martedì 19 giugno 2007

Catch my Fever and Start to Kick Asses!



Lascialo perdere, non cagarlo più! Si ma c'era l'affetto.
Allora perdonalo! Lui ha mai perdonato? O ho qualcosa da farmi perdonare?

Ho scoperto i colori!
Oggi scriviamo in rosso per un po'.
Martedì 12 ho deciso di fissarlo come il mio capodanno biologico... facciam progressi Tato! In verità era molto prima, ma di solito mi svegliavo e vedevo il sole e sorridevo, quello era il segno... e infatti così è stato, anche se... son sempre stato sveglio!!! Tornavamo dalla festa di odontoiatria, mi sono innamorato solo 2 volte (culo docet!), riaccompagno a casa Rino ubriaco, Rici, e rimango con Matteo in macchina... lui ha un languorino, via alla ricerca di cibo! Isa Market chiuso, Badoe nn c'è, arriviamo a Mazzavia, nulla, via per Montegrotto alla ricerca di un panificio e niente, Aliper, svolta per la circonvallazione e... l'onto dell'Alì!!! Che avevam dato per scontato che nn ci fosse, era mercoledì... ma... La scena che ci si presenta è una valanga di ragazzini che uscivano dal Par Hasard, comprese due ragazzine, tutti lì a mangiare la piada, a porcheggiare, bulleggiandosi e facendo i fighetti... io e Matteo eravamo così, primo perchè se alla loro età tornavo a casa ad un orario del genere i miei mi facevano il culo a stelle e striscie, due perchè erano veramente di una maleducazione atroce. Fatto stà che abbiamo aspettato 40 minuti, e siam tornati che erano le 530... saluto Matteo che albeggiava, prima di aprire il cancello ho dato uno sguardo al cielo, ho fatto un sorriso immenso di gioia, perchè stavo pensando a quanto tempo era che non aspettavo il sorgere del sole con qualcuno.

Venerdì spritz con Alessandro, che nn so ancora se ci combinerò qualcosa, intanto vuole venire ad Aosta con me per farsi tatuare da Sty pure lui... la sera poi al Paradise da Rici.
Sabato brutta notizia, è mancata la nonna di Matteo. Son cose che ti lasciano senza parole, perchè appunto, non sai che dire. Se non: Matteo, ti voglio bene e son qui, sempre e per qualsiasi cosa.

Domenica mi chiama Michele, il mio amico sposato, un'ora al telefono per poi andare a cena da lui... al volo perchè poi devo andare per l'ultimo atto del papiro. E qui le comiche. Io non c'ero con la testa per i motivi ovvi e quelli meno, Irene (sorella di Lara) e moroso che erano lì solo per assicurarsi che i loro nomi fossero nei ringraziamenti, Enrico che si era impossessato del computer della Giulia, lei che sembrava sgranocchiare un paio di palle e distrutta dagli esami (...), Pippo in infradito, la Lara che si lamentava del fatto del disinteresse per Yaman. Discussione con l'avvocato Irene, io ironizzavo sul fatto che le dispiaceva aver scritto cattiverie, cosa che secondo me nn pensava minimamente, lei se l'è presa a male e dall'alto dei suoi studi cercava di spegnermi... Bel tentativo, fallito. Dovevo andare a fare l'avvocato mi sa... Poi Enrico, peggio di un orologio svizzero (d'altra parte è ingegnere pure lui), alle 2315 si alza deciso e fa: Beh, io vado! Lasciando il lavoro a metà, facendosi spazio e mi sa che nei ringraziamenti si sarà pure messo per primo. St'altra si distende e va via pure lei, rimaniamo in 3 a decidere per il regalo... Poi andiamo via anche noi. E io continuo a dirmi di far togliere il mio nome fra i ringraziamenti.

