venerdì 16 maggio 2008

Play... And Be Aware


Settimana un po' intensa, facciamo che inizi da 2 martedì fa. Si mangia la pizza dopo allenamento, cosa non di routine, in genere si va il giovedì... nuovo posto, nuovo sia perchè è la prima volta che ci mettiamo i piedi, sia perchè ha effettivamente aperto da poco. Un bel locale, un'altro surrogato delle catene della birra, stessi listini, stessa birra, stesse cose da mangiare. Poca gente, ormai è anche tardi, chissà se ci faran mangiare. Ci porta i listini una ragazza sorridente, un sorriso di quelli che non ti aspetti. Sfogliamo il listino, ma io so già cosa prendere e devo rivedere quel sorriso. Ci prende le ordinazioni un'altra cameriera, nel frattempo lei si stà levando la traversa che la distingue dalla gente che passa in piedi per la sala, io come catalizzato la seguo, ci fissiamo negli occhi, mi sorride e mi dice "ciao". La mia reazione è un "ciao". Con la differenza del mio io sconvolto.

Weekend di delirio, non ho fatto una cippa lippa, se non nuotare, correre e andare via in bici come un deficiente. Mi ci sarebbe voluta una botta di vita, ma... a quanto pare più le cerchi e più si allontanano. Domenica pomeriggio 2 ore di matrimonio, un mio caro amico si è sposato. Cosa un po' strana, ma vabbè, siccome io vivo delle piccole cose e di gesti che ogni tanto mi spiazzano, durante il segno della pace, quella che io definirei "una perfetta sconosciuta", se non averci scambiato due chiacchiere e due sorrisi, mi dà due baci sulle guance. Ora, non so se perchè me li sia cercati io, o perchè abbia frainteso un suo cenno, però mi sembravano intenzionali. A quanto pare, per qualcuno che nemmeno conosco, devo aver dato qualcosa di positivo, visto che la cosa non si è ripetuta con un'altra persona. Cose che ti fanno pensare.

Lunedì solita uscita di routine con una di quelle poche persone per le quali sono ancora disposto a metterci il mio cuore nelle loro mani, torniamo nel famigerato "posto nuovo". Di nuovo lei, evitando di soffermarmi sul sorriso, sono nella fase di "facciamoci l'idea del complesso". Minuta, due occhi di un colore surreale, fra il marrone e l'azzurro, anche se in realtà un qualcosa di non ben determinabile... lenti a contatto colorate? Mah. Un sedere non ben definito, ma il pantalone nn sembra troppo largo, forse è un pelo in carne, due spalle abbastanza larghe, di profilo boh, nn ha l'effetto che ha di fronte. E' uno dei rari casi nei quali non riesco a capire se sia ben fatta o meno, anzi, son pure convinto che sia fatta pure non tanto bene, per non dire male. Infine, è spuntato un tatuaggio, sopra il sedere. Strano. Ma che testa che ho...

Il martedì c'era quella cosa che aspettavo da tempo... il concerto dei KISS... spettacolo. Son passato su Rai 3, ma mi han tagliato tutta l'intervista. In compenso c'erano i miei amici di aosta e milano. Show fantastico, loro pieni di grinta e scatenati come non mai, palco e spettacoli pirotecnici da paura, peccato solo di essere veramente troppo distanti... A fine concerto ero asciutto, fresco e senza la sensazione di compressione ai polmoni... manco mi sembrava di essere stato ad un concerto. Però... chebbotta della madonna! Prossimamente whitesnake, poi qualcun'altro lo troveremo da andare a vedere!

Pensierini.
E' strano dover pensare alle cose che ancora mi toccano. Continuo a cercare i sorrisi dagli sconosciuti, certi sorrisi invece han perso per me di significato e mai lo avrei pensato. Ma d'altra parte tutto cambia e in genere sempre e solo come prevedo. Il futuro e la conclusione di certe situazioni la so già in partenza. Per me i lieti fine sono solo nelle favole degli altri. Ten tales before goin' to sleep. E' un bel titolo tutto sommato. Ma forse spero di arrivare alle thirteen. Belle idee per la testa, un nuovo personaggio per una canzone, dopo Jack Murder, ecco arrivare Patty Ences. E' da tanto che qualcuno non mi racconta una favola. E' da tanto, forse da mai, che non stò vivendo una favola, ma forse non mi è dato... è qualcosa per gli altri.
Non voglio fermarmi, non voglio camminare. Devo correre, sennò anche l'ultimo baluardo che mi lega ancora a qualcosa qui e nella vita verrà a cadere.

