sabato 26 gennaio 2008

Take Me Away

Domande di inizio post.
Ti chiedi mai cosa sei tu per gli altri?
Ti chiedi mai cosa sei tu per te stesso?

Corpo del messaggio.

Nulla di particolare, è che i dischi han ripreso a girare e ho voglia di scrivere... o meglio, oggi due messaggi mi hanno innescato dei nuovi pensieri. Qualcosa ti tocca, qualcosa ti sfiora appena. E non è detto che quello che per te è banale per qualcun'altro non lo sia. Questa è una delle poche cose che ho imparato, una di quelle cose che scrivi in maniera indelebile su un foglio di acetilene e metti sotto una teca di vetro.
E' che devo tornare ad apprezzare le piccole cose. O forse mi mancano le piccole cose da apprezzare.
Mi sembra alle volte di viaggiare su un binario parallelo a quello che succede. E quello che vorrei succedesse viaggia anch'esso su un binario parallelo e molto distante dal mio.
Al ritorno dall'america ho affrontato con mia mamma la discussione sulla sua invidia rispetto a quello che succede agli altri rispetto a noi. Alla mia risposta, fatta con un esempio, ho ricevuto una risposta: ma quella non è la cosa importante della vita! Certo, per te non è importante, ma per qualcuno lo è. Chi ha certe fortune non le sa apprezzare, chi non le ha le invidia. Del valore delle cose te ne rendi conto soltanto quando le perdi. Io aggiungo anche quando le desideri e lotti con tutte le tue forze per averle e non arrivano mai, anzi, s
embra si allontanino.
Ti senti la dire che le cose belle ti arrivano quando meno te l'aspetti. Vuol dire che mi aspetto troppo e tutto.
Altre cose si dice arrivino col tempo. Quanto devo aspettare?

Suonare. Devi correre dietro le persone, devi darti da fare. Sono stanco di suonare con gente che si crede Steve Vai, gente che non sa che fare power accordi ta-ta-ta-ta e basta. O seghe sul mi cantino. E' possibile che qui, in questo posto dimmerda, non ci sia un cazzo di chitarrista, un cazzo di cantante e un cazzo di bassista con qualcosa di nuovo, pronto a distribuire aria fresca e non la solita porcheria, o essere il solito clone di qualche altro gruppo?

Silver ha lasciato gli Hardcore Superstar. Sarà perchè l'ultimo cd fa cagare? Mah, tanto prima o poi torna... o almeno, così fanno in molti, si prendono la pausa e tornano.

Pensierini.
Torniamo alle domande.
Alla prima domanda posso francamente dire non lo so, o non che abbia ultimamente un gran significato, visto che non sono in vena di emozioni forti. Qualcuno uscirà con la sua frase fatta: "per il mondo non sei nessuno, ma per qualcuno sei il mondo" e le sue varianti, francamente la mia preferita è quella sulla goccia e l'oceano... non so perchè, ma a tutto non ci può essere una risposta, no?
Per la seconda domanda qualche risposta ce l'avrei, ma non credo sia esaustiva. Molto spesso mi riconduce ad un vicolo cieco, un'altro muro da scavalcare. Per questo cerco di non andare mai oltre. O forse dovrei, e decidere una volta per tutte cosa fare.

Qualcuno che non ti lasci andar via.
Mi chiedo cosa mi lega a questa città. Amicizie? Poche. Amori? Nessuno. Bella città? No, mi fa schifo. Buon lavoro? No. Musica? Nemmeno.

