Un altro ritorno da Aosta, nuovamente felice. A dire la verità il sorriso l'ho riacquistato da più di una settimana, non lo so perchè e forse non lo voglio nemmeno sapere. Semplicemente credo di non voler più star male per quello che non vale. O più in generale, non mi merito di stare male.
16-04-2008
Continuo ad esser preso bene. Non trovo ancora il motivo, ma mi va bene. La serie di notizie non positive non si è fermata, certo è che l'unica cosa che mi viene da pensare è che fondamentalmente i "no" non mi cambiano nulla, sarebbero i "si" a cambiare qualcosa nella mia testa.
Forse per nulla, forse solo perchè alla fine posso deciderlo di essere contento. Ho ripreso a fare le cose con ordinarietà (attenzione, non con ordine!), farmi scivolare le cose via, un po' di apatia e insensibilità, ma d'altra parte quello che voglio è pensare in questo momento a me e a pochi altri.
La novità corre, anzi, ora corre con me. C'è un nuovo tattoo, sul polpaccio. E' Capitan Harlock, da ragazzino me lo sarei voluto fare sulla schiena, poi si cresce e gli eventi hanno deciso che ci voleva qualcosa per la vertebra. Qualcosa al quale devo ancora pensare, per cui diciamo che harlock ha dei motivi un pelo più "futili", ma non per questo meno importanti. Non mi ricorda stati d'animo o quant'altro, semplicemente era qualcosa che volevo, mi ricorda un'amicizia e lo spirito del pirata, quello buono, la solitudine, delle mie idee.
Ancora non è finito, ma comunque mi piace troppo. Come le picche nn è come me lo immaginavo, ed è quindi per me più bello. Ha il viso coperto dai capelli, l'avrei voluto sorridente, ma meglio così, d'altra parte anch'io certe volte non voglio che si sappia come stia. Semplicemente ancora una volta grazie.
Ho comprato il cellulare nuovo su ebay... un nokia e70... la comodità di potersi controllare la casella di posta piena di spam comodamente seduto sulla tavoletta del wc, collegato via wi-fi al router di casa non ha prezzo!
Pensierini.
Tattoo. Di nuovo di fronte a persone che ti chiedono il perchè, di nuovo a gente che pensa a qualcosa che non corrisponde al vero. Le persone che mi domandano se me ne pentirò. Non lo so, ma di sicuro ora mi piace e vivo ora. Mal che vada, se proprio dobbiamo mettercelo il negativo, rimpiangerò una volta tanto un qualcosa che ho voluto io e non qualcun'altro. Mi manca il poter scegliere in maniera assoluta le cose per me. E ci stò lavorando, come qualcuno voleva.
Musica. La voglio sempre più alta nelle orecchie, canto sempre più forte, non voglio pensare a niente quando c'è ancora una delle mie poche droghe. Ho troppo rock'n'roll nelle vene per darmi e darti retta. Continuo a cercare qualcuno con cui suonare, ma non che la scena patavina riesca a farmi pensare il contrario di quel che penso e alla fine riscontro: morta.
Ti trovi a suonare gente che ha suoni orribili, si fa seghe mentali e sul mi cantino alla prima nota, aspiranti steve vai, aspiranti merde, aspiranti che suonano coi tappi con le orecchie e io che chiedo loro di alzare ancora il volume perchè non sento. La musica voglio sentirla, non voglio semplicemente ascoltarla. Chiaro?
Lo spirito del pirata. Ho vagato di porto in porto, alla ricerca di affetti, amicizie, stabilità, qualcosa di sicuro. Ma forse la verità è che io senza le tempeste non riesco a vivere. Già che odio stare fermo. E così la mia nave si è arenata, ha sbattuto contro gli scogli, la poppa e la prua hanno seguito c'ho che dettava il vento in tempesta. Ma gli alberi ancora non si sono rotti, quelli ancora no.
Si diventa pirati per colmare i propri vuoti, li si cerca in ogni porto in cui si soggiorna per poco tempo, li si cerca nella solitudine del mare, ma preferisco pensare allo spazio di Harlock. Alla fine non c'è nulla di più bello nel pensare all'immagine di cercare di riempire il vuoto nel vuoto. Un piccolo frammento diventa già un qualcosa, una bottiglia con un messaggio dentro un tesoro, la polvere di stelle ti entra nei polmoni e non ti lascia più. Un sogno meraviglioso.
La mia stiva è di nuovo vuota, tutto quello che raccolgo la riempie, per cui non posso stare peggio. Posso solo stare meglio.
