quarti di bottiglia di whisky, per conto mio. Fumato anche il primo sigaro per conto mio... ho anche spatassato per la prima volta... e come al solito ho fatto tutto da solo e mi sono arrangiato, sono arrivato alla tazza con le mie forze e ho fatto tutto. E' seguita la seconda ondata, che non ricordo, perchè qualcuno ha messo il naso in uno dei miei momenti. Ma se quando mi ubriaco mi lasciassero nel mio non sognare e con il mio ipod sparato a balla, non sarebbe meglio?. Certo è che non mi risveglierei con la paura di aver detto cose che non volevo e che non avrei voluto dire.
Ho provato la cassa da 28" e mi dà soddisfazione... ho provato con un gruppo, schiettamente e sinceramente ho saputo dir loro che non mi piacevano. Sono esigente e voglio quello che voglio. Domani prove con un ragazzo che ha del materiale suo... dalle telefonate intercorse ho un po' di perplessità... sono stanco della gente da seghe sul mi cantino, senza cazzi e botta.
Settimana prox Aosta, nuova Tattoo da Sty e concerto dei Francesco-C!!!
Vado a vedere i KISS!!! Che l'uomo del Rock'n'Roll venga una buona volta anche da me e mi dica: è il tuo momento!!!
Pensierini.
Il sigaro. Una volta era un'occasione per festeggiare qualcosa. O anche niente, bastava essere quel ristretto numero che ti mette il sorriso. Fumato da solo il sigaro mi ricorda solo una cosa: non posso farmi piacere le cose che non mi piacciono. Certo ci posso provare. Certo, qualcosa me lo son dovuto far piacere per forza, ma di certo non lo volevo. E qualcosa me lo dovrò far piacere ancora. Qualcuno che si faccia andar bene me... no, vero?
Ringrazio di star ritrovando la mia droga, la corsa. Che non è come le persone, ma almeno è un momento per me. Stranamente mi torna a piacere anche il nuoto... Forse torna a piacermi la solitudine, o la compagnia di me stesso, che dir si voglia. La musica nelle orecchie aumenta di volume, la voglio sempre più alta, perchè nella mia testa sono i pensieri ad avere sempre più volume. Non è stata l'occasionalità questa volta a far male, ma la solita routine.
Fondamentalmente preferisco pensare (il preferisco pensare... che bella frase ricolma di merda) che doveva finire così, un'altro pugno sullo stomaco, forte, ma non abbastanza, non come lo volevo. Ancora, non come voglio io le cose. Vorrei forse l'abbastanza forte. O forse solo che per me ci sia il "ne ho avuto abbastanza" e finisca tutto.
Un'altra volta la storia che si ripete, un'altra volta la stessa risposta, un'altra volta il cadere giù. Le ginocchia fanno male ma devo ritornare in piedi. Lo schiaffo. Niente è mai quello che vorresti. Il non dico sempre ma l'ogni tanto. Sempre e solo la storia che si ripete. Non che non fossi pronto, non che non avessi speranze. Ma a volte vorrei potermi sbagliare. Alle volte... ma non mi sbaglio mai. Purtroppo? Devo rigirare la cosa al positivo, giusto? Non mi sbaglio mai.
E anche questa volta si aggiunge a tutte le volte che mi sono dovuto alzare da solo. O quasi. Forse una persona mi è stata vicina, non posso ovviamente fare nomi, le Nuove Regole. Ma quella persona sa il bene che le voglio. Per le altre persone, per chi mi ha detto che mi sono arreso, per chi mi ha detto che l'ho fatto per me, per chi mi ha detto bravo, per chi è rimasto basito e per chi alla fine come al solito non si è espresso... beh, il vaffanculo è servito. Senza rancore, mi dite voi che se mi arrabbio ogni tanto non succede nulla e non cambia la vostra visione su di me. Mah.
Grazie a chi non c'è stato, a chi non c'è mai e a chi non ci sarà più.
Qualcuno definisce qualcun'altro "speciale". In questi giorni, visto che tanto non ho mai nulla a cui pensare, ho sviluppato la mia spiegazione anche per questo. Nella realtà nessuno di noi è poi tanto speciale, salvo rare eccezioni. Siamo tutti uguali e nessuno fa nulla per nulla, nessuno è speciale. Capita che siamo noi a decidere di diventare speciali (quantomeno, provarci ad esserlo) per un'altra persona, decidendo come e per quanto. A quella persona poi spetta decidere se accettare o meno la cosa, per come e per quanto.