Penso che il problema principale sia la solitudine. Puoi sentirti solo in mezzo alla gente, essere circondato da amici (io chiamo tutti amici), eppure ti senti solo. Puoi avere una ragazza, e sentirti solo. Passo le giornate del fine settimana a casa, si esce solo la sera. Ovviamente per sentire sempre e solo i cazzi degli altri, il dove andiamo, gli interessi che non condividi. O forse è solo un problema di tempi: io lavoro e ho certe necessità, loro studiano, ne hanno altre. Una persona con la quale condividere momenti. Non voglio trovarmi da vecchio a ricordare momenti che ho vissuto da solo. Vorrei che ci fosse quel qualcuno che ha passato quei momenti con me. Già adesso ho qualche problema a ricordare e vederci qualcuno, figuriamoci poi. Vorrei qualcuno di disponibile, qualcuno che ogni tanto parli per me. I problemi sono tuoi e te li tieni. Qualcuno con i miei interessi, qualcuno con le mie idee, qualcuno che non molli mai, qualcuno che tenda la mano senza chiedere, qualcuno che niente gli sia dovuto. Qualcuno che non chieda.
Il problema che ogni tanto ti piacerebbe sentirti dire un grazie, ma non per un favore che hai fatto, un grazie perchè ci sei. Un grazie perchè non te ne vai. Non sentirti rispondere quando affermi: "Mollo tutto e scappo", con un "vai", ma "non andartene! Come faccio senza di te?". Questa è la risposta. Io ce la dev
o fare sempre da solo. E senza di te la gente quindi ce la fa. Quindi sei inutile.
Dissi ad una persona dov'è il nostro errore: non abbiamo mai dato la possibilità agli altri di aver paura di poterci perdere.
Eppure qualcuno ogni tanto te lo dice "come farei senza di te?". Ma mai in sincerità. Vedo la gente che ha paura di perdere qualcuno. Io non ho più la paura di poter perdere qualcuno. Non piango più. Lascio che tutto scorra ed evito di legarmi troppo a certe persone. O forse sono le persone che non si vogliono legare a me. Quel qualcosa in più, ecco cosa cerco. Mi aspettavo che qualcuno tornasse indietro, a chiedere scusa. Non è mai successo, ho sempre dovuto tornare io e fare il primo passo. Le nuove regole? Non torno più indietro. Non farò io il primo passo.

Voglia di fuggire, voglia di ricominciare. Voglia di cambiare aria, nuova droga, nuove persone, tante persone, che non diano nulla per scontato.

giovedì 24 gennaio 2008

L.A. Inc.


Non che il tornare a casa sia troppo piacevole, non che il partire col ritardo lo sia stato altrettanto, ma alla fine sono di nuovo qui a raccontarvela. E raccontarmela. Visto il Gran Canyon, Las Vegas, le sequoie, San Francisco, la Capitol Records, Los Angeles... e potrei far la lista di tante altre cose che ho visto, alla pari di quelle che ho dovuto saltare, come i Van Halen, gli L.A. Guns, gli Skid Row... rimani una minoranza che deve accontentare la comunità. E rimane un problema di tempo.
Cosa mi è piaciuto? Gli americani, San Francisco e le sequoie, questi alberi altissimi, che in mezzo alla neve e al freddo ci appoggi la mano sul tronco, morbido e spugnoso e lo senti caldo. Un po' una metafora la vedo io, alcune stanno attaccate fra di loro e crescono assieme, qualcuna stà isolata e imponente, qualcun'altra purtroppo non ha più le radici che la tengono salda, si lascia andare e cade.

Tutto sommato gli americani sono un popolo curioso. Curioso perchè potrebbero stare ore a chiederti dei cazzi tuoi, curioso perchè ti aspetteresti tutto, fuorchè che siano delle persone cordiali, di una gentilezza disarmante, disponibilità e pazienza che ti chiedi se Bush e qualcun'altro lo siano anche loro... o se siano alieni, cosa più probabile.
Tutto sembra magicamente finto, al grande ti ci abitui subito, torni sul Doblò e ti sembra di essere in una 127. E tutti stranamente sorridono lì, anche i barboni, le ragazze sono tutte belle (prendetelo con le pinze), hanno sempre il sorriso stampato fino alle orecchie. Avranno i loro difetti, ma a me gli americani piacciono.
Dall'america torno con uno skate, un sacco di regali, un paio di vans, 3 levi's, una targa di una macchina trovata per terra a San Francisco, l'ipod nano da 8gb (che sono ancora qui a rimuginare sull'acquisto... non mi convince ancora, ma preso da un momento di mona...), un pezzettino di cuore in meno e un po' di nuove domande... E con un piercing... non che abbia un significato particolare ma... come tante cose ci troverò un senso anche per lui.
Mi son bucato il trago, a Venice Beach... Jen la mia piercer, una ragazza enorme, con un sacco di tatuaggi a metà. Anche qui... avrei voluto farlo a Las Vegas, da Pair-A-Dice... invece l'ho fatto il giorno 13 (fatalità!), volevo una barretta e invece... e invece ho un anello che nn vedo l'ora di cambiare!!! Ah, il nome del posto: BuzzBomb.
Da questa vacanza ho imparato che la convivenza è difficile. E che non riesco più a sopportare certi difetti delle persone. Ho imparato che sono veramente cambiato sotto diversi punti di vista. In bene? In male? Non lo so ancora, ma forse mi voglio lasciare il beneficio del dubbio.

