Alle volte vorrei. Alle volte mi piacerebbe. Ogni tanto mi piacerebbe.
Mi piacerebbe che le persone fossero sincere, che le persone non se la girassero a loro favore se han torto, che nn dicessero bugie, che nn fossero ipocrite. Vi ho mai puntato il dito se avete sbagliato? No.
Mi piacerebbe darmi fuoco e bruciare, per poi sapere che qualcuno mi spegnerà le fiamme.
Mi piacerebbe vedere qualcuno che provi cosa vuol dire bruciare, per poi spegnerlo e dirgli: ti ho perdonato. E non ci fossero ustioni.
Mi piacerebbe ogni tanto avere quel dono. Il dono di fregarmene. Ne ho un altro il voler la cosa giusta, il continuare a metter pace, di preferire soffrire per dentro e non di fuori. Logora? Fa male? Fa male, consuma, distrugge. Fa rinascere. Genera nuove cicatrici, nuove sensazioni.
L'illusione di star bene. Mi piacerebbe star bene, tornare a vederele stelle, perdermi nel vuoto, mirare all'obbiettivo, fidarmi, sapere che se sbaglio c'è qualcuno. Qualcuno che nn sa solo dirmi "sei cambiato", qualcuno che cerca i capire, qualcuno che capisse ogni tanto per me. Qualcuno che cmq sia mi dica: tifo per te. Qualcuno che dica: se sbagli io tifo ancora per te. Qualcuno che se sbaglio nn mi punti il dito, ma che lo punti su chi ho sbagliato.
Mi piacerebbe correre km senza fermarmi, svuotare la mente, cancellare per un po' tutto ciò che di brutto mi danno le persone. In questo momento vorrei vedere Max, il mio dispenser delle belle cose. E tutto il resto non conta, perchè c'è almeno lui di persona per la quale credere di non essere soli.
Circa mezz'ora fa il postino ha recapitato a casa una busta imbottita. Dentro un mio cd, una lettera, una cartolina. Di Claudia. Tremo. Il sangue bolle, lo stomaco si chiude. Ancora? Ne ho ancora bisogno? Mi merito ancora questo? Evidentemente si.
Leggo la lettera, a metà vorrei fermarmi. La metto in un angolino, giro per le stanze. Torno in camera, arrivo alla fine. Rileggo. Rileggo ancora. Occorre dirmi tutte quelle cose? Occorre che ti ostini a promettere? Occorre che dici che ci tieni? Occorre che mi dici che siamo più vicini e simili di quanto non creda? Siamo vicini, pochi km di strada ci separano. Ma tu sei lontana nell'anima, fatti la domanda, cosa ti importa di me? Siamo simili? Abbiamo qualcosa in comune, ma io sono diverso da te, io sto male, tu no. Stò male perchè mi prendi in giro, stò male perchè se tento di chiuderla bene tu la riapri e ne vuoi uscire solo tu bene. Io volevo che ne uscissimo entrambi bene, tu nn hai voluto, ancora una volta. Mi dici che ora hai le cose che volevi, che sei felice, continui a non avere il tempo però, lo hai per altre persone, lo accetto. Non accetto che è come se mi vuoi tenere legato ad un filo. Non accetto che credi di sapere cha anch'io ho quello che voglio. Io non ho quello che voglio. Non ho il fiato e le gambe per correre come vorrei ora, non come le avrò forse di nuovo. Non ho la musica, la gente che si sbatta per suonare e devastare i palchi. Non ho il il garage per suonare, sennò oggi pomeriggio mi ci sarei fiondato, altro che vesciche sulle mani a fermarmi, il sangue sui tamburi volevo vedere. Non ho le persone che mi fanno respirare le cose buone, qui vicino; ma ho le persone che continuano a chiedere. Non ho le persone che si impegnino a far qualcosa che voglio io, non ho le persone che si preoccupano, non ho le palle di mandare a fare in culo qualcuno. No mi sbaglio, nn voglio mandare nessuno da nessuna parte. Loro san vivere, io no. Io vivo per gli altri, nn vivo per me. Ma per vivere per me ho bisogno di qualcuno che mi dica che c'è. No, non a parole. Qualcuno che mi muova, qualcuno che sappia per me cosa voglio, senza farmi la domanda: cosa vorresti? Non lo so cosa vorrei. Tutto e nulla. Forse nn voglio nulla, se non un po' di onestà, e un po' di calma per me. No, ancora. Non è la calma quello che voglio. Voglio una tempesta. Una tempesta di belle cose, una tempesta di sincerità, una tempesta che mi faccia sorridere, sono già calmo, ancora nn ho rotto nulla.
Forse mi rivorrei indietro, rivorrei il Tato che ero, rivorrei che pensavo di stare bene. Era una maniera di stare bene. Rivorrei la mia genuinità, rivorrei il sorriso, rivorrei indietro i miei denti. Vorrei indietro i pacchetti di felicità per le persone alle quali ancora tengo. E ancora vorrei per qualcuno la felicità, ma senza di me. Mi spiace, nn sono più in grado di fornirtela. Mi urterà che ne sei ancora convinto, mi urterà dover far finta di niente e tenermi il disagio, mi urterà il dover fingere. Perchè nn posso essere come vorrei? Devo per forza essere come volete voi.
In questo momento sono un dispenser di negatività. Penso che hai avuto una gran faccia tosta a scrivermi, penso che nemmeno una delle cose che mi hai detto sia vera. Mi spiace, già nn mi fidavo troppo della gente, mi son fidato di te, non dovevo fidarmi neanche di te. Magari domani o fra qualche ora cambio già idea. Magari dico: è la Claudia probabilmente mi dice la verità. Ma qualcuno mi dirà che nn è vero, qualcuno mi dirà che me la giro da solo la piaga, qualcuno difenderà lei, qualcuno dirà la classica frase che ho ragione io e non lei. Qualcuno a lei dirà le stesse cose, con la differenza che... io sono ancora qui a pensarci, lei penserà alle cose belle che ha. E va bene così. Per me. E per lei.
Poi mi calmerò, continuerò a pensarci con altri occhi, con un'altra testa. Forse nn penso tutte queste cose, forse è solo l'impeto. Forse... forse. Forse ci sarà una fine, forse non ci sarà mai, forse quando anch'io avrò quelle piccole cose che tanto desidero e di cui tanto ne so il valore avrò altri occhi e ci riderò su, per dentro, con il cuore. Forza indici, spingetemi su gli zigomi, che da solo nn ce la faccio.
La Jo si è cuccata in diretta l'arrivo del misfatto. Grazie. Con tutto il cuore... mi spiace, io non vorrei essere così, nn voglio più star male.
Ieri ho guardato la puntata n° 12 del Dr. House, 3a serie, in inglese con sottotitoli in italiano: One Day, One Room. Anch'io non so il perchè. Anch'io vorrei vivere ogni giorno in una stanza diversa. Anch'io voglio conoscere una persona diversa.
sabato 7 aprile 2007
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