sabato 13 ottobre 2007

Some Shoes Don't Fit Your Feet



Tornato da Aosta, Lollo l'ho visto bene, meno male! Anche gli altri stanno benone, Cianci e la Jo con due nuove storie, un mistero non molto mistero, qualche strana tensione attorno. Ma l'importante è stato andare a respirare quelle persone a me tanto care, che mi fanno sentire in totale stato di relax.
La commedia va avanti. la Carla si è tagliata i capelli... per me nn stà tanto bene, in compenso qui arriva il freddo e io mi innamoro molto di più, anche se poi l'occhio alla fine mi cade sempre sul sedere...
Rino non viene più in america, forse da un certo punto di vista è meglio così...
Ho ordinato la cassa da 28", non vedo l'ora... per il resto continuo a buttare giù idee e ho una mezza idea di prendere in mano la chitarra... Cerco una epiphone: Les Paul Standard, nera, pickup coperti, battipenna e i bordi bianchi... sennò non suona!!!

La checca l'ho sentita su Skype, distaccata e con la testa altrove, vuole rimanere negli States e dare un taglio a tutto. Non so, ma a volte ho come la sensazione che pian piano a questo posto non mi leghi più nulla, pian piano mi sembra di rimanere del tutto solo, in una condizione senza via d'uscita, se non quella di staccare pure io la spina. No cretini, non suicidarmi, ma levar le tende e piantarle altrove!
Lavoro sempre solita merda, al ritorno dall'america inizieranno le manovre per trovare ben altro.
Mio fratello si è confidato, rivelandomi i suoi piani segreti, che prevedono una fuga anche per lui...
E' proprio una dietro l'altra. E aggiungi che mi è tornata una pancia da fare schifo, i pantaloni non mi entrano più... cerchi un po' di equilibrio, un po' di bei momenti per te, ma... non arrivano.
Ho finito l'allestimento dello stereo... abbastanza soddisfatto, ma... pochi bassi... vabbè, vedremo.
Ho deciso definitivamente: l'anno prossimo me ne vado via di casa, mi son troppo rotto le balle.
Devono operare di nuovo mio fratello. Bella merda.

Pensierini.
Tanto lo so che leggete solo per quest'angolino in cui dò vita a tutte le cagate che mi passano per la testa...
Non mi so vestire, eppure per le scarpe h
o un debole, un occhio di riguardo, forse perché mi piace fare strada. Per correre sicuramente sempre e solo Asics; le Nike o le Adidas per camminare, ma forse van bene altre, per la montagna gli scarponi della Salomon, o comunque si controllava la suola in Vibram, l’interno in Gore-Tex, fino a che altezza c’erano le alette della linguetta, le cuciture, la torsione, la flessibilità… Si, perché di km ce ne dovevi fare con loro, comodamente e all’asciutto.

Le scarpe che ho addosso hanno oramai esaurito la suola… sento ogni dettaglio del pavimento, ogni singolo sassolino sull’asfalto, ogni singola fuga dei lastricati. Oramai avevano raggiunto e superato la loro comodità massima, la tomaia aveva assunto la forma del piede, ma ora non ammortizzano più i miei passi, arrivi in certi momenti ad odiare quell'unica cosa oltre alla musica che ancora ti stacca dai cattivi pensieri: correre.

Decidi allora di andare in qualche negozio in cerca di un nuovo paio, tu che conosci il tuo piede, o perlomeno pensi di conoscerlo, ti orienti su un modello, lo provi, ne provi un altro, vedi come ti stà, ci fai due passi, provi a pensare come diventeranno una volta presa la forma. Dopo la continua evoluzione, ti rendi conto che sugli scaffali c’è ben poco di nuovo.

Le Converse, un pezzo di tela incollato da della gomma, l’unica cosa che è cambiata è la fantasia. Le avevano tutti, perché costavano una miseria, io addirittura avevo quelle della concorrenza… c’erano le Cox, le Superga, quel marchio con da qualche parte la scritta "esse"… Le Converse le ho prese poi, una volta fuori moda e come fondo di magazzino, ma quelle un po’ più imbottite e più "sofisticate"… Ora dare oltre 50 euro per un pezzo di tela mi sembra un po’ eccessivo.