Ho passato l'anniversario dell'incidente, pensavo mi tornasse in mente qualche ricordo, ma nulla. Ancora non ricordo nulla. Tutto sommato posso solo ricordare dal letto di ospedale, non è male. E tutto sommato ho ancora del fil di ferro che mi lega i denti, un buco sull'arcata, le mie nuove cicatrici sulla bocca, i miei problemi a muovere la lingua, i miei problemi con le labbra, le espressioni che non riesco più a fare e il mento un po' storto. L'incidente si è portato via il mio sorriso, quello largo con i denti in vista che mi piaceva tanto e che qualcuno considerava da idiota... E si è portato via anche una delle fossette che avevo, una di quelle che certa gente non vedeva l'ora apparissero per infilarmici l'indice dentro.

Visita per il Triathlon, idoneo... Sono un sacco di 91.5 kg, praticamente mi faccio schifo da solo... ne devo perdere una 20ina e bisogna che inizi... Il fatto è che la volontà il giorno prima ce l'ho e il giorno dopo scema. Ieri ho avuto una crisi d'affetto e mi son bevuto mezza bottiglia di vino accompagnata dalle sfogliatine ricoperte di nutella. E' che in casa non dovrebbero esserci queste cose o perlomeno vorrei non trovarle... la mia fame nervosa è un po' troppo presente. Forse è tanto che non mi ubriaco e dormo nel mio mondo ovattato pieno dei sorrisi idioti. Forse è ancora che mi tengo troppo.

Pensierini.
Nuovo anno. Nuove regole? Mah. Fondamentalmente è passato già quasi un mese, e se già sembrava dovesse cambiare qualcosa... beh, non è cambiato un cazzo. L'oroscopo in compenso dice che sarà un anno intenso e non troppo positivo sotto tutti gli aspetti. E ci aggiungeva pure difficili scelte da fare ed esperienze che mi avrebbero fatto cambiare. Perchè, non sono già cambiato?
Diceva anche che compensa gli ultimi due anni che invece sono andati alla grande. Ammesso e non concesso non mi pare. Sono tornato ciccione, non ho 30.000 euro fissi nel conto corrente ma una cifra che oscilla attorno ai 1000 euro, faccio sempre lo stesso lavoro, amori e affetti non ne parliamo: a quante amicizie ho dovuto rinunciare e dire addio? Quanto ho dovuto aprire gli occhi? Quanto ancora li stò cercando di aprire? Aggiungici l'incidente, un dettaglio da 8000 euro. E mio fratello che vuole andare in argentina.
Nuovo anno. Nuove regole. Non torno più indietro. Non accetto più i compromessi. Non rinuncio più. (ci metto la parentesi o quasi). Non mi accontento più. Addio a tante persone inutili. Addio anche a persone che hanno avuto troppe possibilità. Addio. O arrivederci, se aprirò la botola sotto la porta. Qualcuno vuole i nomi. Qualcuno il suo, qualcuno quello degli altri. Le nuove regole non prevedono di identificare le persone. O almeno non chiaramente. E' il gioco. Il mio nuovo gioco.
Nuovo anno? Nuove Regole.

E' che a volte ci penso ancora. E' che a volte cerco ancora una risposta alle tante domande. E' che fondamentalmente non so un cazzo. Ed è anche che fondamentalmente ci piace sbagliare e sbatterci il naso contro... O forse ci piace dire a qualcun'altro "io ci sono passato e so cosa vuol dire". E i consigli non ci piace ascoltarli ne' seguirli, perchè ci piace darli.