Continuo a notare che mi spiazzano le cose semplici che non ho. I sorrisi gratuiti, i gesti d'affetto dal nulla. Gli abbracci sinceri, non quelle cose che servono a reggere una situazione di comodo. L'improvviso cambio degli eventi, l'uso che se ne fa delle persone mi spiazza. Fino a qualche tempo fa eri una persona di compagnia, perchè facevi le stesse cose. Poi per la tua sincerità, improvvisamente cadi nel dimenticatoio e servi solamente. Notevole. Riempitevi la bocca. Io non credo più alle vostre parole, ai vostri gesti. Amo le persone sincere, amo le persone che ti apprezzano perchè non ti prendi un impegno se non puoi farlo al 100%. Non mi interessa più, non mi interessate più. Io per voi sono una pedina, voi per me siete semplicemente nulla. Giochiamo. Io gioco con le regole, mi diverto, e mi faccio male. Voi vi fate solo del male, fate finta di divertirvi e il gioco prima o poi smetterà di piacervi. La differenza è che io ho fatto il gioco. E so benissimo quando giocate. Voi invece non sapete quando gioco io. E a dir la verità, alle volte gioco talmente bene che prendo per il culo pure me stesso, e divento il gioco.
Perchè il problema di giocare è che prima o poi corri il rischio che se non conosci le regole scambi il gioco per la realtà. Ci sono già caduto, ma ho la carta imprevisti, e ne sono già uscito. Gioco. E gioco perchè so giocare, senza improvvisare, o con la pretesa di giocarmi più soldi di quanti non ne abbia. Il bluff è nel poker. Qui giochi con qualcos'altro. Te stesso. E gli altri. Cuore, testa, sentimento. Devi metterli in gioco, le cicatrici finiscono sotto la pelle, ma la posta in palio non può essere materiale in questo gioco. Deve far male. O bene. Fino in fondo.

Alle volte penso alle cose che mi sono perso fino ad adesso. Alle volte preferisco pensarle però come le cose che qualcuno non mi ha voluto dare. E' difficile da dire, ma forse qualcuno per me non ha avuto le palle. Persone sbagliate, errori di valutazione, colpi di mona. Chiamiamoli pure come preferiamo, il fatto è che il sacrificio e il rischio di gioire anche a proprio discapito non lo avete mai voluto rischiare. Ho vissuto di felicità riflessa fino ad adesso, mi bastava vedervi sorridere. Ma al mio sorriso non avete mai voluto pensare, nascondendovi dietro alla vostra incapacità (tradotta più semplicemente la maggior parte delle volte in "non ho lo sbattimento per") di fare qualcosa, o nella maniera più semplice, nascondendovi dietro al "vogliamo solo vederti felice". Ma è facile dirlo, io la chiamo "la maniera gentile di lavarsene le mani". Ti dicono "scappa", ma vorresti sentirti dire "rimani". E cosa rimane? Il te stesso per qualcuno che se lo merita? Nemmeno. Non sono nemmeno più convinto di poter essere ancora qualcosa per qualcuno. Mi ci vorrebbe solo qualcuno che si impegnasse e avesse la volontà di essere qualcuno per me. Utopia. Un sogno. Semplicemente un'altra favola negata. Vivere un sogno, ogni tanto e per un po' più di un solo attimo (forza ingegneri sbizzarritevi a definire il limite di un attimo). Troppo poco tempo per avere un bel ricordo. E troppo tempo perso a stare male per una persona che non se lo meritava. Provi ad essere il migliore. Sei sicuro di farlo per te? Sei sicuro di non farlo solo per compiacere ad un'altra persona? O forse non sei nemmeno sicuro di te stesso e non ti vuoi domandare, se anche fosse, del perchè e del per chi lo fai. Forse come me stai passando un periodo un po' strano.
Troppo R'n'R nelle vene per darmi retta. E talmente poche vibrazioni da voler iniziare a fare sul serio con me stesso e dar retta, una per una, a tutte le cose che ho in testa. Perchè per la maggior parte sarebbero i cattivi pensieri. E io con le cose negative ho deciso di smettere.