Giri l’angolo, le scarpe da Sk8rs… lo scriviamo con l’otto, perché fa slang… Ora ci sono Vans, io ricordo le Airwalk, quelle nere, con la linguetta nuova… ne avevo trovato un paio, due taglie più piccole, devi lasciarlo lì. Vieni sommerso dalle marche, quelle che a parte la Nike, la Reebok, la Puma e poche altre saranno un flash nella vita di quelli scaffali.

C’era la lotta delle scarpe da basket, di chi si contendeva quello o quell’altro campione. La Nike aveva lanciato le Air, la Reebok aveva fatto le Pump, quelle che premevi il pallone e si gonfiava la linguetta, poi sempre più sofisticate, si gonfiavano ai lati, da qualche altra parte. E ti divertivi a vedere quanto riuscivi a resistere alla pressione, fino a quando… scoppiavano. In pochi ricordano le Puma Disc, via i lacci, una rotella a scatti tirava un filo di bava che passava nelle asole… poi premevi il pulsantino al centro e la scarpa si apriva di colpo… Io ricordo quelle che aveva un mio amico che faceva scherma, che belle.

Ma quelle per le quali sono impazzito erano le L.A. Gear… C’erano le Catapult, ma quelle che in assoluto hanno fatto la storia nelle scarpe tamarre erano sicuramente le L.A. Tech, che si illuminavano ad ogni passo… quanto le ho desiderate. Le abbiamo desiderate… che poi ci cambiavi i lacci e ci mettevi quelli bicolore spessi, belli trucidi e tamarri… Le scarpe di Axl Rose, con il suo nome cubitali, slacciate, e con la linguetta rigorosamente sopra i jeans, perché dovevi mostrare che erano le L.A. Gear.

Ma torniamo a provare le scarpe. Tutto sommato una scarpa è come una persona, la provi. Ti innamori di un modello, se lo trovi nello scaffale lo provi, sempre se c'è il numero. Ammesso che il numero ci sia, provi quello che credi ti vada bene, provi a toccare la punta per vedere dove arriva l'alluce. Provi mezzo o un numero in più, o in meno. Alcune vanno di addirittura di quarti di misura. Ci fai due passi, ne fai altri due, provi a vedere come tengono di lato, quanto flessibili sono, la torsione, i cuscinetti sul tallone... se poi son scarpe da corsa ci sono altri dettagli, ma sorvoliamo. Ora hai nelle tue mani il destino di quel paio di scarpe, se prenderle o provarne un altro paio. E sempre che non arrivi prima il commesso a metterti una pulce nell'orecchio... o se sei da Foot Looker la suola che fa miracoli. O almeno così te la smenano... fra l'indistruttibile, l'igienico e il comodo, per non parlare della postura.

Con certe scarpe ci hai fatto il giro del mondo e oltre. Vorresti che fossero sempre con te, ma poi un bel giorno... ti abbandonano, si lacerano, entra acqua, la suola e oramai una gomma slick. E una volta andate speri di trovare lo stesso modello ancora in vendita.

Ti dicono che dovresti provarti la scarpa solo in base a quanto comoda ti è. La verità è che alla fine sei disposto a prendere una scarpa non comodissima, con qualche difetto, i lacci brutti (conti di cambiarli a casa), pur di portarti a casa il concetto di un modello che "va'". Poi magari il giorno dopo la provi e ti accorgi di aver fatto la tua cagata... La scarpa è stretta, larga, scomoda, ti fa venire le vesciche. Una scarpa che non fa per te. E non basterà semplicemente cambiare i lacci o mettere/togliere la soletta. Eppure ci avevi dedicato tempo per provarla e riprovarla. Altre volte ti innamori della scarpa, ma non necessariamente perchè è di moda, magari solo perchè si illumina la suola... poi ti rendi conto che in quella scarpa il tuo piede non stà comodo... ma magari continui a rimanerne innamorato... magari sarà la scarpa a fare in modo che i lacci formino un nodo che non si riescie più a sbrogliare.
Non trovi il numero: provi la scarpa più piccola e quella più larga: una scarpa nella quale non ci stai dentro, e abbandoni l'idea, col magone, perchè era la scarpa che desideravi, ma devi fare i conti con la realtà, quella scarpa non ti entra.