Ti domandi mai qual'è quella linea rosa (ognuno alla fine ha il pennarello che vuole) che sancisce il momento in cui ti innamori (duro, da questo punto in poi è sott'inteso)? Sei in grado di riuscire a starne al di qua e non superarla?
Cosa fai quando sai che ti stai per innamorare? A me sale la paura. La paura di star male. Anche se adesso mi sale la paura che comunque non avrei il tempo di star dietro ad una persona.
Cosa fai quando non vuoi innamorarti? E' un po' come quando cerco di dimenticare. Mi ripeto in testa i pregi e i difetti di quella persona. Ci potrei stare assieme? Abbiamo le stesse frequenze? Io le mie frequenze le ho perse. E cerco di reprimere il mio desiderio di contatto. E cerco un nuovo amore che lo sostituisca. O perlomeno mi allontani quanto basta. Il mio è un processo lento. Mi aiuta avere un nuovo hobby in genere qualcosa di nuovo da costruire. Forse è per quello che ho fatto la Love's Drum. Per tenermi la testa occupata e farmi rimbalzare sulle pareti del cervello i suoi problemi. E non i miei.
Come fai a capire che ti stai innamorando?
Cerco uno sguardo, un'intesa, un sorriso. O forse mi innamoro dei sorrisi. Mi innamoro della gente che mi sorride, involontariamente spesso lo dico a qualcuno: fammi un sorriso. Sono stanco di vedere la gente triste. Perchè poi divento triste anch'io. Anche se poi mi domandano sempre: ma come fai ad essere sempre contento?
Cosa fai quando sei innamorato? Pensi sempre e solo a quella persona. O a quelle persone. E quel nome mi rimbalza ovunque e dappertutto. E nella mia testa non voglio che mi rimbalzi il nome di una persona ora.
Cosa fai quando vorresti che quella persona si innamorasse di te? Ultimamente o meglio, da un bel pezzo non faccio più nulla. Perchè non voglio. E non voglio più sentirmi in dovere di ricambiare. Non voglio più sentirmi in dovere verso qualcuno o qualcuno che si senta in dovere con me. Almeno non ora. Ora voglio solo vedere i sorrisi. In america sorridono. Qui siamo bravi a tenere il muso e lamentarci. Made in Italy.
Fino a che punto puoi amare una persona? Fino al punto di soffrire ed essere convinto di star bene. Fino al punto di non amare più te stesso.

Il vero problema è che io devo ricominciare ogni volta. Tu non te ne accorgi, ma invece tu sei sempre in corsa perchè sai saltare bene gli ostacoli, ma se inciampi c'è sempre un tuo piccolo tifoso che ti aiuta a rialzarti. E anche se non ricorderai mai la sua faccia o semplicemente anche solo l'azione di tenderti una mano, il tuo ricordo sarà sempre focalizzato sul cronometro e i secondi persi. Io invece mi sento sempre in dovere. E di ricordarmi di tutti. A volte è un peso. E a volte dei problemi degli altri francamente non me ne frega un cazzo... E a volte mi rendo conto di vivere nel controsenso.

Essere genitore. Ieri mia mamma ha pianto. Per l'ennesima volta. Non siamo stati dei bravi genitori, ne' con te ne' con tuo fratello. Una risposta che lascia il tempo che trova: siete stati dei bravi genirori. Io lo dico col cuore e mi ritengo fortunato ad averli avuti come genitori, mi hanno insegnato tante cose, e mi hanno insegnato la cosa più importante: arrangiarsi. E io mi sono insegnato a non chiedere aiuto. A non essere in grado di farlo. Siamo umani, ognuno fa il meglio che riesce a fare. I miei hanno fatto il loro meglio, purtroppo noi figli siamo difficili da comprendere, e la colpa è nostra. Quante frasi mi sono scappate dalla bocca che gli hanno fatto male? Quante volte ho pianto come un deficiente a terra, in mezzo all'ingresso? Quante volte mi sono sentito morire e avrei voluto essere morto? E quante volte mi sono asciugato le lacrime sentendomi un cane randagio? Prima di partire ho visto gli occhi lucidi a mio padre. Sono stato io a farglieli venire. Lui che assieme a mia mamma e a mio fratello sono le persone che vorrei vedere col sorriso più di ogni altra persona. E io che ora ho gli occhi lucidi. Io si vorrei potermi prendere il dolore degli altri, ma non metaforicamente, vorrei sentirmi bruciare il cuore e le fitte al petto. Sarebbero le emozioni forti che è un bel pezzo che non sento più. E non sentendole più non sono più sicuro di saperle provare ancora. Non mi ha fatto male il tatuaggio, non mi ha fatto male il piercing. L'emulazione del me stesso che ero, ecco cosa sono ora ed ecco cos'è la mia paura. Non vorrei far soffrire nessuno. Non vorrei vedere mio padre soffrire, ha già sofferto abbastanza. Non voglio più vederlo piangere dentro, e star male dentro. Piango.
Un problema di comunicazione. Quello che dice sempre mia madre. Un problema di quante volte gli ho delusi e non sono stato in grado di essere come le loro aspettative. O qualcosina di più.
Come devo fare per avere un abbraccio da mio papà? Mi accontenterei di poco, ho bisogno delle coccole. Vivo con la paura di non potergli dire quante volte vorrei "ti voglio bene". Vivo con la paura di averlo deluso. Vivo con la paura di vivere pensando a tutti gli abbracci che avrei voluto dargli. E avrei voluto ricevere.
Non sarò mai un bravo genitore.