Pensierini.
Siamo di fronte ad una generazione che ascolta sempre meno. Anch'io forse ascolto sempre meno.
Ricordo i primi walkman, a cassetta, perdevi le ore a farti la compilation, montando da una cassetta all'altra, solo per poi andare a scuola e fare a gara a chi aveva fatto quella più bella, quella che i tuoi amici "pigri" poi ti chiedevano di potersela doppiare o, visto che nn tutti si potevano permettere la doppia piastra, se gliela potevi fare tu. Gli Snap vivevano felici sullo stesso nastro coi Guns'n'Roses, gli 883, gli Aerosmith, i Bon Jovi, Corona, gli Enigma, i Rednex, i Soul Asylum, i Faith No More... Farsi il cd non ha più quel gusto magico, la pazienza e quella splendida cosa che era estrarre soddisfatti dalla piastra di destra una cassetta calda, pronta per essere infilata nel walkman. All'epoca andava per la maggiore la Aiwa, io come al solito ero di controtendenza... il mio era un Trevi bruttissimo. Le cuffie erano rigorosamente quelle ad archetto che tiravano i capelli, aperte, con la spugna di fuori... la qualità era bassa, il volume a manetta, il selettore del tipo di nastro sempre su normal perchè aveva più volume, ma tanto la qualità era bassa lo stesso. Ma oltre alla musica si riusciva a sentire quello che ti stava attorno.
Poi cominciarono gli auricolari, erano fighi perchè stavano su da soli, ma la cassetta te la potevi ascoltare in due però, uno a testa, e ancora riuscivi a sentire l'esterno o a chiacchierare. Magari anche solo della lista delle canzoni scritta a mano sul dorso patinato della cassetta.
Ora anch'io ho i miei auricolari AKG, quelli da 20 euro perchè devo sentire bene l'mp3. Carico i brani, cd interi, ma preferisco ancora farmi il CD masterizzato, perchè così almeno ascolto per bene il cd, senza la possibilità di mandare avanti, forse perchè anche qui ho paura di perdermi qualcosa. Le cassette non le vendono nemmeno più.
Ma oggi la scena è questa: l'iPod, svariate dimensioni e colori, facile da usare come le persone, gli auricolari sempre nelle orecchie e ben infilati, ci sono quelli in silicone che si adattano alla cavità di ognuno per non far sentire il rumore di fuori, per ascoltare solo noi stessi. Due amiche si siedono in autobus, vicine, parlano un po', poi ognuna con la sua musica e se stessa. Una pausa. Poi di nuovo si preme play. Forse leggono ognuna con la coda dell'occhio cosa stà ascoltando l'altra, forse, si perchè oggi ci sono i display multicolore. Curiosità? Spero lo si faccia almeno per vedere se stà ascoltando una canzone triste o una canzone che mette allegria. Ma già, che stupido. Le canzoni romantiche tirano sempre, ormai passano solo quelle e l'emo-core, perchè essere tristi fa figo. Una volta i pezzi lenti erano pochi, pochi perchè sorridere era più bello, perchè per piangere si faceva sempre a tempo. E non era una canzone fra le tante, era quella canzone. Ma non interessa la musica dell'altra, perchè a suonare deve essere la tua, questa è la verità.
Una volta c'era solo un oblò, nel migliore dei casi indicizzato, con dei puntini o delle tacchette, per sapere solo quanto mancava alla fine del lato. I più fortunati avevano l'autostop. Quelli ancora più fortunati l'autoreverse... io giravo a mano la cassetta. Stiamo pur sempre parlando di un Trevi senza manco la finestrella! Sempre se il nastro non si intorcolava su per la testina. Ma se c'era qualcuno che conoscevi si premeva stop, anche se il nastro non era finito, tanto da lì non andava avanti, semmai premi REW e tornava indietro, perchè la musica del tuo amico era più bella, anche se erano solo parole.
Forse oggi l'unico momento di silenzio o della musica degli altri è quando tiri fuori gli auricolari, che anche se li hai messi via con cura ti escono che son tutti belli e annodati. La batteria è sempre carica, perchè si carica con l'usb mentre ci copi dentro le canzoni. Il mio ha una ministilo, perchè furbescamente pensavo che non devo spendere soldi in assistenza se la batteria al litio muore... e ancora mi dimentico di mettere in carica le 4 batterie ricaricabili o di prendere con me una per poterla sostituire... perdo tempo e faccio pausa quando la devo cambiare. Oggi si ascolta anche il proprio silenzio, le cuffie si lasciano attaccate alle orecchie anche se la batteria è scarica.