A volte semplicemente è come un paio di jeans, è il modello che non fa per te. Nonostante tu voglia quella scarpa più di ogni altra cosa, o quasi, ti rendi conto che non andrete mai d'accordo, o anche se andaste d'accordo perchè sei fin troppo buono e permissivo, realizzi che quello a perdere sarai sempre tu. Ma magari non hai ancora maturato il concetto che se non puoi vincere, devi almeno cercare in qualche modo di non perdere. Quella che io amo chiamare "My Right Way To Lose".

Certe scarpe te le allacci ogni volta: le persone delle quali ti prendi cura ogni giorno. Certe scarpe le allacci una volta, magari un po' lasche, le metti e le sfili come delle ciabatte, ma prima o poi si consumerà il tallone: le persone che dai per scontato ci siano sempre. Certe altre hanno solo l'elastico: le persone che bene o male passano sopra tutto. Ma prima o poi l'elastico cede... Le scarpe con il velcro: le persone usa e getta... o le persone che prima o poi si riempiranno di pelucchi e nn terranno più la scarpa allacciata... ed esploderanno, inesorabilmente... si forse è più bella! E le puma disc? Quelle che esplodono, ma poi bastano due giri e tornano come prima.

Alcune scarpe le hai dimenticate nell'armadio, dentro le loro scatole, lasciate fuori ai loro problemi di umidità, nel loro mondo in una scatola di cartone. Altre le tiri fuori solo per la stagione estiva, altre solo per quella invernale, altre solo per le grandi occasioni, altre solo quando piove...

Ti sei mai messo nei panni di una scarpa? Provaci. Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto trattiamo e veniamo trattati come delle scarpe. Ma mai, se non per un breve periodo, come una scarpa di cristallo, o una appena comperata.

Mah, forse stà cosa mi sa che è come la storia delle musicassette... E io continuo ad essere un fans dei minidisc... ora. Forse la cosa più simile che ho a disposizione adesso, un qualcosa di elitario... da tenere con cura si, ma non troppo... ;-)

Pensierini Idioti.
Anche stanotte farò tardi, e domani mattina sarò stanco...
Mi innamoro veramente troppo spesso... poi adesso arriva l'inverno, le ragazze si coprono, e io vado via di testa perchè mi piace vedere come si vestono come si curano... ancora quella cosa, ancora quella droga: stare ad osservare tutti i dettagli, tutta la cura che ci mettono per vestirsi, tutte le stronzate che si appiccicano ovunque... Mah, ricordo le poche volte che ho accompagnato qualcuna a fare shopping: tutte le cose che riescono a notare di un indumento, il sottile gioco di intesa/convincimento fra loro e la commessa... altra cosa che io non riesco a fare, quando mi domandano se "ho bisogno" mi cresce l'imbarazzo, comprarmi da vestire è una cosa che odio.

Tornassi indietro mi sa che suonerei il basso, il Rickenbacker 4003... ma dovrei tornare indietro duro, e chiedere a qualcuno di farmi prima le dita con i tendini che nn si accavallino... Se fossi un chitarraio Gibson Les Paul e mesa triple...

Coccole. Che strano, a volte mi sembra che sia passata una vita dall'ultima volta che ne ho ricevuta qualcuna... anche se alla fine è solo poco più di un'anno. Mi ero abituato a non averne, ora mi abituo a tornare a non averle... Che strano, non mi ero accorto di dimenticarmi come fossero, ma mi sono accorto di com'è la situazione senza averle. Tutto sommato sono forte anche in questo, sono capace di rimanere anche senza queste. Con è più bello, senza non è poi così male.

C'è come una entità che ti vuole incastrare. Provi a uscire da certe situazioni, ma ti ritrovi di nuovo in altri puzzle da risolvere... Provi a liberarti, per dedicare del tempo a te stesso ma... come cerchi di avere una routine delle cose che ti interessano poco per far fronte alle cose che ti interessano e fosse per te ci dedicheresti tutti i buchi possibili della tua giornata, stai pur certo che qualcuno o qualcosa ti altera e fa saltare tutto.

Pensierino meno idiota: non ho ancora fatto del tutto pace con Dio. Ho ancora un po' di confusione in testa e certe cose da chiarire... spero che un giorno voglia spiegarmi il perchè di tante cose. E anche tutti i "dopo" che non vedo, quelli che dovrebbero seguire a "le cose non avvengono mai per caso, ma per un motivo ben preciso".

Ah, vi aspettate la canzone, è vero... mah, "Here I Come Again" dei Whitesnake. Buon ascolto.

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