Ti chiedi mai cosa sei tu per gli altri?
Ti chiedi mai cosa sei tu per te stesso?
Corpo del messaggio.
Nulla di particolare, è che i dischi han ripreso a girare e ho voglia di scrivere... o meglio, oggi due messaggi mi hanno innescato dei nuovi pensieri. Qualcosa ti tocca, qualcosa ti sfiora appena. E non è detto che quello che per te è banale per qualcun'altro non lo sia. Questa è una delle poche cose che ho imparato, una di quelle cose che scrivi in maniera indelebile su un foglio di acetilene e metti sotto una teca di vetro.
E' che devo tornare ad apprezzare le piccole cose. O forse mi mancano le piccole cose da apprezzare.
Mi sembra alle volte di viaggiare su un binario parallelo a quello che succede. E quello che vorrei succedesse viaggia anch'esso su un binario parallelo e molto distante dal mio.
Al ritorno dall'america ho affrontato con mia mamma la discussione sulla sua invidia rispetto a quello che succede agli altri rispetto a noi. Alla mia risposta, fatta con un esempio, ho ricevuto una risposta: ma quella non è la cosa importante della vita! Certo, per te non è importante, ma per qualcuno lo è. Chi ha certe fortune non le sa apprezzare, chi non le ha le invidia. Del valore delle cose te ne rendi conto soltanto quando le perdi. Io aggiungo anche quando le desideri e lotti con tutte le tue forze per averle e non arrivano mai, anzi, sembra si allontanino.
Ti senti la dire che le cose belle ti arrivano quando meno te l'aspetti. Vuol dire che mi aspetto troppo e tutto.
Altre cose si dice arrivino col tempo. Quanto devo aspettare?
Suonare. Devi correre dietro le persone, devi darti da fare. Sono stanco di suonare con gente che si crede Steve Vai, gente che non sa che fare power accordi ta-ta-ta-ta e basta. O seghe sul mi cantino. E' possibile che qui, in questo posto dimmerda, non ci sia un cazzo di chitarrista, un cazzo di cantante e un cazzo di bassista con qualcosa di nuovo, pronto a distribuire aria fresca e non la solita porcheria, o essere il solito clone di qualche altro gruppo?
Silver ha lasciato gli Hardcore Superstar. Sarà perchè l'ultimo cd fa cagare? Mah, tanto prima o poi torna... o almeno, così fanno in molti, si prendono la pausa e tornano.
Pensierini.
Torniamo alle domande.
Alla prima domanda posso francamente dire non lo so, o non che abbia ultimamente un gran significato, visto che non sono in vena di emozioni forti. Qualcuno uscirà con la sua frase fatta: "per il mondo non sei nessuno, ma per qualcuno sei il mondo" e le sue varianti, francamente la mia preferita è quella sulla goccia e l'oceano... non so perchè, ma a tutto non ci può essere una risposta, no?
Per la seconda domanda qualche risposta ce l'avrei, ma non credo sia esaustiva. Molto spesso mi riconduce ad un vicolo cieco, un'altro muro da scavalcare. Per questo cerco di non andare mai oltre. O forse dovrei, e decidere una volta per tutte cosa fare.
Qualcuno che non ti lasci andar via.
Mi chiedo cosa mi lega a questa città. Amicizie? Poche. Amori? Nessuno. Bella città? No, mi fa schifo. Buon lavoro? No. Musica? Nemmeno.
Penso che il problema principale sia la solitudine. Puoi sentirti solo in mezzo alla gente, essere circondato da amici (io chiamo tutti amici), eppure ti senti solo. Puoi avere una ragazza, e sentirti solo. Passo le giornate del fine settimana a casa, si esce solo la sera. Ovviamente per sentire sempre e solo i cazzi degli altri, il dove andiamo, gli interessi che non condividi. O forse è solo un problema di tempi: io lavoro e ho certe necessità, loro studiano, ne hanno altre. Una persona con la quale condividere momenti. Non voglio trovarmi da vecchio a ricordare momenti che ho vissuto da solo. Vorrei che ci fosse quel qualcuno che ha passato quei momenti con me. Già adesso ho qualche problema a ricordare e vederci qualcuno, figuriamoci poi. Vorrei qualcuno di disponibile, qualcuno che ogni tanto parli per me. I problemi sono tuoi e te li tieni. Qualcuno con i miei interessi, qualcuno con le mie idee, qualcuno che non molli mai, qualcuno che tenda la mano senza chiedere, qualcuno che niente gli sia dovuto. Qualcuno che non chieda.
Il problema che ogni tanto ti piacerebbe sentirti dire un grazie, ma non per un favore che hai fatto, un grazie perchè ci sei. Un grazie perchè non te ne vai. Non sentirti rispondere quando affermi: "Mollo tutto e scappo", con un "vai", ma "non andartene! Come faccio senza di te?". Questa è la risposta. Io ce la devo fare sempre da solo. E senza di te la gente quindi ce la fa. Quindi sei inutile.
Dissi ad una persona dov'è il nostro errore: non abbiamo mai dato la possibilità agli altri di aver paura di poterci perdere.
Eppure qualcuno ogni tanto te lo dice "come farei senza di te?". Ma mai in sincerità. Vedo la gente che ha paura di perdere qualcuno. Io non ho più la paura di poter perdere qualcuno. Non piango più. Lascio che tutto scorra ed evito di legarmi troppo a certe persone. O forse sono le persone che non si vogliono legare a me. Quel qualcosa in più, ecco cosa cerco. Mi aspettavo che qualcuno tornasse indietro, a chiedere scusa. Non è mai successo, ho sempre dovuto tornare io e fare il primo passo. Le nuove regole? Non torno più indietro. Non farò io il primo passo.
Nessun commento:
Posta un commento