Si bravo, lo hai capito finalmente. Sono contento, perchè ora la musica la decido io, son tornato dietro la consolle a fare il DJ, e le richieste decido io se metterle sul piatto o meno. Rimpiango di non aver vissuto il vinile, quello che nn si poteva copiare. Ma ne compro qualcuno, solo per tenerlo fra le mani e immaginare a che magia era mettere sul piatto giradischi quel cerchio nero coi solchi, spostare con l'indice la testina e poggiarla sulla superficie.
E rido della tua musica. Anzi, rido della tua compilation. Sei bravo a copiartela (se non a fartela copiare), la mia invece mi spiace per te ma è più bella, le etichette scritte a mano, incollate una sopra l'altra, perchè se non ti piaceva più la rifacevi, o la modificavi, anche solo un lato o un pezzo del lato, cronometrando i tempi, sennò correvi il rischio di cancellare l'inizio del brano successivo o alla peggio l'intera canzone. I dettagli che contano.
Le canzoni sono quelle prese dalle mie cassette, assieme quelle prese dalle cassette degli altri, i pezzi cercati fra gli altri. E se non si sente bene come sul cd poco importa, perchè c'è più gusto a far lavorare le orecchie ed escludere dall'attenzione il fruscio o i disturbi. Ancora dettagli, questa volta quelli inutili.
Stavi attento a riavvolgere la cassetta, con cura, mettevi una matita dentro all'ingranaggio e giravi, finchè tutto il nastro era riavvolto all'interno e coperto dalla plastica trasparente, soprattutto se la cassetta era di qualcun'altro, e ci perdevi tempo, ma volentieri. Il cd lo lasci buttato lì, poco importa se si striscia, tanto il laser lo legge lo stesso. Ma non quelli più sensibili. Ma se i solchi sono più profondi addio cd. Vabbè, chi se ne frega, lo rifacciamo. Peccato che magari era l'originale, quello con il layer riflettente argentato, ti ci specchi e non ci sono alterazioni del colore. La copia è blu, verde, grigia, gialla, ti ci specchi e sei di un altro colore. L'attenzione che dedichi alle tue cose. E a quelle degli altri. E il tempo che sei disposto a "perderci". La paura che hai di sbagliare e non apparire più te stesso. Cambia la copertina ma la sostanza resta la stessa. Ma ha perso le scritte sgargianti stampate, ora ha solo l'inchiostro di un pennarello indelebile, si perchè le cicatrici rimangono, magari nascoste dalla copertina patinata che rimane la stessa, anche se dagli auricolari la musica esce uguale all'originale. Per gli altri. Ma non per te.
Il vinile invece potevi solo ricomprarlo nuovo. Stà in mano a te, scegli e stai attento: vinile, cassetta o cd. You have the Key... ma non la birra!!! ;-P

Forse abbiamo due orecchie per poter ascoltare il doppio di quello che parliamo diceva qualcuno. Forse oggi la bocca serve solo a sparare cagate dico io. E pensare che uno sfintere preposto a questo scopo lo abbiamo già. Do it, it's Rock'n'Roll!!!

giovedì 7 giugno 2007

What if I'm Not?


Nulla di nuovo in generale, ieri sera replica, mi dicono che è andata bene, a me non è piaciuta, ma vabbè...
Non ho provato ancora con Alessandro, sarà lunedì prossimo? Devo cambiare ride, uffa...
Stasera c'è l'agriparty, ma io domani lavoro!!! E poi con tutta la zuppa che c'è! Ora scrivo un po' di pensieri, ancora, non sono triste, son solo pensieri!!!

Pensieri sparsi:
(Anche se sono elaborazione più antiche...)
L'amore. Inizio a pensare a lui a come una forma di egoismo. O meglio, ormai lo si travisa per egoismo. E' sempre colpa sua, non mia, è lui che, non fa questo, mi tratta così.
Lo sforzo dovrebbe essere quello di venirsi incontro, no? Si dovrebbe pensare più all'altro che a noi, in pratica io penso per te, tu pensi per me. E diventa come pensare per se stessi. O forse è il punto di arrivo, tornare a pensare a se stessi...
Fondamentalmente si arriva al voler star bene (apparenza o realtà che sia, sensazione o convinzione di esserlo), prima dell'altro. L'obiezione potrebbe starci. Si parte al contrario e si arriva al punto di partenza... Ancora, più vado avanti, più mi rendo conto che l'amore va e viene, e forse bisognerebbe stare realmente con la persona con la quale si va più d'accordo, che non necessariamente coincide con quella di cui si è innamorati...
Si dice "mi sono innamorato": ma di cosa? Cosa realmente è l'amore? Che sensazioni dà? Siamo sicuri che siamo innamorati o è solo una condizione di comodo, una sorta di necessità che ci creiamo? E' vero amore? O è apparenza? Gioco? Capriccio? Un semplice bisogno o desiderio che nasconde e copre il vero sentimento?
Le frasi che ti dici prima. Le frasi che ti dici durante. Le frasi che non ti dici più. Ho paura di perderti. Ti/mi sto/stai perdendo. Ti ho perso. E ora? Resisti a quel qualcosa, quel qualcosa che da un lato ti fa allontanare, dall'altro ti fa riavvicinare. Dov'è realmente il limite? Di chi è la colpa? E ancora, è/era amore o semplicemente qualcosa che nasconde il sentimento? Obittate, obiettate, le troppe domande non farebbero far niente! ;-)


Ora, questa settimana mi sono reinnamorato della Cuccarini e della Meredith Brooks...