In genere, guardandomi indietro (purtroppo davanti non ci riesco), la cosa che mi ha fregato è il volere essere speciale per tutti, almeno in piccola parte. E la gente ha sempre deciso se, come, e per quanto tempo. Mi frega sempre il quanto tempo, le cose sfuggono, e io non so afferrarle.
Non so gestire il momento, non so cogliere l'attimo Non ne conosco la maniera, non conosco il trucco. L'unica cosa che vorrei sapere è quando finisce la routine, e finiscono le cose che mi aspetto. E quando queste cose una buona volta si faranno acchiappare.
Uno dei tanti errori... o difetti. Continuo a desiderare il sorriso nel volto degli altri, che non compare. Ci metto il mio di sorriso, con tutta la voglia che c'ho dentro. Per ricevere cosa? Il muso. O la gente che sorride per altro.
Forse avrei dovuto aspettare, non espormi, non dire le cose che provavo. Forse dovrei starmene zitto, e aspettare qualcuno che faccia il primo passo. Si, me l'ero promesso. Ma mi ero promesso di non tornare indietro, non di non andare avanti. Smettetela di dirmi che ci sarà qualcosa di nuovo e bello per me in avanti. Non ci credo più.
Cosa mi piacere? Un anch'io ogni tanto, sebbene degli "anch'io" non me ne faccia nulla.
Avrei dovuto far pace con quello che stà in alto e i santi tutti, ma credo che aspetteranno ancora un bel po'.
Ho rispetto dei morti, non sono abbastanza Babbo Natale per poter far pace con chi stà in alto. L'altra risposta si chiama tumore, il secondo sulla stessa persona. Giustizia? Bontà divina? Scherzo del destino? Semplicemente qualcuno secondo me dorme. E ne' con le preghiere e ne' con i porchi si sveglia.
Forse mi ci voleva un'altra botta emotiva. Il mio ego creativo era in una fase di stasi. O forse no. Forse anche lui non correva ancora abbastanza quanto me. Perchè continuo a correre, sempre forte, so che se mi fermo, non riparto.
Scriverò canzoni per quella persona? No. Scriverò nuove bugie per quella persona? No. Scriverò solo una nuova ninnananna per me, che mi coccoli un po' quando mi sento solo. Ultimamente spesso.
Nuovo Tattoo. Nulla di che, il polpaccio sinistro. Nessun motivo, solo perchè il prossimo lo stò finendo di concepire, quello sulla vertebra. E si dice che i tatuaggi vadano dispari, quindi ha solo il compito di riempire temporaneamente un vuoto. Quello sulla vertebra credo avrà invece lo stesso valore che ho dato e mi hanno dato le picche sulle spalle, ogni mattina allo specchio me le guardo e mi fanno sorridere e mi danno il buonumore. Mi piace toccarmele, accarezzarmele, ci sono legato. Sono mie e non se ne andranno, almeno loro so che non finiranno di esserci prima o poi.
Pensierini idioti.
Questa volta ne ho una di bella. Almeno, me la son detta e mi son cappottato dal ridere.
Tempo fa ero a spritz con un mio caro amico. Si avvicina uno dei soliti indiani muniti di rose colorate, mi mette davanti uno di quei fiori, lo guardo, e gli dico: mi spiace, ma non so a chi regalarla! Il mio amico scoppia a ridere, mi dice "Grande Frà! Bellissima la frase da Loser!". Forse sono più depressivopensante di te! ;-)
Cmq sia ripensandoci, potrebbe essere un buon sistema per rimorchiare. Compri una rosa, ti guardi in giro, punti la tipa che ti piace, le batti il dito sulla spalla, le dici: scusami, me la puoi tenere per un po' per favore?
Gliela dai, poi te ne vai o continui a parlare con qualcuno. Se poi la volta dopo la reincontri e ti sorride, le vai vicino e le chiedi se ti può ridare la rosa che le avevi dato... e attacchi bottone. Devo dire che, o sono completamente andato, o tutto sommato come idea non è poi male.
Se poi è scorbutica o ti risponde male... beh, l'antipatia non paga.
Conclusioni.
1- Voglio solo stare bene. Ora.
2- Sono come quelli che vanno a puttane: ho bisogno sempre del nuovo.
3- Ho deciso di essere comunque contento e sorridere, perchè mi va. Perchè fondamentalmente mi sembra di non avere niente di quello che voglio, e voglio intanto le piccole cose.
4- La prossima volta ho deciso che mi fido. Di me.