Forse arriverà il momento nel quale la smetterò di analizzare meccanicamente i sentimenti, i modi di essere e i comportamenti. Non ho mai sopportato di non trovare una logica alle cose. Non mi sono mai voluto fermare all'apparenza. Troppo poco sbattimento per me. Francesco, prendi le cose così, come vengono! A voi forse basta, ma io non voglio vivere al 100%. Non mi basta. Ne voglio di più. Ne voglio talmente tanta che voglio star male, voglio fare indigestione, voglio vomitare vita, fino ad averne la nausea. Voglio essere superiore alle cose, anche al costo di starci male ed esserne deluso. Ma non va bene, l'importante è dimostrare che non te ne frega un cazzo, che le cose importanti sono altre, le persone vengono dopo. Per chiudere un'esistenza da solo? Mi spiace, ma io non voglio annegare nella solitudine di poche persone, e nemmeno nella solitudine di pochi affetti o nella solitudine di tante persone inutili. Pochi ma buoni? Tanti ma cattivi? No, o tutto o niente. Tanti e buoni, non mi accontento, come voi non vi accontentate. Mi drogo di due sole cose. L'alcool, ma molto raramente, delle persone invece tutti i santi giorni, e non ne riesco a fare a meno. Passerei le ore a fissarle, semplicemente a notare tutti i piccoli mutamenti nei gesti, nella voce, nel volto. Così come mi perdo, nel semplice osservare ad esempio come impugnano gli oggetti, come si muovono. Il vero problema? Cambiare lo spacciatore, definitivamente.

Non posso nemmeno pretendere di far andar bene le mie cose agli altri se poi a me non vanno bene tante cose, sebbene me ne faccia andar bene veramente tante. Al contempo vincono le persone che si dimostrano stronze ed egoiste. Ci sono persone che ti puoi mostrare stronzo. Altre che non possono permettersi il lusso di essere stronze, perchè come nel mio caso non gli è concesso. Essere il migliore fra i perdenti. Ecco cosa conta per me. Non mi piegate e non mi spezzate. E' da un po' che non ho più paura. La paura è per chi ha paura di voler essere il migliore, mascherata dall'ambizione. La paura è per chi non vuole tentare, è per chi non ha le palle di rischiare. La paura l'avevo, me l'avete fatta passare. Grazie. No, non grazie a voi, grazie a me.
Ci tengo a te in maniera diversa. Mi ci avete fatto pensare. Mi ci avete fatto soffrire. Mi ci avete fatto illudere. Per voi quindi solo quello che vi meritate: un me stesso, ma maniera diversa. Se sbagliate voi avete ragione, se sbaglio io avete comunque ragione. Avrete quello per il quale pagate, uno spettacolo, talmente vero da sembrare fasullo. O talmente finto da sembrare vero.

17-05-2008
Dopo essermi perso per massanzago, finalmente arrivo a borgoricco, dalla parrucchiera della scorsa volta. Qualcuno avrà da ridire che allora me le cerco... questa volta mi sono presentato con le foto di Nikki Sixx e del vecchio bassista dei Towers of London... sicchè, dopo aver storto il naso, abbiamo trovato la maniera di far pace, e tornare ad andare d'accordo... lei nel profondo un po' mortificata credo, io di mio che la rassicuravo e le dicevo che la cosa era avvenuta 6 mesi fa, e che poteva cmq fare quello che voleva a patto di lasciarmi la frangia lunga, per mettermeli dietro le orecchie... Non sembra sia stato dalla parrucchiera, ma ad ogni modo io mi sono innamorato ancora dell'assistente bionda... non ci posso far nulla, son fermo ai miei canoni...