Pensierini idioti.
Tanto tempo fa cominciai a legarmi al polso le catenelle del cesso, cromate. Le battezzai come le mie "Richieste". Si perchè i desideri quando non si avverano ci rimani triste. Se si avverano e poi li perdi... ci rimani ancora più male. Mentre le richieste le fai, se si avverano sei felice, se invece non si avverano... beh, non ti cambia molto, tanto comunque non le avevi le cose che hai richiesto... e se le perdi ci stai male una sola volta.
Le mie Richieste non erano solo per me. Ma per la maggior parte erano Richieste per altre persone. Oggi mi prendo carico anche delle richieste, ovviamente segrete, delle altre persone.
Avevo cominciato con quelle più piccole, prese dai vestiti, erano solo pochi giri. E avevo scelto qualcosa di metallo, perchè pensavo fosse difficile che si rompessero... e invece le maglie ultimamente si aprono facilmente... Dovrebbe avverarsi una richiesta... ma non so esattamente quale. Un altro vantaggio delle Richieste: non sai quella che si avvera, quindi la puoi prendere come una gradita sorpresa.
Alloggiavano sul polso destro, hanno assorbito una ciste, il polso spesso diventava verdognolo. Ora gran parte del cromo si è consumato, si vede l'ottone, che in alcuni casi assume il giallo oro, in altri, al contatto con il cloro, brunisce. Erano solo sul polso dx, e quelli del triathlon mi chiamano Metallo per questo.
Ad oggi si sono aggiunte delle Richieste sul polso sx. Quelle cromate vengono dall'Inghilterra: una volta era famoso il british steel, dopo manco due mesi il cromo stà lasciando spazio ad un sottofondo rossastro. Non fanno più le Richieste di una volta. Quelle nere vengono dagli States, sono ancora nere, merito della vernice epossidica. Quanto durerà il nero?

Ci sono pochi comportamenti e poche cose che odio. Di conseguenza odio poche persone. Anzi, io non odio nessuno, ne' credo di averlo mai detto a nessuno di odiarlo. O anche solo pensato. Semplicemente se non tollero elimino e lascio spazio all'indifferenza.

Citazioni.
Nonostante le nuove regole, qualcuno mi chiede di essere citato... Mattia. Mattia... smettila con lo ska e la musica da minchioni e inizia ad ascoltare qualcosa di serio... Serietà a parte... ascolta quel cazzo che vuoi!

Capelli.
Sono cresciuti, non ancora a misura che vorrei ma ci stiamo lavorando...

Drums&Guitars.
Finita la cassa da 28"... ora mi farò un tom da 12 e forse uno da 13. Il tipo della chitarra non risponde alle mie mail.

Angolo di pensieri che non ho voglia di sviluppare publicamente. O che svilupperò quando avrò tempo.
La verità è che tutti abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci ascolti. E di qualcuno che non ci lasci andar via.
Il tempo di aver tempo per tutti. Il tempo di aver tempo un po' per me.
E' che fondamentalmente è solo un problema d'affetto.