Nella mia testa si fa invece spazio la voglia di fermarmi, di prendere una pausa da tutto e da tutti. Sia ben chiaro, che non significa rimanere fermo, ma semplicemente fare qualcosa di diverso e respirare tutt'altra cosa. Ben sapendo che al mio ritorno ci saranno tante porte chiuse. Fermarmi giusto il tempo per capire chi salvare e chi no. Per capire chi effettivamente mi ha dato qualcosa, chi ha ancora da darmi, chi conta per me.
Non sono nemmeno troppo sicuro di quello che dico alle persone. Forse a volte parlo solo perchè non voglio sentirle.
Considerazioni.
Non che abbia esaurito le cose alle quali pensare, non che non ne continuino a succedere (tornando da aosta due sassi han ben pensato di creparmi il parabrezza), ma non ho intenzione di levarmelo il sorriso. Ho pensato molto al fatto che stò invocando con forme colorite la persona che stà in alto: a quanto pare ancora non sento, o fa finta di non sentire. Ad ogni modo, se non risponde, vuol dire che andrà bene così e non me ne faccio troppo una colpa. Certo, preferirei non tirarlo in ballo, ma magari... Immaginando una conversazione con lui gli darei del lei, e gli chiederei per prima cosa se preferisce, visto che si è degnato di avermi ricevuto, la versione lunga o quella sintetica. Nel mentre che pensa, o meglio, se ha tutti 'sti superpoteri dovrebbe già saper tutto, lo interromperei e gli direi: "guardi, siccome so che ha da fare anche con altra gente (fra me e me ci aggiungo anche spero), vorrei sapere solamente cosa vuole da me di preciso... o meglio... cosa vuoi per me?".
Ogni tanto mi nascondo dietro al mio "non sono fatto per", al mio "ho qualcosa che non va", al mio "mi manca quel qualcosa in più". Mi concedo ogni tanto il lusso di potermela mettere via così. Qualcuno mi dice che dovrei cambiare, qualcun'altro mi dice che non devo cambiare, perchè vado bene così. La verità stà nel mezzo. O forse semplicemente la verità è solo nascosta. Continuate a cambiarmi, una limatina di qui, una di là, una scalfitura quando vi scivola via lo scalpello. Ma non usate lo stucco per metterla a posto, vi è più facile stondare e livellare. Mi state cambiando come volete voi, è questo il problema. Sarei il primo a darmi la colpa, a puntarmi il dito se sbaglio. Ma la colpa viene dall'altra parte, non da me. Oppure, accettate di dirmi che allora "ho qualcosa che non va".
Non pensavo di reagire in questa maniera, almeno non in breve tempo. Invece sono tornato a come stavo durante un'altra transizione. Ora voglio, esigo e pretendo, non c'è spazio per la bontà e l'accondiscendenza. Ci sono io e basta. Non c'è spazio per far venire bene anche le cose degli altri, proprio non c'è la voglia. Devono venire bene prima le mie, poi quelle di pochi altri. Non so quanto durerà, ma so di essere pericoloso, so che ancora qualcuno sarà messo alla prova. Dovete starmi dietro, se volete. Non so in questo momento cosa potrebbe far deragliare il mio treno. E non lo voglio sapere. Perchè non mi interessa. L'unica cosa che vorrei sapere, ma che a questo punto non è nemmeno fondamentale, è sapere cos'è la cosa che mi manca, al pari forse di ricevere qualche "si". Ma non sono fatto per queste cose e il mio passato me lo dimostra. Le cose cambiano, ma una sola volta: e una volta cambiate non si torna indietro, si guarda avanti, ma non cambieranno cmq.
Noto che non ho la pazienza di aspettare, o forse non l'ho mai voluta avere. Non ho voglia di ricominciare, voglio buttarmi in mezzo a qualcosa che stà già correndo, come tanta gente ha potuto fare. Ogni tanto vorrei qualcosa anche per me, di facile e senza fatica.
Corro, e corro tanto, quest'anno voglio riprendermi le cose che il 2006 mi ha portato via. Non importa se ho male alla gamba, l'importante è riprendermi anche quel momento per me. Qualcosa me lo son già ripreso, qualcosa me lo riprenderò. Intanto a giugno vado a bardolino a riprendermi l'alluce.
Sto ascoltando i "The Birthday Massacre", mi rilassano. E sono troppo felice per guardarmi indietro e piangere!
Grazie a chi c'è stato e grazie a chi mi ha ascoltato. E grazie a chi non l'ha voluto fare. Ora io sono contento, tu continua a rimanere nella tua piscina. Piena di merda.
La mia nuova missione è regalare sorrisi. Nient'altro. Per ora per gli altri c'è solo questo.
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