Pensierini.
La cosa che mi dà alle volte da pensare è sempre la solita, al come vediamo le cose. O perlomeno, come le percepiamo. Io sono convinto di vedere le cose nella maniera obiettiva, per come sono, nulla di più, nulla di meno. La stessa cosa vale anche per te che leggi, sei convinto di vedere le cose con obiettività. Il fatto è che abbiamo una oggettività soggettiva, e nella maggior parte dei casi la mia non coincide con la tua. A dire il vero, per essere precisi precisi, la mia a me pare molto più obiettiva della tua, molto più reale e meno sentimentale, un'analisi anche qui meccanica. Fra l'esserne convinti di essere una cosa ed esserlo davvero c'è un bel po' di differenza. La convinzione fa di se stessi l'immagine riportata dei propri sogni, che siano mentre si dorme o che siano, cosa ben più comune, ad occhi aperti.
Non sogno spesso, forse il mio cervello è troppo preso dal riordinare quello al quale io non voglio dar retta. In compenso sono due giorni che mi sogno la stessa persona, con un comportamento che avrei voluto, che ora non sono sicuro di volere ancora, e che comunque mi fa svegliare e pensare che era solo un sogno, anche se nel sogno è tutto dannatamente vero, ma talmente distante dalla realtà delle cose. La verità del subconscio. La verità della coscienza desta è che ho altre cose a cui pensare, e che francamente so i miei limiti e dove posso arrivare. La persona che mi sogno esiste davvero? E' così davvero? O è solo la trasposizione di un'entità reale che non voglio conoscere? O che forse non ho ancora conosciuto. Forse è solo che stò reagendo e stò cambiando ancora, la pelle è la stessa, i segni rimangono, sottopelle, ma cambia il cuore. Ho promesso a me stesso che non mi snaturerò mai più, ho promesso a me stesso che sarò superiore alle cose, ho promesso a me stesso che tornerò come una volta, ho promesso a me stesso che darò retta solo a chi ha la pazienza di darmi retta. Nel frattempo io non mi dò retta, e non dò retta a chi da retta solo a se stesso. Sarete felici anche senza di me, come mi avete dimostrato fino ad adesso.

Qualcuno mi ha insegnato cosa non è importante.
L'orario non è importante, non importa la puntualità.
Il quando non è importante, per voi ci sarà sempre tempo per recuperare (o ne avete la convinzione).
Il con chi non è importante.
Dire la verità non è importante, perchè la bugia è più affascinante.
Essere gentili non è importante, perchè l'imporsi è il vostro obiettivo.
Sbattersi gratuitamente non è importante, perchè il denaro non si compra.
I sentimenti non sono importanti, quando abbiamo oramai imparato il concetto usa&getta.
Non è nemmeno importante interessarci di metterci al posto degli altri, se poi c'è il minimo rischio di poterci rimanere male un centesimo.
Non è importante trovare un accordo, o la maniera di andare d'accordo. Perderci un po' entrambi, per guadagnare un pochino tutti e due.
Ho deciso che per me non è importante quello che è importante per te, ho deciso che la tua importanza ti verrà assegnata giorno per giorno, e che la tua persona dovrà essere usata per portare piacere a me, come, dove, quando, per quanto, con o meno sentimento, con più o meno sincerità e gentilezza, ma con zero sbatti. L'importante è che vada bene a me, solo a me. Questo per te. Per qualcun'altro la cosa potrà variare, in percentuale più o meno maggiore dell'essenzialità, o del massimale concessogli, ovviamente per le Nuove Regole non gli sarà dato il lusso e la concessione di saperlo. Almenochè non lo voglia io... comando io, giusto?


Statemi bene a sentire. Potete decidere se essere pedine o giocare con me. Ma non lo saprete mai. Me lo avete insegnato voi, Get What You Pay For. Gioca e stai attento, la mia Nuova Regola.
La voglio alta e nelle orecchie, non ho tempo di darmi retta!